Porsche 959 e il “finto” cambio a 6 marce

Porsche 959 e il “finto” cambio a 6 marce

Una delle più avanzate vetture del suo tempo, con un piccolo “trucco”. La Porsche 959 ha un piccolo segreto nel proprio, evolutissimo cambio a 6 marce

La regina tedesca in 292 esemplari

Straordinario concentrato di tecnologia, la Porsche 959, presentata al salone di Francoforte nel 1985 e prodotta dal 1986 al 1988, ha rappresentato, a metà degli anni 80, l’apice tecnologico della casa di Zuffenhausen.

La tiratura, necessariamente limitata, doveva comunque superare le 200 vetture in modo da rendere omologabile la vettura nel Gruppo B e renderla idonea alle competizioni, obiettivo al tempo dichiarato dalla casa tedesca.

Porsche 959 - Auto e Moto d'Epoca Padova 2019 (c) Ciclo Otto
Porsche 959 – Auto e Moto d’Epoca Padova 2019 (c) Ciclo Otto

Formidabile la piattaforma tecnologica basata su motore boxer 6 cilindri da 2.8 litri con 444 CV e trazione integrale. La velocità massima di 314 Km/h la rese la vettura stradale più veloce al mondo, almeno fino all’avvento della Ferrari F40, sua antagonista naturale, in un epico scontro tra tecnologia e tecnica “classica”.

Realizzata in 292 pezzi, era disponibile in 2 versioni, la “Konfort”, dotata di tutte gli accessori interni e la “Sport”, versione spogliata di sedili posteriori, elettronica di bordo (rinunciava anche alle sospensioni elettroniche attive) ottenendo un peso ridotto di oltre 100 Kg e dotata di motore potenziato a 515 CV.

Curioso scoprire che una vettura così tecnologica sia dovuta ricorrere ad un piccolo trucco per superare le prove di omologazione tedesche.

La prima marcia e la “G”

Porsche 959 - Particolare della leva del Cambio - Immagine da Autotrader.com
Porsche 959 – Particolare della leva del Cambio – Immagine da Autotrader.com

Osservando la leva del cambio della formidabile supercar tedesca non si può non fare caso al fatto che il cambio a 6 marce (una delle principali caratteristiche del comando manuale della 959) in verità non presenta alcuna indicazione della sesta marcia.

La numerazione arriva a 5, con l’indicazione della “prima” posizionata in basso a sinistra.

Al posto naturale della prima marcia, in alto a sinistra, capeggia una oscura indicazione G, che indica Gelände, fuoristrada. La Porsche 959 ha una marcia ridotta?

Un trucco per l’omologazione

Il piccolo trucco del cambio è presto svelato. La marcia G è la naturale prima marcia della vettura tedesca. Il motivo di questa denominazione è la necessità da parte di Porsche di ottemperare all’allora regolamento tedesco sulle emissioni rumorose da parte delle vetture.

La legge prevedeva di valutare l’omologazione della vettura attraverso la quantità di rumore emessa al massimo regine del motore nel primo rapporto del cambio.

Il trucco del rapporto G permise a Porsche di passare l’omologazione senza problemi utilizzando la sua prima marcia (che in verità è da rapportarsi a una seconda marcia da oltre 100 Km/h).

Un piccolo trucco poco noto e abbastanza curioso, considerando l’incredibile bagaglio tecnologico della vettura tedesca.

 

<b>Porsche 924</b>

Porsche 924

La Porsche 924 è una vettura figlia di un progetto Volkswagen che sotto le cure di Porsche ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nella produzione della casa di Zuffenhausen. Nata sotto una cattiva stella, è stato un progetto di successo

Una nascita travagliata

Metà anni 70. La crisi petrolifera mette in ginocchio le case automobilistiche che cercano di parare le perdite. Nasce la necessità di avere mezzi economici, dai bassi consumi per evitare il caro petrolio. Da questi problemi non sono esentate anche le marche del lusso che anzi, in questa fase soffrono particolarmente la situazione mondiale.

Tra queste, Porsche in particolar modo si trova a fronteggiare un difficile bivio.  La gamma Porsche era formata in pratica da 1 modello e mezzo. La storica 911, il mezzo ad alte prestazioni e la piccola entry level 914, che aveva sostituito la 912 alla base della gamma Porsche. La 911 era molto apprezzata ma Porsche navigava economicamente in pessime acque e c’era l’urgente necessità di modificare profondamente il motore della 911 a causa delle nuove norme americane relative all’inquinamento acustico (tradizionalmente gli States sono il mercato primario per Porsche).

