Citroën 2CV Perrier – Serie speciale con le “bollicine”

Citroën 2CV Perrier – Serie speciale con le “bollicine”

Tra le innumerevoli versioni speciali della Citroën 2CV, la “Perrier” è una delle più singolari, sia per la nascita sia per le caratteristiche del modello.

Prodotta in soli mille esemplari, è stata realizzata dalla divisione Belgio-Lussemburgo di Citroën, in collaborazione con Perrier.

 La 2CV e la scimmia Fhou

Citroën 2CV Perrier
Citroën 2CV Perrier – Arezzo Classic Motors 2020 – (c) Ciclootto

Nel 1987 Citroën BeLux, la divisione Belgio-Lussembrugo del marchio Citroën contatta Perrier per verificare un possibile interesse nel realizzare una serie speciale dell’iconica vettura francese.

Quella che viene realizzata di li a poco (commercializzata nel 1988) sarà l’ultima delle serie speciali della 2CV (escludendo la one-off Hermes del 2008).

Centro della serie speciale, la nuova mascotte di Perrier, la scimmietta Fhou, lanciata nel 1986 come testimonial delle acque minerali francesi. Il design della vettura si baserà proprio sulla scimmietta verde, cosa che creerà anche qualche grattacapo alla commercializzazione della vettura.

Solo per Francia e Lussemburgo

Citroën 2CV Perrier
Citroën 2CV Perrier – Logo posteriore – Arezzo Classic Motors 2020 – (c) Ciclootto

La nuova serie speciale viene lanciata al Salone di Brussel 1988. Venduti esclusivamente in Belgio e Lussemburgo è stata realizzata in soli 1000 pezzi.

La base tecnica è quella del Citroën 2CV6 Spécial, con motore bicilindrico 602cc da 29CV, mentre esternamente la vettura è di colore bianco colore storico della Perrier. La caratterizzazione della serie speciale si gioca tutta sul verde e sulla mascotte delle acque minerali

Gli esterni: La statuetta della discordia

Citroen 2CV - La scimmia Fhou sul cofano
Citroën 2CV – La scimmia Fhou sul cofano – Immagine Automag.be

All’esterno, oltre alle scritte Perrier presente sia al posteriore (in alcuni allestimenti anche all’anteriore  sull’aletta di areazione), la particolarità è la presenza sul cofano, appena sotto il parabrezza di una piccola statuetta raffigurante la scimmietta Fhou.

Dalle mani della statuetta protesa, scorre un adesivo verde irregolare, come a rappresentare un rivolo d’acqua, di colore verde. Le ruote presentano borchie ruota a tutta grandezza con impresso al centro il logo Perrier (in verità queste coperture non vennero realizzate da Citroën, ma vennero prodotte da un rivenditore aftermarket tedesco).

Dettaglio del cofano- Citroen 2CV Perrier - Immagine Encyclautomobile.fr
Dettaglio del cofano- Citroën 2CV Perrier – Immagine Encyclautomobile.fr

La statuetta rappresentò un problema in sede di omologazione perché ritenuta potenzialmente pericolosa, cosa che rallentò la messa in commercio del modello.

Gli interni: Fhou e acqua al fresco

All’interno, l’allestimento è quello della Spécial, personalizzato con il volante con logo Perrier (incollato sopra l’originale Citroen), il pomello del cambio in color verde realizzato in un unico pezzo (al contrario delle 2CV standard) e i pannelli porta con impressa la scimmia Fhou.

Citroën 2CV Perrier - Interni e Frigo
Citroën 2CV Perrier – Interni e Frigo – Immagine 2cvperrier.nl

L’elemento caratterizzante della vettura è al centro, sotto alla leva del cambio. Un frigo a 12V verde, con logo Perrier che può contenere 6 bottigliette dell’acqua minerale francese. Sopra sono presenti 4 portabicchieri ricavati dal coperchio del frigo. Particolare la maniglia di apertura, realizzata attraverso una finta corda intrecciata. Vista l’assenza di una batteria supplementare, il piccolo frigo funziona solo a motore acceso.

La fine di un mito

Oltre ad essere l’anno di questa serie speciale, il 1988 decreta il termine della produzione della Citroën 2CV in Francia. La piccola francese rimase in produzione fino al 1990 nello stabilimento portoghese di Mangaulde, chiudendo la sua lunghissima carriera (iniziata nel 1948) con 3,8 milioni di 2CV prodotte

 

 

Mille Miglia 2020. Presentato l’elenco partenti

Mille Miglia 2020. Presentato l’elenco partenti

Finalmente disponibile, dopo la conferenza di presentazione, l’elenco dei partecipanti alla Mille Miglia.

