<b>Le bellezze della Firenze-Fiesole 2019</b>

Le bellezze della Firenze-Fiesole 2019

Ormai da anni inizio della stagione delle rievocazioni storiche, il classico appuntamento della Firenze-Fiesole organizzata dalla Scuderia Clemente Biondetti.

Partenza dalla Terrazza di Firenze

Fiat 1100 - Firenze-Fiesole
Fiat 1100/103 alla partenza da Piazzale Michelangelo

Consolidata la partenza da Pizzale Michelangelo, quest’anno le vetture hanno seguito una percorso cittadino attraverso Porta Romana, scendendo dal piazzale attraversando il centro cittadino fino all’arrivo in Piazza Edison per l’avvio della parata.

Cosa aveva da offrire quest’anno la Firenze-Fiesole? Molto, come sempre, visto il blasone della Scuderia con un’osptite d’eccezione: la Norma M20 guidata da Simone Faggioli alla Pikes Peak.

Per le auto storiche invece, tante splendide auto, per la gioia del pubblico che anche quest’anno ha avuto una doppia opportunità di ammirarle, al “piazzale” e nella parata di Piazza Mino da Fiesole.

 

Le nostre preferite

Stanguellini Formula Junior 1960
Stanguellini Formula Junior 1960

In primo piano le due racer che hanno fatto da apripista al plotone delle vetture in partenza dal Piazzale. La Maserati Cooper F1 1959 e la spettacolare Stanguellini Formula Junior 1960, splendide nelle rispettive livree rosse, hanno fornito uno spettacolare spaccato di una stagione motoristica in cui coraggio e passione erano gli strumenti primari del successo in pista.

Tornando a vetture più stradali, splendide le Jaguar, capeggiate da due spettacolari XK 120, una OTS 1951 nello splendido colore argento e una nera FHC 1952 oltre a una bellissima E-Type coupé bianca. Altra presenza di spicco nell’elenco partenti, una Dino 206 GT in uno splendido metallizzato blu e tornando indietro nel tempo, una splendida oldtimer Fiat 508 spider datata 1940

Moltissime le Lancia Fulvia e Porsche 356 e come sempre nutrito il battaglione di Alfa Romeo, tra Giulia, GT Junior e GTV in una giornata di festa baciata da un timido sole primaverile che ha fatto capolino a fine evento.  Insomma, un successo in attesa dell’edizione 2020.

 

Qui la nostra fotogallery!

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<b>Porsche 911 Carrera RS 3.0 – La sorella dalla coda lunga</b>

Porsche 911 Carrera RS 3.0 – La sorella dalla coda lunga

Il #tccchallenge, il piccolo gioco che conduco sull’account instagram di ciclo otto è spesso spunto per interessanti riflessioni. Riconoscere una vettura è un gioco di somiglianze e la Porsche 911, “quasi” immutata nel tempo facilmente trae in inganno, come in questa occasione.

Avremmo sbagliato tutti

Porsche 911 - Il particolare "misterioso"
Porsche 911 – Il particolare “misterioso”

Provate ad indovinare l’auto partendo dal particolare ritratto nella prima foto

In molti hanno risposto al gioco e solo una persona è riuscita ad individuare correttamente l’auto. Il motivo è presto detto. Il vistoso alettone fisso è ricordato, in maniera iconica come l’emblema della prima 911 Turbo, la favolosa 911 (930) Turbo, prodotta dal 1975 al 1977 in poco più di 2000 esemplari, dotata del motore da 2994 cc e 260CV capace, curiosamente dotata di cambio a 4 marce vista la necessità di ingrandire gli ingranaggi per resistere alla straordinaria coppia del motore.

