<b>Mille Miglia Low Cost</b>

Mille Miglia Low Cost

La Mille Miglia è la corsa storica per eccellenza e una delle rievocazioni di gare automobilistiche con regolamento di partecipazione più rigido, contemplando vetture prodotte dal 1927 al 1957, data dell’ultima edizione. Nella selezione viene inoltre preso in particolare considerazione oltre alla conformità dell’auto il palmares storico/sportivo e non ultimo, l’aver partecipato alla corsa della “Freccia Rossa” nelle sue edizioni storiche.

Budget milionario? Non necessariamente

Fiat 1100 E (1952) - Mille Miglia
Fiat 1100 E (1952) – Mille Miglia

Inaccessibile quindi senza avere un budget milionario? Teoricamente no. Partendo da un costo di iscrizione pari a 8.000 euro + iva (edizione 2018) e la possibilità di noleggiare una vettura storica dai vari noleggiatori/collezionisti (a cifre chiaramente adeguate alla vettura richiesta) è comunque possibile partecipare alla “corsa più bella del mondo” con l’acquisto di vetture molto più alla portata dell’appassionato medio rispetto alle varie Mercedes, Ferrari e Aston Martin spesso immortalate nel percorso tra Brescia e Roma.

Quindi, supponendo di voler correre la MM, avere budget ridotto e patentino CSAI (requisito necessario alla partecipazione) vediamo quali sono le possibili vetture low-cost eleggibili, considerando che comunque il numero di richieste di iscrizione alla corsa è enorme rispetto al numero di equipaggi ammessi e che quindi non è semplice accedere pur avendone tutti i requisiti.

Piccole Fiat alla riscossa

Fiat 500 C Topolino alla Mille Miglia 2017
Fiat 500 C Topolino – Mille Miglia 2017

Paese ospitante e casa della Mille Miglia, l’Italia e  le sue auto sono la scelta naturale per la gara. Il quantità di vetture eleggibili è particolarmente alta visto che molte hanno partecipato alle edizioni storiche e per questo hanno maggiori possibilità di ammissione.

Sono eleggibili Mille Miglia una serie di vetture insospettabili, tra cui le Fiat Topolino (A, B, C), ma anche delle modeste Fiat 600 prima serie, che possono essere comunque una buona scelta.

Sempre per Fiat, altra ottima opportunità è rappresentata dalle Fiat 1100E e dalle successive 1100/103 che con quotazioni nell’ordine dei 15.000 euro permettono di poter aspirare alla partecipazione.

Rimanendo in Italia, un’ulteriore opportunità è rappresentata da Lancia. Le Ardea possono essere una buona scelta, dato che mantengono quotazioni non esorbitanti, da preferirsi alle sorelle maggiori Aprilia, più costose e probabilmente più datate.

Fuori dall’Italia: Mercedes, Saab, Rover e tanta Francia

Simca Aronde (1953) - Mille Miglia
Simca Aronde (1953) – Mille Miglia

Non solo italiane low-cost. Molto si può fare con vetture estere. Consigliabili in questo senso, anche per affidabilità, possono essere le Mercedes anni ’50, in particolare le vetture con carrozzeria Ponton 180 e 220, che hanno costi abbordabili e sono considerate affidabili.

Spostandoci in Francia, buone opportunità vengono dalla Renault 4CV, una delle possibili partecipanti dal costo minore insieme alle Simca Aronde. Volendo puntare più in alto è possibile optare per le prime serie della Citroen DS. Una DS 19 eleggibile può essere trovata con un po’ di fortuna ad un prezzo inferiore ai 30.000 euro.

Spostandoci più lontano le Saab 92/93 con quotazioni nell’ordine dei 15.000 euro possono rappresentare una buona scelta a basso budget, come le Rover P4 acquistabili a cifre similari e forse preferibili per affidabilità.

Le possibilità di partecipare alla “Freccia Rossa” in versione low cost non mancano. Senza dimenticare che queste vecchie signore hanno spesso bisogno di cure sul percorso e un mettere un po’ di assistenza in conto è altamente auspicabile…..