In un paese  alle prese con il Corona Virus, la macchina organizzativa della “freccia rossa” prosegue spedita verso l’edizione 2020, nella speranza che il virus non vanifichi gli sforzi

Tra dubbi e incertezze

Aston Martin Speed Spa Special - 1929 - Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto
Aston Martin Speed Spa Special – 1929 – Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto

La situazione è ancora ovviamente tutta da definire in vista di maggio e l’unica cosa a cui è possibile appellarci è la fiducia del presidente della MM, Franco Gussalli Beretta:

“La Mille Miglia sarà a maggio e per ora tutto confermato. Con entusiasmo e con il sostegno del comune presentiamo l’edizione 2020″

In un percorso che dovrebbe snodarsi arrivando a tornare in Piazza Duomo a Milano e a toccare Viareggio, possiamo pregustare la gara dando un’occhiata all’ordine di partenza

L’ordine di partenza: un sogno ad occhi aperti nella storia dell’automobile

Sono 400 gli equipaggi ammessi (su circa 800 domande pervenute). Mai come quest’anno sarà importante l’elenco delle riserve (ben 200) vista la situazione Coronavirus.

Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato - 1929 - Mille Miglia 2019
Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato – 1929 – Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto

Dando un’occhiata all’ordine di partenza, spicca la corposa presenza di vetture Alfa Romeo anche grazie all’appoggio del Museo storico Alfa.

Ben 53 vetture comprese 17 Alfa Romeo 6c 1500/1750, in un tripudio di storia dell’automobile per festeggiare degnamente i 110 anni del biscione.

Grande anche la compagine nazionale con oltre un terzo delle vetture di origine italiana.

Equipaggi: il ritorno dei vincitori

Ad una prima scorsa dell’elenco partenti spiccano immediatamente le conferme sportive dei vincitori dello scorso anno.

Squadra che vince non si cambia, quindi al via abbiamo Giovanni Moceri e Daniele Bonetti ancora su Alfa Romeo 6C 1500 SS e di nuovo alla partenza anche le vincitrici del trofeo per l’equipaggio femminile, Francesca Ruggeri e Silvia Marini su Aston Martin.

Francesca Ruggeri Silvia Marini - Mille Miglia 2019
Francesca Ruggeri Silvia Marini – Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto

Altra conferma per l’ex pilota Emanuele Pirro che si troverà di nuovo al volante della splendida Alfa Romeo 6c 2300 Pescara Spyder e di Ivan Capelli, che si troverà a bordo di una Austin Healey 100/4.

Le premesse per un grande evento ci sono tutte. L’incognita del virus che sta paralizzando l’Italia aleggia ancora sulla gara e sull’effettiva presenza degli equipaggi, in particolar modo quelli stranieri.

 

 

Steve McQueen: 500.000 Euro per la Dune Buggy?

Steve McQueen: 500.000 Euro per la Dune Buggy?

Una Dune Buggy da 500.000 euro? E’ possibile se coinvolto nella sua storia c’è Steve McQueen, una delle poche icone di Hollywood in grado di coniugare l’amore per le auto con la carriera cinematografica

Re Mida: dopo la Mustang è tempo di Dune Buggy

Sono passati pochi mesi dalla vendita all’asta della Ford Mustang del film Bullit, una vettura bramata dallo stesso McQueen che le provò tutte per riaverla dal suo proprietario, e ci troviamo di fronte ad uan nuova celebrity car.

Si tratta della Dune Buggy utilizzata da McQueen nel film “il caso Thomas Crown” che andrà all’asta il 5 marzo (ore 17 italiane) ad Amelia Island per Bonhams

Non una buggy qualunque

Coinvolgendo McQueen ovviamnete non si tratta di una “Buggy” normale.

Si tratta di una Meyers Manx 1967, classica Buggy in vetroresina costruita sulla meccanica del VW Beetle. A spiegare al particolarità del mezzo e la sua genesi fu lo stesso McQueen, intervistato a seguito dell’uscita del film:

“Crown lives at the beach, and he has a sand dune buggy. I helped ‘em design it, so I’m kinda proud of that. It’s set on a Volkswagen chassis, with big ol’ wide weenies, big wide tires on mag wheels, Corvair engine stuffed in the back…It’s very light, you know. It’s pulling about 230 horses, and the vehicle weighs about 1,000 pounds.”

Il segreto di questa Meyers Manx quindi è proprio nel motore. Venne equipaggiata con il 6 cilindri 2.7 litri montato sulla Chevrolet Corvair al posto del classico motore Volkswagen.

Anche se McQueen parla di 230 CV, realisticamente il motore difficilmente avrà raggiunto tale potenza. Si ipotizzano 175CV considerando gli scarichi aperti e qualche intervento di messa a punto, considerando che il motore Chevrolet aspirato raggiunge i 140CV.

Con-Ferr Meyers Manx Dune Buggy - Immagine Bonhams
Con-Ferr Meyers Manx Dune Buggy – Immagine Bonhams

La struttura della Manx venne modificata con l’inserimento del parabrezza panoramico e varie modifiche vennero applicate alla struttura, per supportare le prestazioni del modello. Da notare che tutte le sequenze (anche quelle del video ripreso dal film) sono sempre girate da McQueen alla guida, senza alcun stuntman, come da prassi per l’attore americano.