In verità, se la discriminante della vettura era l’enorme alettone posteriore, beh, c’era già stata una vettura dotata di un’ala di tali dimensioni

 

L’evoluzione della “duck tail”

Porsche 911 RS 3.0 - 1974
Porsche 911 RS 3.0 – 1974

La coda, l’alettone, per Porsche, oltre alle funzioni aerodinamiche e di ventilazione del motore boxer posteriore hanno sempre avuto un fascino particolare, a partire dalla ambitissima Carrera RS 2.7 e la famosa coda d’anatra. La vettura della discordia, è semplicemente la poco ricordata evoluzione della Carrera RS. Nel 1974 infatti, un anno prima dell’uscita della 930 Turbo, in Porsche venne presentata la Carrera RS 3.0. Lo scopo era semplice: realizzare la vettura che sarebbe stata la base del modello racing e ottenere l’omologazione nel Gruppo 3. Per questo motivo si dovevano realizzare almeno 100 vetture (considerando che si trattava di una evoluzione di un modello già omologato, la 2.7). Prodotta in 109 esemplari era equipaggiata con il motore 6 cilindri boxer con potenza di 230 CV (fantastico risultato per un aspirato) era venduta con una dotazione interna minimale. Con un peso di meno di 1000 kg copriva lo 0-100 in 5.5 secondi.

L’ala illegale

Porsche 911 RS 30 - 1974
Porsche 911 RS 30 – 1974

Facile capire quanto una vettura del genere rappresenti una rarità nel panorama 911. Tanto per inquadrare la situazione, l’iconica 911 Carrera RS 2.7 “duck tail” è stata prodotta in 1600 esemplari. La vettura usciva da Stoccarda in un allestimento praticamente pronto corsa, tanto che la trasformazione in RSR era molto semplice. Delle 109 prodotte, ben 55 vennero riconvertite in versioni da pista preparate, le 911 Carrera RSR 3.0, mentre le rimanenti 54 sono rimaste nella configurazione RS di vendita. Interessante notare che le vetture venivano consegnate in Germania con due differenti ali posteriori. Una street-legal corta e l’altra, ripresa nel modello in foto, destinata all’uso in pista dato che l’alettone in questo caso sporgeva oltre i paraurti posteriori rendendolo illegale in terra tedesca

Quotazioni alle stelle

Porsche 911 RS 30 - Courtesy RM Sotheby's
Porsche 911 RS 30 – Courtesy RM Sotheby’s

Facile comprendere come, a fronte della complessiva rivalutazione di tutte le vetture di Ferry Porsche, le quotazioni di questo particolare modello stiano andando alle stelle. L’ultima asta che ha visto protagonista una delle 54 RS rimaste è stata bandita da RM Sotheby’s ad Amelia Island nel 2017, con una vettura di color bianco e cerchi oro battuta per 1,375 milioni di Dollari.

La vettura delle nostre foto era invece tra le partecipanti alla Modena Cento Ore 2018, giustamente allestita in maniera sportiva, con il suo vero alettone a tutta lunghezza. Che storia interessante può riservare un semplice alettone.

 

 

<b>Retromobile 2019 – Un’altra asta delle meraviglie per ArtCurial</b>

Retromobile 2019 – Un’altra asta delle meraviglie per ArtCurial

E’ in corso la principale esposizione di auto europea. A Parigi va in scena Retromobile, e come ogni anno, Artcurial ha preparato un’asta di auto classiche davvero sopraffina

Regina Alfa

Alfa Romeo 8C 2900B Touring Berlinetta (courtesy ArtCurial)
Alfa Romeo 8C 2900B Touring Berlinetta (courtesy ArtCurial)

Questa asta ha una sua regina. E la regina è, come spesso succede, un’auto del Biscione.

In questo caso si tratta di una mirabile Alfa Romeo 8C 2900C Touring Berlinetta del 1939 (lotto 20), vettura numero 2 di sole 5 prodotte. Splendida vettura ed interessante la storia dell’ultimo acquirente, che negli anni ’70 andò a prenderla con un carrello e tornando forò la gomma del rimorchio. Non avendo il ricambio, lasciò tutta la notte la macchina a lato strada sul carrello in attesa di trovare il ricambio. Fortunatamente passò la nottata e la vettura rimase intatta. Stiamo parlando di una vettura ad oggi stimata 16-22 milioni di Euro.