 

<b>Volvo 164. Quando Volvo non era ancora Volvo</b>

Volvo 164. Quando Volvo non era ancora Volvo

Un processo ambito da tante case: diventare un marchio Premium. Per Volvo, il primo tentativo di alzare l’asticella con la 164 non è stato premiato dal successo.

Lotta a 6 cilindri

Volvo 164 TE
Volvo 164 TE – Arezzo Classic Motors 2018

Fine anni ’60. Volvo ha a listino la lineup della serie 100 (142-144-145, rispettivamente 2 porte, 4 porte e station wagon) che stanno riscuotendo un discreto successo. Auto robuste, costruite sul pianale allungato della precedente 120/Amazon, con uno stile definito e squadrato. Vetture a loro modo semplici, con uno schema classico trazione posteriore e assale posteriore rigido.

La casa svedese decide di muovere i primi passi verso il segmento di mercato più alto, dominato dalle proposte di Mercedes e Jaguar. Per farlo Volvo prosegue nella sua politica di evoluzionistica proponendo la sua nuova ammiraglia, la 164.

Punto di partenza la sorella minore 144 di cui riprenderà gran parte della meccanica. Imprescindibile per affrontare i concorrenti, la creazione di un motore importante. Siglato B30, rappresentava l’evoluzione dell’omologo 4 cilindri della 144 (siglato B20). 6 cilindri in linea, 3 litri di cilindrata e 140cv.

Il pianale ricevette un allungamento di passo di 10 cm (necessari per far spazio all’ingombrante nuovo motore), il frontale ridisegnato rispetto alla serie 140 con una grossa griglia frontale (ristretta per il model year 1972) mentre la coda rimase sempre identica alle evoluzioni della sorella minore.

Troppo 144 per essere “premium”

Volvo 164 TE
Volvo 164 TE – Vista Posteriore

Presentata nel 1968, il pubblico gli riservò un’accoglienza tiepida. Troppo simile alla 144 per convincere clienti che vedevano Mercedes e Jaguar come alternative. La 164 presentava interni in pelle di serie e poteva essere equipaggiata con aria condizionata e tetto apribile panoramico. Incredibilmente per una vettura di tale rango, nelle prime versioni lo sterzo non aveva la servo-assistenza di serie, il che rendeva le manovre a bassa velocità, vista l’imponenza del 6 cilindri, un vero problema.

Il motore venne aggiornato nel 1972 ricevendo l’iniezione elettronica in sostituzione degli originari carburatori con un deciso aumento di potenza, che raggiunse i 170cv. Queste vetture presero la denominazione 164 E e si distinguono anche per la nuova coda con i fari orizzontali (anche in questo caso mutuata dalle 144 model year 1973). Nonostante le migliorie e modifiche, le vendite del modello risultarono ancora basse.

Uscita di scena

Volvo 165
Rara Volvo 165 in un raduno Volvo (da Wikipedia)
La produzione terminò nel 1975, quando il modello venne sostituito dalla più fortunata 260. Coerente con l’idea premium, la decisione di non produrre la versione 2 porte (162) e la versione station (165), che esiste in alcuni esemplari prototipo (e alcuni autocostruiti da carrozzieri, vista la meccanica simile alle 145) e in una particolare versione a passo lungo che venne studiata come vettura per il trasporto negli aeroporti. In fine carriera (1974) venne proposta la 164 TE, versione super-equipaggiata della 164 E dotata di aria condizionata, poggiatesta posteriori e luci di cortesia interne. Quest’ultima versione venne proposta solo in Germania, Svezia e Inghilterra.

La produzione totale conta 153189. Considerando che le contemporanee Mercedes W108/109 (prodotte in un grandissimo numero di allestimenti) hanno totalizzato ben oltre le 300.000 consegne, le sue vendite sono comparabili solo con la Jaguar XJ6 con cui poteva competere solo con il motore base gamma da 2,8 litri (con prezzo comparabile al lancio) ma non con il blasone e l’eleganza del marchio.

Volvo impiegherà ancora qualche anno ad affiancare le doti di sicurezza e robustezza innate delle sue vetture all’esclusività e stile che oggi le sono giustamente riconosciute.