Storia travagliata fino al restauro finale

Una volta terminate le riprese la storia della Buggy del “Il Caso Thomas Crown” si complica.

La vettura vive sulle spiagge delle Hawaii per diversi anni, facendo anche da “trattore” per le imbarcazioni sulla spiaggia. Il motore Chervolet venne sostituito con un 2.2 litri di origine Volkswagen. Visto il continuo uso in spiaggia, la Buggy subì l’inevitabile erosione delle cromature, mentre il corpo in vetroresina venne riverniciato in più punti.

Oggetto di restauro meticoloso, viene presentata in vendita con una stima dai 360 ai 540 mila Euro. Una Meyers Manx “normale” difficilmente supera i 40.000. Riuscirà l’effetto Celebrity car?

Lo potremo sapere seguendo l’asta qui

Update: non sono stati 500k euro ma la vettura è stata assegnata per 406.000 euro (incluse commissioni). Risultato straordinario!

Il MoMA e le mostre d’auto: dalla Cisitalia in poi

Il MoMA e le mostre d’auto: dalla Cisitalia in poi

Spesso parlando della formidabile Cisitalia 202 si fa riferimento al fatto che venne chiamata “la Scultura in movimento” dal MoMa di New York. In verità da quella pionieristica esibizione molte sono state le vetture esposte nella grande mela. Ed è bene dirlo, la Cisitalia non è l’unica a fregiarsi della presenza nella collezione permamente del museo newyorchese

Cisitalia e le “8 automobili”

29 agosto del 1951: il MoMA organizza quella che viene comunemente indicata come la prima mostra in un museo d’arte dedicata al design dell’automobile.

L’evento, intitolato “8 automobiles: an exhibition concerned with the esthetics of motorcar design” è composto da una piccola raccolta di 8 vetture, scelte come esempi di design automobilistico.

Due delle vetture vengono poste nello spazio del giardino esterno mentre per le restanti sei viene allestita e realizzata una finta strada come scenario dell’esposizione, ricreata nelle gallerie del primo piano.

Una rara immagine della Cisitalia 202 nell'esposizione del 1951 al MoMA di New York - Immagine da velocetoday.com
Una rara immagine della Cisitalia 202 – Esposizione del 1951 al MoMA di New York – Immagine velocetoday.com

Una Cisitalia 202 fa parte di questa prima, pionieristica mostra, posizionata a differenza di tutte le altre vetture, su una base in marmo in marmo.

La vettura italiana è accompagnata da una Mercedes SS (1930), una Willys Jeep,  una Bentley 4 1/4 Litre (1939), una Talbot-Lago carrozzata da Figoni e Falaschi (1939),  una MG TC (1948) e per finire,  due vetture americane (inserite nel giardino), una Cord 812 Westchester sedan con il classico design “a bara” e una Lincoln Continental (1941).

Il catalogo della mostra è direttamente disponibile dal sito del MoMA

Le mostre temporanee 

Da quella prima, eccellente mostra sono seguite molte altre occasioni in cui l’auto è diventata protagonista al MoMA.

Nel 1953 la seconda mostra dedicata all’automobile, intitolata senza molta originalità “Ten automobiles“.

Immagine della mostra
Immagine della mostra “Ten Automobiles” – Immagine MoMA New York

In questa seconda mostra si evidenzia, in maniera ancora più consistente, l’estro italiano nel design.

Oltre alla Lancia Aurelia B20, la mostra comprende tra le altre una Ford Vedette (carrozzata dagli Stabilimenti Farina), una Simca 8 Sport (design di derivazione Fiat 1100 Pinifarina) e una Siata Daina 1400  Berlinetta (ancora Stabilimenti Farina). Tra le europee presente anche Porsche 356 e Aston Martin DB2

Il catalogo mostra è visibile qui

La mostra
La mostra “Designed for speed” 1993 – Immagine MoMA New York

Più recentemente il MoMA ha dedicato esposizioni a Ferrari (“Designed for speed. Three automobiles by Ferrari” – 1993) con in mostra  Ferrari F1 641/2, una Ferrari 166 Barchetta MM e Ferrari F40 e una mostra dedicata alla mobilità del futuro (“Different roads: Automobiles for the next century” – 1999) con in esposizione Toyota Prius, Smart Fortwo, Ford Ka e la nostra, spesso sottovalutata Fiat Multipla.

Interessante notare che questa esposizione di 9 vetture comprendeva anche la General Motors EV1, vettura che meriterebbe una menzione a parte per la propria particolarissima storia.

La collezione permanente: il primato di Cisitalia

Pochissime sono le vetture appartenenti alla collezione permanente del museo. Attualmente (febbraio 2020) sono solo 9.

Qui c’é il vero primato della Cisitalia 202, che è stata la prima vettura ad essere acquisita dal MoMA e ad aver dato il vita alla collezione permanente. Donata al museo nel 1972 dalla Pininfarina è stata per oltre 20 anni l’unica vettura del MoMA.

