<b>ACMA Vespa 400</b>

ACMA Vespa 400

Un’idea semplice

ACMA Vespa 400 - 1958
ACMA Vespa 400 – 1958

In Piaggio l’idea era semplice. Passare dalle 2 ruote della Vespa a una versione a 4 ruote. Vettura compatta, 2,8 metri, motore 400cc 12 CV a due tempi sull’esperienza del modello a 2 ruote. Design di Corradino d’Ascanio, padre della Vespa classica.

Ci sarebbero tutti gli ingredienti (siamo agli inizi degli anni 50) per un successo.  D’altra parte il mercato delle microcar è in fermento con iconici modelli in via di presentazione, tra cui Iso Isetta e Goggomobil T250.

Ma la realtà industriale è fatta di sinergie ed accordi e prima della delibera del modello definitivo (lo studio del modello ha richiesto la creazione di diversi prototipi), la Fiat, con il suo presidente Vittorio Valletta va a incontrarsi con Piaggio. Siamo nel 1955 e le informazioni sul nuovo modello a 4 ruote erano trapelate nonostante i test dei muletti venissero fatti tutti di notte e in strade periferiche per non dare nell’occhio.

Male non fare, paura non avere

ACMA Vespa 400 - 1958
ACMA Vespa 400 – 1958

La sostanza dell’incontro si suppone sia stata semplice: se vuoi non producete la 4 ruote, Fiat non entrerà nella produzione di veicoli a 2 ruote.

In Fiat si stava per lanciare la Fiat 500 (verrà presentata nel 1957) e a Torino c’era paura che il modello a 4 ruote della Vespa potesse rubare clienti al neonato “cinquino”.

L’intento era di evitare delle competizioni sul mercato interno. La Vespa a 4 ruote non si doveva fare. Piaggio, messa alle strette dal colosso torinese gettò la spugna. Niente Piaggio Vespa a 4 ruote, nonostante un modello ormai maturo per la produzione. D’altra parte erano ormai passati più di 3 anni dalla realizzazione dei primi prototipi.

L’esilio francese

Acma Vespa 400 - Verona Legend Cars\
Acma Vespa 400 – Verona Legend Cars

Piaggio quindi rinunciò alla nuova Vespa. Ma prima di abbandonare il progetto, comunque ormai completato, a Pontedera si decise per un esilio forzato. La catena di montaggio della neonata vetturetta venne realizzata in Francia alla ACMA, consociata di Piaggio per la produzione della Vespa classica in terra d’oltralpe (pratica comune al tempo per evitare dazi doganali).

Il destino della nuova Vespa (da quel momento denominata ACMA Vespa) era di esistere fuori dall’Italia. Presentata alla stampa nel Principato di Monaco il 26 settembre 1957 con l’intento non dichiarato di attirare un pubblico benestante (all’evento presenziava anche Juan Manuel Fangio) e al grande pubblico al salone di Parigi nell’ottobre 1957, venne accolta molto bene, totalizzando quasi 20.000 preordini.

Ottime finiture e maneggevolezza per un’auto che strizzava l’occhio al pubblico femminile.

La concorrenza della Fiat 500 e le origini motociclistiche

La vetturetta (progettata a inizio anni ’50) si dovette però scontrare con le principali utilitarie della fine del decennio, tra cui proprio la Fiat 500 (presentata qualche mese prima). E per la piccola quasi-Piaggio (che aveva ingombri quasi identici alla 500, ma suo cospetto risultava molto meno “macchina”) non c’era molto spazio.

Inoltre l’eredità motociclistica dell’auto (e soprattutto del motore) attirò alcune critiche, tra cui l’eccessivo consumo e le difficoltà di gestione della miscela olio/benzina. Nelle prime versioni quest’ultima doveva essere regolata attraverso un misurino incorporato nel tappo del serbatoio. Nelle versioni più recenti si adeguava la quantità di olio attraverso una pompa meccanica.

Una vita breve

ACMA Vespa 400 - 1958
ACMA Vespa 400 – 1958

Relegata al mercato estero, (in Italia ufficialmente arrivarono d’importazione appena qualche centinaio di esemplari), e forse vittima di quell’allure di lusso, cercato ma forse non supportato dalle qualità della microcar, la Vespa a quattro ruote riscosse un successo via via calante, arrivando ad appena 30.000 vetture prodotte fino alla chiusura della linea di produzione avvenuta nel 1961.

La piccola Vespa ha avuto anche una piccola “vita” statunitense, dove venne esportata con le comuni modifiche necessarie per i regolamenti US, con fari maggiorati “Sealed-Beam” e paraurti maggiorati.

 

 

 

<b>La casa di Intemeccanica? Il Salento</b>

La casa di Intemeccanica? Il Salento

L’auto storica ha una sua magia. E chi è appassionato delle auto e della loro storia non può che ritrovarsi. Questa la breve storia di un incontro fortuito di uomini uniti dalla passione e di un piccolo tesoro chiamato Intermeccanica scoperto in un’assolata giornata di giugno

Metti quattro chiacchiere a colazione

BMW 2000 CS - ForteCar
Io Bruno e la sua BMW 2000 CS

Settimana di relax nelle splendide terre salentine. Colazione presso una tenuta agricola di zona a base di pasticciotti. Nel tavolo accanto spunta un depliant del Mehari Club Cassis. Ovviamente mi presento e mi infilo nella discussione tra il gestore (proprietario Mehari) e un avventore, appassionato di moto storiche. Si parla piacevolmente delle meraviglie delle nostre passioni. Prima di andarmene (era l’ultimo giorno prima del rientro), Cipriano, il gestore della tenuta mi chiama, fa una telefonata e mi manda ad uno di quei appuntamenti curiosi del tipo “ti mando da un amico……”.  La gentilezza dell’invito è tale che non avrei mai potuto dire di no. La cortesia in questo lembo di terra italiana è veramente naturale, genuina.