La Maserati “separata”

Altra vedette assoluta per ArtCurial, una meravigliosa Maserati A6GCS carrozzata Fanuzzi-Fiandri (lotto 91). Vettura splendida dalla storia complessa, dato che ad un certo punto della sua vita, trascorsa in larga parte negli USA, vede il suo motore sostituito con un V8 Chevy. La modifica veniva spesso eseguita per risparmiare il motore originale e per ridurre i costi di manutenzione, evidentemente minori per il motore americano.

Maserati A6GCS (Courtesy ArtCurial)
Maserati A6GCS (Courtesy ArtCurial)

Succede ad un certo punto che i proprietari decidono di vendere il motore Maserati! Da quel momento in poi motore e telaio vivono vite separate, con la vettura all’asta con telaio 2053, viene dotata di un motore si corretto, ma estratto dalla telaio 2067. Nel frattempo il motore originario va a fare da motore di riserva per un’altra A6GCS.

Questa situazione non va a ridurre il valore generale della vettura che è stimata 3,75-4,5 milioni di Euro

Le altre: Ferrari 275 GTC, Bugatti 51 Gran Prix, Porsche 

Ferrari 275 GTC (Courtesy ArtCurial)
Ferrari 275 GTC (Courtesy ArtCurial)

In queste aste è davvero difficile parlare delle “altre”, dato che le vetture interessanti sono tantissime.

Una di queste è senza dubbio la Ferrari 275 GTC del 1966 (lotto 99). La particolarità di questa vettura è che è una delle sole 3 275 GTC prodotte (attenzione, non è una GTB/C, sul telaio si legge proprio 275 GTC). Questa serie limitatissima di vetture era stata realizzata a Maranello per destinarla ad amici personali del grande Drake. Stima di 2,3-2,6 milioni di Euro per una vettura in un fantastico color argento.

Tornando indietro nel tempo, viene proposta una Porsche 550A Spyder (lotto 65) con una storia particolare vista la sua prima immatricolazione in Guatemala, e andando ancora a ritroso nel tempo, una Bugatti Tipo 51 Grand Prix (lotto 38), con una lunghissima (e vincente) storia sportiva, stimata da 4 a 4,5 milioni di Euro.

A margine di queste top lot, l’asta è popolata di un numero elevatissimo di pezzi pregiati (catalogo qui) e ne segnalo giusto un paio perché particolari e affascinanti.

Le chicche: ASA 1100 e 1000 Cabrio, le “Serenissime” e alcune esotiche francesi

ASA 100 GT Cabrio (courtesy ArtCurial)
ASA 100 GT Cabrio (courtesy ArtCurial)

Eccezionali i lotti 88 e 89. Si tratta di 2 ASA, le “Ferrarine“, una fantastica 1100  Coupé, una delle 5 “1100” prodotte (personalmente non ne conoscevo neanche l’esistenza)  e una splendida 1000 GT Cabrio (una delle 23 prodotte), quotate entrambe tra i 90 della coupé e 180.000 euro di massima stima per la cabrio.

Altra serie di prodotti “nostrani” le vetture Serenissima, ideate e volute dal Conte Volpi di Misurata, che le propone in vendita dalla sua collezione. 3 vetture tra cui la più famosa, la Serenissima Spider con carrozzeria disegnata da Fantuzzi che ha partecipato alla Le Mans 1966, stimata tra 1,3 e 1,8 Milioni di Euro

Tornando invece in patria francese, trovandoci ad un’asta parigina, ci sono 3 interessanti vetture, molto diverse tra loro, che ci sentiamo di segnalare: un’esclusiva Renault Fregate Ondine Cabrio Ghia del 1953 (lotto 54) che è più una lussuosa concept vista la produzione in 4 esemplari, che era stata donata da Renault a importanti figure del jet-set come pubblicità. Infatti la vettura all’asta a Parigi era nelle dotazioni di Edit Piaf (valutazione tra gli 80 e 100.000 euro).