Le acquisizioni sono ripartite nel corso degli anni ’90. Al termine della mostra “Designed for speed” la Ferrari F1 641 viene donata dalla Ferrari al museo in modo permanente.

Ferrari 641/2 - Collezione permanente MoMA -Immagine MoMA New York
Ferrari 641/2 – Collezione permanente MoMA -Immagine MoMA New York

Nel 1996 è la volta di una Jaguar E-Type Roadster (Enzo Ferrari ne sarebbe stato contento), quindi l’auto del popolo, la Volkswagen Beetle, una Willys-Jeep,  una Smart ForTwo prima serie e Porsche 911.

Jaguar E-type Roadster, acquisita dal MoMa nel 1996 - Immagine MoMA
Jaguar E-type Roadster, acquisita dal MoMa nel 1996 – Immagine MoMA

Nel 2017 arriva la terza auto italiana della collezione, la nostra amata Fiat Nuova 500. L’ultima vettura acquisita dalla collezione è la Citroen DS23, acquisita nel 2018.

Citroën DS 23 - Collezione permanente MoMA New York - Immagine MoMA
Citroën DS 23 – Collezione permanente MoMA New York – Immagine MoMA

Da notare che le vetture inserite nella collezione diventano “inerti”: non viaggeranno mai più.

Diventano effettivamente delle sculture da esposizione. Questa condizione ha fatto storcere il naso a più di un collezionista ed esperto, ritenendo che l’operazione eseguita dal MoMA privi le vetture della propria anima di mezzo di trasporto, inscindibile dal design dell’oggetto.

 

L’incredibile asta della collezione Petitjean

L’incredibile asta della collezione Petitjean

Un’occasione speciale richiede attenzioni speciali. Per l’asta della collezione Petitjean, RM Sotheby’s ha deciso di allungare di una giornata la propria permanenza a Technoclassica Essen, con una giornata dedicata espressamente a questa particolare selezione di vetture

Cento vetture senza riserva

Lamborghini Miura P400S - The Petitjean Collection - Immagini RM Sotheby's
Lamborghini Miura P400S – The Petitjean Collection – Immagine RM Sotheby’s

L’evento è straordinario sia per la qualità delle vetture sia per il fatto che le quasi cento vetture provengono tutte dallo stesso proprietario, l’ex pilota Marcel Petitjean e vengono offerte tutte con lotti senza riserva. Il massimo offerente tornerà a casa con l’auto scelta.

Le auto? Presente almeno uno esemplare della quasi totalità della produzione Lamborghini (di cui Petitjean è stato distributore ufficiale per l’est europa dal 91 al 96) fino agli anni ’90, partendo ovviamente da Miura. Una P400 S in un classico Giallo Fly è la capostipite di una sequenza da sogno in cui non mancano Contach, Diablo, Espada, Jalpa, Islero, Jarama.

Non solo Lamborghini

Se la sola selezione di vetture di Sant’Agata Bolognese basterebbe ad attirare l’attenzione di molti, l’elenco delle vetture offerte è molto più ampio con l’accoppiata storica di Mercedes SL Roadster (190 e 300),  Maserati 3500 GTi, Jaguar E-Type (sia FHC che OTS), Porsche (compresa una splendida 904 GTS bicolore) ed Aston Martin (DB 2/4 e DB6).

Porsche 904 GTS - The Petitjean Collection - Immagine RM Sotheby's
Porsche 904 GTS – The Petitjean Collection – Immagine RM Sotheby’s

Per concludere, tra le offerte curiosite un’interessante De Tomaso Mangusta e nell’elenco anche una Delorean DMC-12. In attesa del catalogo completo di RM Sotheby’s c’è già da sognare un’acquisto a ribasso sperando di pescare il jolly del “no reserve”.

Asta Collezione Petitjean: Essen c/o Techno Classica Essen – 26 Marzo 2020

 

Porsche 959 e il “finto” cambio a 6 marce

Porsche 959 e il “finto” cambio a 6 marce

Una delle più avanzate vetture del suo tempo, con un piccolo “trucco”. La Porsche 959 ha un piccolo segreto nel proprio, evolutissimo cambio a 6 marce

La regina tedesca in 292 esemplari

Straordinario concentrato di tecnologia, la Porsche 959, presentata al salone di Francoforte nel 1985 e prodotta dal 1986 al 1988, ha rappresentato, a metà degli anni 80, l’apice tecnologico della casa di Zuffenhausen.

La tiratura, necessariamente limitata, doveva comunque superare le 200 vetture in modo da rendere omologabile la vettura nel Gruppo B e renderla idonea alle competizioni, obiettivo al tempo dichiarato dalla casa tedesca.

Porsche 959 - Auto e Moto d'Epoca Padova 2019 (c) Ciclo Otto
Porsche 959 – Auto e Moto d’Epoca Padova 2019 (c) Ciclo Otto

Formidabile la piattaforma tecnologica basata su motore boxer 6 cilindri da 2.8 litri con 444 CV e trazione integrale. La velocità massima di 314 Km/h la rese la vettura stradale più veloce al mondo, almeno fino all’avvento della Ferrari F40, sua antagonista naturale, in un epico scontro tra tecnologia e tecnica “classica”.