Porsche 924
Porsche 924
Immagine di Nakhon100

D’altro canto si doveva gestire la transizione del modello di accesso 914 che non fu esattamente un successo commerciale, soprattutto rispetto alle previsioni di vendita iniziali. Più che un modello Porsche, la 914 era vista come una Volkswagen (che la produceva in joint venture) e nonostante la linea con motore centrale/posteriore, aveva prestazioni modeste e in Porsche ci si chiese se aveva senso proseguire la collaborazione per il nuovo modello.

Mentre Porsche non se la passava bene, Volkswagen voleva invece espandere la propria gamma producendo per il proprio marchio una vettura sportiva, continuando la collaborazione con Porsche. Si decise per lo sviluppo di un’auto sportiva con caratteristiche tecniche proprie, ben distanti dalla filosofia Porsche.  Tecnicamente la vettura doveva avere motore anteriore e trazione posteriore, il tutto per poter montare il motore 2 litri 4 cilindri in linea che Volkswagen aveva già in produzione per il van LT (non esattamente un motore sportivo). I tecnici di Stoccarda disegnarono per Volkswagen la vettura, il telaio e gli interni e ne venne fuori un mezzo di dimensioni importanti, con un proprio carattere. Una Volkswagen particolarmente sportiva che mai si era vista nella gamma delle auto del popolo.

La crisi petrolifera portò VW a ripensare la necessità di una sportiva top di gamma, quindi accantonò il progetto. In Porsche si decise di tentare di acquisire il modello. In fondo era un progetto quasi completamente made in Porsche.

VW accettò di cedere il progetto della vettura, praticando a Porsche un prezzo vantaggiosissimo (in pratica Porsche progettò una nuova vettura facendola pagare per metà a VW). Nasceva quindi una nuova sportiva marcata Porsche. Molto diversa dalle precedenti. Per la prima volta una vettura di Stoccarda aveva il motore anteriore. La produzione fu avviata negli ex stabilimenti NSU vicino a Stoccarda e con le vetture realizzate da operai Volkswagen supervisionati da tecnici Porsche.

Un progetto abortito da VW, rinato con un altro marchio di lusso ma costruito da un marchio popolare (con manodopera e costi produttivi bassi).

Porsche 924 - Vista laterale
Porsche 924 – Vista laterale
Immagine di Thomas’s Pics

Restava da vedere che accoglienza avrebbe avuto un Frankestein del genere sul mercato.

L’impensabile successo

Fu un successo straordinario (e forse impensabile per la genesi del progetto). La neonata 924, presentata nel 1976 piacque tantissimo. Sarà stata l’assenza del nome Volkswagen sulla vettura, o la buona riuscita della linea cuneiforme oppure la dinamica di guida particolarmente riuscita. Fatto sta che la macchina nonostante trazione anteriore e linea a cuneo era una vera Porsche. Eccetto che per le prestazioni del motore di origine VW (con nuova testata realizzata da Porsche) che erano buone ma non esaltanti. Il motore all’esordio sviluppava 125CV. L’intento era quello di non pestare i piedi alla 911 base che montava il boxer 6 cilindri da 150CV. Una sportiva si, ma ragionevole. Copriva lo zero-100 in 10 secondi. E questo faceva storcere il naso agli amanti delle prestazioni.

Porsche 924 e 924 Turbo
Porsche 924 e 924 Turbo. Notare le feritoie anteriori presenti sulla Turbo
Immagine di nakhon100

Per questo motivo nel 1978 venne approntata la 924 Turbo, sfruttando l’esperienza maturata con la 911 nella gestione della sovralimentazione. Porsche fu scrupolosa. Non fu solo un aumento di potenza, ma venne rivisto il telaio e modificato l’impianto frenante per adeguarlo alle maggiori capacità del mezzo. 177CV e uno zero-100 realizzato in 7 secondi.

In definitiva, un progetto nato tra mille incertezze, a metà tra due case automobilistiche, quasi un figlio di nessuno, da cui nacque un successo fatto di oltre 120.000 modelli venduti prodotti tra il 1972 e il 1985. Potrà essere stata, al tempo, la sorella povera della 911, ma è grazie al suo successo che Porsche ha superato la crisi e ci ha regalato e continua a regalarci capolavori di meccanica da ammirare e guidare lungo le strade.

 


Dati:
Modello: Porsche 924
Periodo di produzione: 1976-1985
Motore: 4-6 cilindri
Potenza: da 125 a 177CV
Unità prodotte: 124.237
Valore stimato: 5.000-30.000 € (2016)

Fonti:
Wikipedia
Il sole24 ore
Quattroruote