Citroen BX 4TC (courtesy ArtCurial)
Citroen BX 4TC (courtesy ArtCurial)

La seconda francese che segnaliamo è una delle pochissime (pare solo 40 rimaste) Citroen BX 4TC, la versione della paciosa BX nata per competere nei Rally Gruppo B. Vettura immatricolata solo nel 1991, ha speso i primi 6 anni di vita aspettando un acquirente (cosa non inusuale per questo tipo di vetture). Stima da 60 a 80.000 euro.

Per chiudere, sempre con le francesi, una delle offerte low-cost di ArtCurial, una carinissa e rara Citroen Mehari 4×4 del 1980 (lotto 2), interessante e rara vista la produzione limitata a 1213 vetture (quotazione 25-30.000 euro.

 

 

<b>Automotoretrò 2019 – Al lingotto, “punti” dallo Scorpione</b>

Automotoretrò 2019 – Al lingotto, “punti” dallo Scorpione

La 37 esima edizione di Automotoretrò al Lingotto di Torino non ha deluso le aspettative. Doveva e voleva essere una fiera con dedica a Carlo Abarth e il pubblico non è sicuramente rimasto deluso

Ciclo Otto, l’anteprima e 70 Scorpione

Stand 70 Scorpione
Stand 70 Scorpione

Dopo la conferenza stampa di presentazione ci siamo catapultati negli stand della fiera (aperta fino a domenica 3 alle ore 19) entrando direttamente nel padiglione 5 dove era allestita la splendida esibizione “70 scorpione” con una magnifica parata di vetture Abarth Fiat, con sugli scudi le 595 e 695 su meccanica Fiat 500 e le straordinarie 850 TC e 1000 TCR su meccanica Fiat 600.

Oltre a queste, straordinaria la Fiat Abarth 1300 OT (su meccanica Fiat 850) e l’eccellente Simca-Abarth 2000, presentata in un inusuale nero opaco.

Da non perdere inoltre lo stand di FCA Heritage, che faceva eco all’esposizione principale esibendo vetture Abarh di gran livello

Giorgio Pianta e i club ufficiali

Lancia Trevi Bimotore
Lancia Trevi Bimotore

Anche per Torino, grande dispiegamento di presenze per i club, anche se, a mia percezione, con una presenza minore rispetto ai precedenti eventi. In particolare, molto bello lo stand Autobianchi, che  festeggiava i 50 anni della A112 con una selezione di vetture con vari allestimenti (basE, Elite e Abarth) e bellissimo lo stand di presentazione del libro sul compianto Giorgio Pianta che faceva sfoggio di una creatura fortemente voluta dal grande pilota, la one-off Lancia Trevi Bimotore.

I commercianti: pezzi rari e fuoriserie

Fiat 500 N America
Fiat 500 N America

Come spesso accade, le sorprese a Torino sono venute principalmente dai commercianti. Alcune vetture inusuali ci hanno conquistato, in particolare una bellissima Fiat 500 N America, dotata dei fari Sealed beam, una fiammante Fiat 1100 Allemano, con la sua linea americaneggiante. Poi, sparse negli stand (da visitare minuziosamente per cercare offerte e vetture ) una Abarth SE 037 progenitrice della Lancia 037 da Rally e sempre per Lancia, la seconda Delta Integrale Evo Cabrio, di cui conoscevo solo la nobile sorella (identica in color argento) posseduta da Gianni Agnelli.

Che dire, grazie Torino e al prossimo anno con l’edizione numero 38.

 

Ecco la nostra fotogallery:

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<b>Arezzo Classic Motors 2019 – Nel segno della continuità</b>

Arezzo Classic Motors 2019 – Nel segno della continuità

Come da tradizione, Arezzo Classic Motors apre la stagione dell’auto classica italiana. L’evento aretino, che dedica molto spazio alla ricambistica, ospita due interessanti padiglioni alle auto classiche, con un piccolo spazio esterno dedicato ai commercianti. In questa edizione del 2019 si conferma come un evento interessante con alcune esposizioni tematiche degne di nota.