Realizzata in 292 pezzi, era disponibile in 2 versioni, la “Konfort”, dotata di tutte gli accessori interni e la “Sport”, versione spogliata di sedili posteriori, elettronica di bordo (rinunciava anche alle sospensioni elettroniche attive) ottenendo un peso ridotto di oltre 100 Kg e dotata di motore potenziato a 515 CV.

Curioso scoprire che una vettura così tecnologica sia dovuta ricorrere ad un piccolo trucco per superare le prove di omologazione tedesche.

La prima marcia e la “G”

Porsche 959 - Particolare della leva del Cambio - Immagine da Autotrader.com
Porsche 959 – Particolare della leva del Cambio – Immagine da Autotrader.com

Osservando la leva del cambio della formidabile supercar tedesca non si può non fare caso al fatto che il cambio a 6 marce (una delle principali caratteristiche del comando manuale della 959) in verità non presenta alcuna indicazione della sesta marcia.

La numerazione arriva a 5, con l’indicazione della “prima” posizionata in basso a sinistra.

Al posto naturale della prima marcia, in alto a sinistra, capeggia una oscura indicazione G, che indica Gelände, fuoristrada. La Porsche 959 ha una marcia ridotta?

Un trucco per l’omologazione

Il piccolo trucco del cambio è presto svelato. La marcia G è la naturale prima marcia della vettura tedesca. Il motivo di questa denominazione è la necessità da parte di Porsche di ottemperare all’allora regolamento tedesco sulle emissioni rumorose da parte delle vetture.

La legge prevedeva di valutare l’omologazione della vettura attraverso la quantità di rumore emessa al massimo regine del motore nel primo rapporto del cambio.

Il trucco del rapporto G permise a Porsche di passare l’omologazione senza problemi utilizzando la sua prima marcia (che in verità è da rapportarsi a una seconda marcia da oltre 100 Km/h).

Un piccolo trucco poco noto e abbastanza curioso, considerando l’incredibile bagaglio tecnologico della vettura tedesca.

 

Grand Prix Francis Lombardi

Grand Prix Francis Lombardi

Affascinante, curiosa e insolita. Sarebbe possibile descrivere la Francis Lombardi Grand Prix in una molteplicità di modi. La piccola GT costruita a Vercelli sulla base della Fiat 850 ha una storia particolare, a partire da quella del suo ideatore

Lombardi: da aviatore a costruttore

Francis Lombardi
Francis Lombardi

Nato nel 1897, Carlo “Francis” Lombardi fu da prima asso dell’aviazione, combattendo in volo nella prima guerra mondiale ed insignito di 3 medaglie d’argento al valor militare.

Nel primo dopoguerra fonda la AVIA, Anonima Vercellese Industria Aeronautica, piccola azienda che si distinse per la produzione di velivoli leggeri, impiegati con profitto dalla Regia Aeronautica, soprattutto nell’ambito dell’addestramento degli avieri.

Tale attività unita alle sue imprese gli valsero nel 1976 la quarta medaglia al valor militare, in questo caso d’oro.

Nel periodo fascista venne spesso rappresentato come esempio di coraggio e valore, in un ruolo di rappresentanza anche controverso, a cui Lombardi comunque non si sottrasse, salvo poi schierarsi con i partigiani al termine del secondo conflitto.

La conversione automobilistica

Abbandonata l’attività aeronautica al termine del secondo conflitto fondando nel 1947 la Carrozzeria Francis Lombardi. Inizialmente sviluppa la sua attività nella creazione di giardinette “legno” su base Lancia Aprilia e versioni lussuose su base Fiat 1100 e 1400

Lancia Aprilia Giardinetta Legno Francis Lombardi - 1948 - Immagine da Collectorsworld.com
Lancia Aprilia Giardinetta Legno Francis Lombardi – 1948 – Immagine da Collectorsworld.com

Negli anni successivi, sviluppa una particolare passione nel produrre versioni lussuose e allungate di vetture di gran serie.

Tra queste spiccano la Fiat 2300 limousine, commissionata dal Vaticano per Papa Paolo VI e le Fiat 600 e 850 Lucciola, versioni allungate a 4 porte delle auto d’origine.

Fiat 500 My Car - Francis Lombardi - Verona Legend Cars 2019 (c) Ciclootto
Fiat 500 My Car – Francis Lombardi – Verona Legend Cars 2019 (c) Ciclootto

Il successo commercialmente più rilevante è sicuramente stato la personale rivisitazione della Fiat 500, denominata My Car, dotata di finiture e accessori esclusivi tra cui i vetri posteriori apribili “a compasso”.

Francis Lombardi Grand Prix

Una vettura sportiva che fosse economica ma singolare. La Grand Prix nasce nel 1968 dalla matita di Pio Manzù  e prodotta sulla base meccanica della Fiat 850.

Motore posteriore,  carrozzeria in acciaio con componenti in vetroresina.

Francis Lombardi Grand Prix - Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto
Francis Lombardi Grand Prix – Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto

Ovviamente non un mostro di velocità ma semplicemente una vettura dallo stile unico, ricercato e che, ovviamente non passa inosservato.

La bassa altezza del padiglione e dell’insieme della vettura è alquanto sorprendente dal vivo. L’interno, sportivo e curato ma con le evidenti le origini Fiat, vede il quadro strumenti incorniciato al centro del cruscotto in un’unica sezione rettangolare orientata verso il guidatore.

Una due posti nel vero senso del termine con a disposizione il solo spazio a ridosso dei sedili anteriori per riporre l’eventuale bagaglio.

Francis Lombardi Grand Prix - Interni - Immagine di Silvauto
Francis Lombardi Grand Prix – Interni – Immagine di Silvauto

La linea nasconde comunque la meccanica della 850, con tutti i limiti di una configurazione “tutto dietro”. In particolare, la presenza della coppia di proiettori a scomparsa crea nella configurazione aperta, una serie di turbolenze ad alta velocità che contribuiscono ad alleggerire l’avantreno e a rendere instabile la vettura in velocità, tanto da richiedere accorgimenti (poi realizzati direttamente in produzione) per appesantire l’anteriore.

L’evoluzione

Prodotta in 2 serie, la Francis Lombardi seguì l’evoluzione meccanica del modello di partenza passando dal motore Fiat 100G (843cc-37 HP) all’adozione del motore Fiat 100GB.000 della 850 Special (843cc-47HP).

Francis Lombardi - Grand Prix - Seconda Serie - Mostra Scambio Camer - Reggio Emilia (c) Ciclootto
Francis Lombardi – Grand Prix – Seconda Serie – Mostra Scambio Camer – Reggio Emilia (c) Ciclootto

Le due serie si differenziano per alcuni particolari, tra cui la conformazione dei finestrini laterali, in 3 pezzi con apertura a battente prima e in 2 pezzi con deflettore e vetro discendente nella seconda serie.

Le derivate e le versioni per l’estero: OTAS, Giannini e Abarth

La linea disegnata da Manzù non lasciò indifferente il mondo dei produttori ed elaboratori tanto da veder arrivare richieste anche dai mercati esteri.

Francis Lombardi Grand Prix - Particolare dei fari a scomparsa - Milano Autoclassica 2018 - (c) Ciclootto
Francis Lombardi Grand Prix – Particolare dei fari a scomparsa – Milano Autoclassica 2018 – (c) Ciclootto

Giannini realizza la propria versione della Grand Prix sia con motore 850 sia adottando un performante motore twin cam da 1 litro di cilindrata (Giannini Grand Prix 1000). In particolare venne approntata una versione per gli Stati Uniti (sotto il marchio OTAS, società costituita da Lombardi e Franco Giannini) sia con motore da 1000cc che con motore di cilindrata ridotta (817cc) .

La riduzione di cilindrata permetteva di non rientrare nelle restrizioni sulle emissioni imposte dall’EPA, ente di controllo americano sull’ambiente, cercando di favorire la diffusione del modello negli States, mercato in cui la OTAS non ebbe comunque molta fortuna e dove sparì in breve tempo.

Ancora più importante l’interessamento diretto di Abarth che realizza importanti (e performanti) versioni della Grand Prix. Inizialmente Abarth realizza la Grand Prix 1000 utilizzando il motore della OT 1000 Sport Coupè (983cc – 54 CV) e in seguito inserisce sotto al cofano un motore 1.3 litri realizzato sul basamento della Fiat 124. Nasce così la Abarth Scorpione.

Scorpione velenoso

Abarth Scorpione 1300 SS - Immagine di Bonhams
Abarth Scorpione 1300 SS – Immagine di Bonhams

La Abarth 1300 Scorpione è esteticamente identica alla Grand Prix di Lombardi eccezion fatta per il posteriore che presenta un allungamento di alcuni centimetri, una griglia di aerazione posteriore supplementare e l’evidente coppa dell’olio in alluminio (con rigorosa scritta ABARTH rossa) che fa capolino sotto la coda.

Realizzata in 2 versioni, la “base” Scorpione S sviluppa una potenza di 75CV. La versione più estrema, Scorpione SS, modificata sia nel comparto sospensioni che nel motore, ha una potenza di 100CV con uno 0-100 km/h realizzato in meno di 10 secondi.

Quotazioni in salita

Queste versioni derivate della Francis Lombardi Grand Prix sono estremamente rare (si parla di 30 vetture complessivamente prodotte tra S e SS) e con quotazioni in ascesa. Nel 2017, Bonhams ha venduto a Scottdale (AZ) una Scorpione SS ad oltre 100.000 euro e le quotazioni per queste vetture sono nell’ordine dei 60.000-70.000 euro. Più ridotte (ma comunque interessanti) le stime per le GP base, nell’ordine dei 30.000 euro.