Vediamo quali sono state le cose più interessanti della fiera toscana

Registro Storico Fiat e i 30 anni della Ritmo

Fiat Ritmo Cabrio 70S
Fiat Ritmo Cabrio 70S

All’ingresso del primo padiglione auto, la gradita accoglienza del Registro Storico Fiat, che presentava, oltre ad un a bellissima Fiat 1500 6C, una splendida selezione di Fiat Ritmo, vettura ceh nel corso del 2018 ha festeggiato i suoi primi 30 anni.

In esposizione 5 vetture,  dalla 65CL base, fino alla 130TC seconda serie, passando per le versioni cabrio e Turbo Diesel.

Un’interessante retrospettiva per una vettura che, seppur dal limitato valore collezionistico, ha un posto nel cuore di tanti automobilisti.

Le “Gemelle diverse”

Fiat Dino Coupé - Spider
Fiat Dino Coupé – Spider

Più interessante la mostra “Gemelle diverse” organizzata dal Club Saracino, che ha presentato un’interessante esposizione di vetture accomunate dalla stessa meccanica, declinata in carrozzerie differenti. Il caso forse più interessante, oltre alla splendida accoppiata di Abarth 1000 affiancate (due estremi, dalla Barchetta agonistica alla coupé Record Monza di Zagato), è stato il confronto fra le Fiat Dino Coupé e Spider, con la prima disegnata da Bertone e la seconda creata dalla mano di Pininfarina.

Sicuramente un’idea e un’esposizione che ha catturato l’interesse del pubblico e che è stata l’evento clou della due giorni di Arezzo

Proposte dei commercianti

Austin Healey 3000
Austin Healey 3000

La sezione dei commercianti ha presentato un discreto numero di vetture, con prezzi medi. Come da tradizione, interessantissima lo stand di Chianucci che ha mostrato un gran numero di vetture Simca, tra cui una bellissima 1200 S Coupé, vettura realizzata da Bertone, offerta a 29.000 euro, una Simca 1301 Break e un gran numero di Simca 1000 in versione Rallye 2 e 3.

Nella sezione esterna della fiera, tra vetture più o meno anonime, spiccava una Austin-Healey 3000 BN7, una mosca bianca nel parcheggio esterno, in vendita a 58.000 euro.

Per chiudere, come sempre, la nostra super gallery di immagini dalla fiera. Al prossimo anno Arezzo

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<b>Auto d’Epoca – Gli eventi di Gennaio 2019</b>

Auto d’Epoca – Gli eventi di Gennaio 2019

Passate le feste di fine anno, il 2019 riparte col botto, con un gennaio denso di eventi motoristici da non perdere.

Ripartono le fiere: Arezzo Classic Motors e Automotoretrò

Arezzo Classic Motors
Arezzo Classic Motors

Non ci dilungheremo molto su Automotoretrò e Automotoracing, evento che si svolgerà quest’anno dal 31 gennaio al 3 febbraio, in quanto dedicheremo nelle prossime settimane una presentazione ad hoc dell’evento.

Arezzo Classic Motors è la fiera toscana che apre come di consuetudine la stagione delle mostre/scambio ed è sempre una buona occasione per vedere qualche bel pezzo e trovare ricambi interessanti, in un periodo, quello invernale, sempre un po’ arido di eventi ufficiali. In programma alla fiera di Arezzo (Largo Spallanzani 23,  Arezzo) nel weekend 12-13 gennaio con orari 8,30 – 19,00 (domenica l’evento chiude con un’ora di anticipo, alle 18) ci attendono 3 padiglioni espositivi per auto moto e ricambistica.