Fiat 500. In arrivo il set LEGO Creator Expert

Fiat 500. In arrivo il set LEGO Creator Expert

I rumors al momento sembrano confermare che la piccola icona italiana sarà protagonista del nuovo set Lego Creator Expert, in vendita da aprile 2020.

Fiat 500: regina dei cartoon

Gialla con tetto apribile. Questa la scelta maturata dalla LEGO per il kit che andrà ad onorare la piccola utilitaria italiana, nata nel 1957 dal progetto di Dante Giacosa.

Lego Creator Expert 10271 - Fiat 500
Lego Creator Expert 10271 – Fiat 500

La scelta cromatica non è casuale. La vettura proposta riprenderà i colori della “piccola” utilizzata nel cartoon Lupin III, fruttando quindi il traino della nuova versione cinematografica del cartone creato da compianto Kazuhiko Katō.

Le caratteristiche del set

Dalle anticipazioni del sito Probricks il set Fiat 500 Lego Creator Expert 10271 si compone di 960 pezzi e raffigurerà una Fiat Nuova 500 L, versione in commercio dal 1968, caratterizzata dalla presenza dei rostri cromati sui paraurti. Nel kit sembra che i paraurti saranno di plastica opaca e non cromata.

Lego Creator Expert 10271 - Fiat 500  - Retro
Lego Creator Expert 10271 – Fiat 500 – Retro

Il tetto in tessuto sarà effettivamente apribile come le portiere e il cofano motore posteriore. Volante in color grigio e interno spartano, con la strumentazione realizzata attraverso un adesivo.

Riprodotto sia il motore che il vano anteriore, apribile e dotato di ruota di scorta. Sul cofano motore sembra sarà presente il portapacchi con valigia, accessorio spesso montato dai possessori del modello.

Costo e caratteristiche della confezione

Proposto al probabile prezzo di 79,95 €, il kit Fiat 500 Lego Creator Expert, venduto con licenza ufficiale FCA risulterebbe più semplice (viste anche le dimensioni ) rispetto ai precedenti set Ford Mustang (10265) e Aston Martin DB5 (10262), e verrà venduto in una confezione raffigurante una Fiat 500 davanti al Colosseo di Roma. Decisamente un bell’omaggio da parte di LEGO all’iconica Fiat, che lo scorso anno ha festeggiato da poco i suoi 60 anni.

 

Ferrari F40. In fiamme a Monaco

Ferrari F40. In fiamme a Monaco

Nuovo episodio con protagonista la favolosa Ferrari F40. Sulle strade del Principato di Monaco la prestigiosa vettura del Cavallino è arsa in pochi minuti.

Nessun ferito, migliaia di euro di danni 

La coppia a bordo della vettura è riuscita a uscire senza danni dalla vettura. Le fiamme, sprigionate dal motore hanno bruciato completamente il posteriore e tutto l’abitacolo, in una scena, per la verità, già vista in altre occasioni

Il punto debole e i costi di manutenzione

Le possibili cause di un disastro del genere sono molteplici, ma uno dei punti deboli, in grado di innescare simili situazioni sulla F40 è indubbiamente il serbatoio.

Coppia di serbatoi benzina F40 - Foto da Anibis Ch
Coppia di serbatoi benzina F40 (120 litri in totale) – Foto da Anibis Ch

La supercar rossa utilizza dei sofisticati serbatoi in resina plastica realizzati con tecnologie aeronautiche dalla Sekur (gruppo Pirelli) che richiedono regolare controllo e sostituzione con una cadenza almeno decennale.

Il costo per tale operazione supera i 20.000 euro e fa parte dei notevoli costi di manutenzione necessari per tenere in efficienza (e garantire l’esistenza stessa) di una vettura che ha quotazioni che superano tranquillamente il milione di Euro. Da notare che le F40 prodotte per gli USA, per motivi di omologazione, utilizzano dei più canonici serbatoio in alluminio.

Non il primo caso

Sono ormai molteplici i casi di F40 in fiamme. Il ricordo più fresco è quello del raduno ferrari nell’entroterra di Albenga con la F40 ridotta in cenere letteralmente in cenere nel 2017

Ferrari F40 in cenere - Raduno Albenga 2017
Ferrari F40 in cenere – Raduno Albenga 2017

e le foto della F40 Inglese distrutta dalle fiamme nel 2016, apparsa sul forum Ferrari chat.

Ferrari F40 - L'auto "inglese" in fiamme nel 2016
Ferrari F40 – L’auto “inglese” in fiamme nel 2016

 

Rétromobile 2020 – Asta RM Sotheby’s

Rétromobile 2020 – Asta RM Sotheby’s

Il secondo appuntamento con le aste di Rétromobile 2020 ha come protagonista RM Sotheby’s che si presenta a Parigi con un’asta composita con molta automobilia e una selezione molto ampia di vetture.