Ad attenderci ci sarà un’interessante focus su A112 Abarth a cura Scuderia Chimera Classic, mentre il Club Saracino presenterà un’esposizione con coppie di vetture realizzate con la stessa meccanica e carrozzerie diverse, a sottolineare l’estro dei carrozzieri, ospitando interessanti confronti tra cui spicca quello tra Fiat Dino coupè e Spider. Altra presenza d’eccezione, quella del Registro Storico Fiat, che mostrerà una selezione di Fiat Ritmo spaziando dalla basic 65 fino all’eccezionale 130TC Abarth

Prezzo di ingresso immutato rispetto allo scorso anno: 12 Euro.

Ciclo Otto sarà presente anche quest’anno in fiera nella giornata di domenica 13.

Winter Marathon: l’inverno della regolarità

Winter Marathon a Madonna di Campiglio
Winter Marathon a Madonna di Campiglio

Gennaio significa Winter Marathon. La gara, giunta alla 31a edizione prenderà il via da Madonna di Campiglio il 24 gennaio per concludersi sabato 26 con la premiazione al Centro Congressi / PalaCampiglio.

Il gruppo di temerari drivers si affronterà su un rinnovato percorso di 420 km percorrendo ben 11 passi dolomitici, da fronteggiare tra le insidie di neve e freddo. Il programma della gara è disponibile sul sito ufficiale Winter Marathon

 

 

 

<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso</b>

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso

La mobilità di massa in Italia ha avuto alcune vetture cardine. La Fiat 600 è una di queste. Aveva senso pensare a una versione lusso partendo da un’auto popolare? Per Vignale decisamente si. Nacque così la Rendez-vous.

Se la 600 non basta

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous
Fiat 600 Vignale Rendez-Vous

Prodotta dal 1955 al 1959, sfruttando la base meccanica della Fiat 600, la Rendez-Vous è stata un modello realmente esclusivo. Non ci sono dati certi sul numero di vetture prodotte, si parla di meno di 200 e se ne stimano solo 20 ancora esistenti.

L’estetica delle vetture, disegnata da Michelotti, si ispirava alle stupende Lancia anni ’50 con un’incredibile trasformazione rispetto all’estetica della vettura d’origine. Facile ritrovare nelle linee dell’auto riminiscenze della Lancia Aurelia, sia all’anteriore (con la grande bocca frontale) sia al posteriore con i fanali verticali e la coda che si prolunga sul terzo volume con linea curvilinea.

La vettura poteva essere impreziosita con eleganti cerchi a raggi, mentre per molti esemplari veniva scelta la livrea bicolore in particolare la finitura argento della parte alta della vettura.

Sostanza oltre l’estetica

Rendez-vous - Vista posteriore
Rendez-vous – Vista posteriore

Oltre alla evidente trasformazione estetica, anche sotto al cofano posteriore c’erano sostanziosa novità. Infatti il motore della 600 veniva dotato del kit Abarth con cilindrata maggiorata a 747cc e una potenza superiore ai 40CV che donavano alla vettura un discreto spunto.

L’interno, presente in configurazioni differenti, poteva ospitare, a discrezione del cliente la strumentazione della 600 base (presente in gran parte dei modelli incontrati) o adottare elementi personalizzati. Allo stesso modo era prevista la personalizzazione degli interni. Lo spazio interno disponibile è più da 2+2 che da berlina 4 posti, con la possibilità di ribaltare la seduta posteriore per aumentare la capacità di carico disponibile all’interno del cofano anteriore.

Valori in salita

Dettaglio del posteriore - Rendez-Vous
Dettaglio del posteriore – Rendez-Vous

Ma quanto vale una vettura simile? Se i prezzi di un esemplare da restaurare sono relativamente bassi, si assiste a quotazioni dell’ordine dei 50.000 euro per esemplari già ricondizionati. Non deve sorprendere un valore del genere considerando l’esiguo numero di modelli ancora disponibili e le caratteristiche di esclusività dell’auto.

 

 

<b>Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante</b>

Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante

Con la chiusura di Milano Autoclassica si è concluso l’ultimo salone italiano di rilevanza internazionale dell’auto classica per il 2018. Ecco le nostre impressioni

Accoglienza Porsche

Porsche 550 RS Spyder
Porsche 550 RS Spyder

Quando ad accoglierti ci sono 3 icone Porsche, non si può che sorridere. Le tre vetture d’apertura, scelte dal curatore, hanno rappresentato appieno Porsche e la sua immagine. L’eleganza: Porsche 356 A Carrera GT/GS; Le gare: Porsche 906; La sportività: Porsche 550 RS Spyder.

Tre vetture non comuni a fare da apripista allo stand Porsche che da solo valeva il prezzo del biglietto (peraltro, sempre piuttosto salato, in biglietteria a 25 euro).

Non da meno lo stand di Rossocorsa, forse meno emozionale rispetto all’ingresso Porsche ma con pezzi di gran calibro come la particolare Ferrari 166 S. Peccato che lo spazio dedicato alle 3 punte di diamante fosse un po’ costretto.

 

La prima volta di Aste Cambi

Opel Kadett GT/E Rally - Asta Cambi
Opel Kadett GT/E Rally – Asta Cambi

La prima volta di Aste Cambi ha risentito della natura stessa delle vetture offerte. Le auto, in gran parte ex-racer della collezione di Gianni Giudici, avevano un range di possibili interessati limitato. E’ quindi mancato l’effetto WOW e la possibile lotta tra bidder, vista la particolarità dei lotti.

Ci risultano non assegnati i top lot, ma si rimane in attesa delle comunicazioni ufficiali di Cambi.

In ogni caso, la casa d’aste era al corrente del fatto che sarebbe comunque stata una “cold start”, prima volta di un percorso di cui, quest’asta di Milano è stato solo il primo atto.

 

I live show: il confronto tra ASI e i Car Shows

Stand ASI - Conferenza Jaguar XJ
Stand ASI – Conferenza Jaguar XJ

Curiosa la situazione delle zone conferenze, che definisce anche il possibile diverso target di riferimento dell’evento, soprattutto confrontando Milano con Auto e Moto d’Epoca a Padova. In momenti diversi della giornata abbiamo assistito , presso lo stand ASI ad una interessante conferenza sui 50 anni della Jaguar XJ, e più tardi, nella zona conferenze più grande, allo show di “Perché Comprarla Classic” di Motor1.com.

Perché Comprarla Classic - Andrea Farina
Perché Comprarla Classic – Andrea Farina

Evidente la differenza tra le due proposte ed altrettanto marcata la differenza di pubblico. Persone over 40 ad ASI (in verità non moltissime), ragazzi e giovani (con tanto di selfie e autografi) per lo stand del “perché comprarla”.

Due facce di una stessa proposta, con audience diversa che potrebbe sancire un’importante differenziazione  tra le varie fiere di settore negli anni a venire

Le costanti: i commercianti e i prezzi

Lancia Delta S4 Stradale
Lancia Delta S4 Stradale

Se nei live show, qualcosa di diverso si è visto, per quanto riguarda le vetture esposte dai commercianti, in realtà lo scenario è stato lo stesso delle altre fiere, considerando che gran parte dei player erano esattamente gli stessi.

Anche sul fronte prezzi e vendite, i commenti sono sempre li stessi. Prezzi cari e vendite ridotte.  Come sempre non sono mancate le chicche, come la bella Delta S4 stradale, in vendita a 455.000 euro, la singolare Citroen 2CV 4×4 (in fase di restauro) o la faraonica Ferrari 330 GT Speciale (one-off di Scaglietti).

Premio eccentricità (e prezzo), la Panda 4×4 ex- Gianni Agnelli rivestita da Garage Italia acquistabile a 50.000 euro. Unica considerazione positiva, in media, il maggior spazio a disposizione per le vetture esposte cosa che ha fatto il piacere di spotter e fotografi.