Un Giaguaro come top-lot

Lotto 171 - Jaguar D-Type XKD 520 - Immagini RM Sotheby's
Lotto 171 – Jaguar D-Type XKD 520 – Immagini RM Sotheby’s

Il lotto principale dell’asta è il numero 171. Vettura straordinaria, appartiene al lotto creato per i gentleman drivers privati ed ha corso con successo in terra Australiana. E’ la Jaguar D-Type XKD520 anno 1955. Stimata tra i 5,9 e i 6,5 milioni di euro, questa stessa vettura è già stata venduta da RM Sotheby’s a Parigi nelk 2014 a circa 3,7 milioni di euro. Un ritorno in asta particolare. Sarà interessante valutare la plusvalenza realizzata in questi 6 anni

Doppiette eccellenti per Ferrari e Mercedes-Benz

Lotto 144 - Ferrari 365 GT/4 Daytona - Immagini RM Sotheby's
Lotto 144 – Ferrari 365 GT/4 Daytona – Immagini RM Sotheby’s

Scendendo nelle quotazioni (senza scomodare l’incredibile Lamborghini Veneno Roadster in offerta) da rimarcare la presenza di ben due prestigione Ferrari Daytona, una splendida Berlinetta (lotto 144 – telaio 12841) con guida a destra (quotata 450-550k euro) e una Spider (lotto 168 – telaio 15535) di colore rosso. In questo caso la stima della casa d’aste è sensazionale: 2,4-2,6 milioni di euro)

Lotto 128 - Mercedes-BEnz 300 SL Gullwing - Immagine da RM Sotheby's
Lotto 128 – Mercedes-BEnz 300 SL Gullwing – Immagine da RM Sotheby’s

Sempre per le coppie eccellenti, due Mercedes-Benz 300 SL vengono offerte all’incanto. Una bellissima 300 SL Roadster (lotto 150 – telaio 1.980.427.500.594) in splendide condizioni e “matching numbers” con stima 800-900k euro e un’esclusiva 300 SL Ali di Gabbiano (lotto 128 – telaio 1.980.404.500.034) anche lei con motore originale, descritta come la prima Gullwing venduta in Svezia, stimata 800.000-1,2 milioni di euro. Sfacciata invece la 600 Six-Doors Pullman (lotto 141 – telaio 100.016.12.002274) una delle 418 prodotte, limousine rara e particolarissima (stima 150k-200k euro)

Curiosità BMW-Alpina, splendida Porsche 904 e provocazione Fiat

Lotto 143 - BMW 507 Roadster - Immagine di RM Sotheby's
Lotto 143 – BMW 507 Roadster – Immagine di RM Sotheby’s

BMW è presente in quest’asta con 2 vetture particolari ed esclusive. Una BMW Alpina B7 S Turbo Coupé (lotto 165 – telaio WBAEC3101C5593059) vettura su base BMW Serie 6 costruita in solo 30 esemplari (stima 175k-225k euro) ed una favolosa 507 Roadster II Serie (lotto 143 – telaio 70134) vettura spesso protagonista in magazine d’epoca e parte delle sole 252 prodotte.

Lotto 146 - Porsche 904 GTS - Immagine da RM Sotheby's
Lotto 146 – Porsche 904 GTS – Immagine da RM Sotheby’s

La casa d’asta propone per Porsche una 904 GTS (lotto 146 – telaio 904-061) offerta con il suo motore 4 cilindri e in più (già installato) un motore della 906 Carrera (stima 1,6-1,8 milioni di euro)

Per le prewar, una particolare menzione merita la Bugatti Type 57C Stelvio by Gangloff (lotto 160 – telaio 57737) vettura particolarissima, sopravvissuta miracolosamente ai bombardamenti tedeschi e infine salvata dalle requisizioni naziste. Questa bellezza viene quotata 1-1,2 milioni di euro

Lotto 145 - Fiat-Abarth 695 SS - Immagine da RM Sotheby's
Lotto 145 – Fiat-Abarth 695 SS – Immagine da RM Sotheby’s

Per chiudere le proposte parigine di RM Sotheby’s, la provocazione d’asta. Fiat-Abarth 695 SS (lotto 145 – telaio 110F 1060634) vettura di origine americana offerta senza riserve, che viene presentata, con una certa esaltazione, come in condizioni originali. Il senso di questa frase va riferito al tipo di vettura e alle sue effettive condizioni: ruggine passante e ben visibile fin sull’anteriore della vettura. Trattandosi di auto particolare ma non esclusiva, credo che presentarla in tali condizioni (spacciandole come un pregio) sia un atteggiamento curioso. La stima per questo piccolo scorpione è di 60k-70k euro)

Dove e quando

L’asta si terrà a Parigi, Place Vaubam il 5 Febbraio a partire dalle ore 17.30. Il catalogo d’asta è reperibile qui o al solito sfogliando il sito di RM Sotheby’s

E al solito, buoni acquisti a tutti