Conclusioni

Milano Autoclassica è la cenerentola dei saloni d’epoca (almeno per numero di edizioni) tra il blasone storico del Lingotto di Automotoretrò a Torino e la megadimensione di Auto e Moto d’Epoca a Padova. Con queste premesse, non sarebbe facile proporsi come terza forza. Milano, da capitale economica d’Italia dimostra di crescere con idee e innovazioni, cercando di creare strade anche diverse per attrarre pubblico eterogeneo per un evento glamour che ha come filo conduttore l’auto classica, ma che si dipana con sfaccettature nuove, cercando una dimensione e un pubblico che non potrà che crescere. Volendo sottolineare qualche aspetto su cui puntare, visti gli ampi spazi della fiera di Rho, sarebbe stata gradita qualche attività dinamica all’aperto, eventi a cui gli altri saloni ci hanno negli anni abituato. All’anno prossimo Milano!

La fotogallery

Qui i nostri scatti dalle belle giornate di Milano Autoclassica

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<b>Anteprima Milano Autoclassica 2018</b>

Anteprima Milano Autoclassica 2018

Weekend importante per il capoluogo lombardo e l’auto classica con l’ultima fiera di rilevanza nazionale del 2018. Milano Autoclassica. Vediamo cosa promette quest’anno la kermesse meneghina

Le auto: Porsche racing, Ferrari Rossocorsa

Porsche Carrera 906
Porsche Carrera 906

Una raccolta d’eccezione di vetture Porsche accoglierà i visitatori per chiudere idealmente i festeggiamenti per i 70 anni del marchio. Se ogni salone di auto classiche ha celebrato a suo modo questo evento, Milano ha voluto fare del compleanno l’evento centrale della fiera con l’esposizione di 10 iconiche vetture, selezionate dal Classic Car Advisor Paolo Olivieri. Sarà possibile ammirare ad esempio una Porsche 906,  una Porsche 550 RS Spyder vera (una volta tanto non una REPLICA) e Porsche 356 A Carrera GS/GT Speedster.

A contorno di questo compleanno speciale,  le esposizioni di team e rivenditori, tra cui spicca lo stand di Ferrari Rossocorsa che esporrà un trittico “rosso” di primo piano con Ferrari 750 Monza ex-Alberto Ascari, una 166 S, classe 1948,  ed una più recente Ferrari 365 GTC. A contorno, per gli appassionati di F1, sarà presente una Ferrari 126 CK Formula 1, che è stata la prima vettura turbo portata al successo in gara dal compianto Gilles Villenueve.

 

 

L’asta Cambi: Milano-Racing & Sport Cars

Porsche 356 pre-A 1952
Porsche 356 pre-A 1952

Come avviene con Bonhams per Padova, Cambi, partner di Milano Autoclassica, offre all’incanto presso la fiera un’interessantissima selezione di vetture, pricipalmente sportive, con alcune chicche meritevoli di attenzione.

Asta, (inizio alle ore 15 del 24 novembre) vede come top bidder prevista una splendida Porsche 356 Pre A Coupé 1952 perfettamente restaurata, mentre per quanto riguarda le racer c’é veramente di tutto, da una bellisisma Jaguar E-Type 3.8 per finire ad un Dragster da corse sul quarto di miglio e perfino un motore ufficiale della famosa Alfa Romeo 164 Procar (in realtà prodotto in origine per la Ligier di F1)

La lista delle vetture offerte qui.

Conferenze e live show: spazio a youngtimers e star del web

Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi
Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi

Interessante lo spazio conferenze, che sembra strizzare l’occhio ad un pubblico più giovane ospitando due star del motorismo online: Davide Cironi, che porterà la su “Drive Experience” alla fiera, presentando il proprio libro “1999 – Insert Coin to Continue”, mostrando il recupero di un’Alfa Romeo 75 ripresa da un pollaio (!!) e Andrea Farina di Motor1.com che porterà alla fiera il suo “perché Comprarla Classic” con la Delorean DMC-12 e il Maggiolino VW.