“…..vieni, vieni a vedere qui”

Fiat Dino Coupè
Fiat Dino Coupè

Raggiungo l’amico di Cipriano. E’ una carrozzeria. Bruno mi aspettava. Entro gironzolando e vedo un bel Jaguar E-Type Coupè prima seconda serie e una bella Mercedes 230 SL Pagoda di un bel colore dorato. Fuori un BMW 2000 CS targato Lecce fa capolino sotto un pergolato. A Bruno piacciono le coupè, è evidente. Smontata c’è una Fiat Dino Coupè grigia che da sola giustificava la visita.

Felice, come sempre in queste occasioni, incontro Bruno.

C’è una scintilla negli occhi dell’appassionato che ormai so riconoscere bene. Mi presento, faccio i complimenti per le auto in officina. Mi guarda e mi fa:”…non hai visto nulla…vieni, vieni a vedere qui”.  Nel retro, tra un Duetto completo e una Giulia smontata, 3 scocche da sportiva anni ’60. Mi chiede di indovinare cosa sono: una sorta di iniziazione? Guardo e abbozzo:”direi Bizzarrini o Ferrari”. Beh, non ho azzeccato ma almeno sono rimasto nel contesto.

L’Intermeccanica che non ti aspetti

Intermeccanica Apollo GT 5000 e Omega
Intermeccanica Apollo GT 5000 e Omega

Mi inviata a guardare il numero di telaio. Bruno ha 3 Intermeccanica in officina. Tutte da rimontare e completare. Un’incredibile avventura di cui mi racconta i particolari, la passione per queste rare autovetture, i contatti con gli Stati Uniti per farle arrivare e le condizioni delle auto, complete di quasi tutto e con i motori ancora da sballare. Sono un’Apollo GT 5000 del ’64, una Omega 1966 e una Italia Spider datata 1968. Ovviamente resto un attimo incredulo. Raramente capita di incontrare queste vetture, nate negli anni ’60 dalla volontà di facoltosi americani desiderosi di montare i poderosi V8 USA su vetture dallo stile italiano, il riferimento nel mondo del design.

La Apollo GT, la prima Intermeccanica, disegnata negli USA ma corretta nella linea dal grande Franco Scaglione dotata in questo caso del motore Buick 5000cc. La Omega  con carrozzeria nata in Italia e motore v8 Ford. Ed infine la Italia Spider, la più rara (si dice solo 15 esemplari prodotti), linea filante ed elegante, motore v8 Ford Cleveland 5.700cc da 310CV con uno 0-100km/h poco oltre i 6 secondi.

Un vero spaccato del fermento costruttivo degli anni 60. Il tutto condito con le parole cariche di passione salentina di Bruno che non risparmia particolari e aneddoti. Ci congediamo promettendoci di seguire i progressi delle sue bellezze riproponendoci di tornare in queste magiche terre.

E se vi piacciono le auto classiche, passate alla Fortecar a Veglie (LE) e cercate di Bruno. Non ve ne pentirete…..

 

 

 

<b>Citroën 2CV France 3</b>

Citroën 2CV France 3

Tra le molteplici 2CV “speciali”, la Citroën 2CV France 3 spicca in qualche maniera sia per l’allestimento inusuale sia per la sua particolare storia legata al mare e alle regate veliche.

Citroën e le serie speciali

Citroen 2CV Charleston
Citroën 2CV Charleston

Negli anni ’70-’80 la pratica delle serie speciali è diventata quasi una mania. L’idea era quella di mantenere alto l’interesse su serie di vetture spesso non recenti. La versione speciale (spesso legata ad eventi o fatti di costume) ne prolunga la vita (e la vitalità).

Questo vale in particolar modo per la piccola 2CV la cui versione più iconica, la Charleston, derivava proprio dalla serie speciale realizzata nell’81 e divenuta modello di serie a furor di popolo.

Varie quindi le serie speciali realizzate da Citroën. Tra esse trovano posto versioni autocelebrative (come la SPOT, realizzata per festeggiare la produzione della 5.000.000 esima Deux Chevaux), versioni nate per festeggiare la presenza in film di successo (come la 007, realizzata per onorare la partecipazione alla saga 007)  e versioni legate ad eventi sportivi, come la France 3.

La 2CV e l’America’s Cup

Citroen 2CV France 3 - Transat
Citroën 2CV France 3 – Transat

Nel 1983, Citroën diviene sponsor ufficiale della France 3, barca a vela impegnata a Newport nell’America’s Cup di vela. La casa del double chevron coglie l’occasione per realizzare una versione speciale della propria iconica 2CV battezzandola come la barca in corsa nella famosa sfida velica.

La 2CV France 3 è disponibile unicamente in livrea bianca con una doppia striscia longitudinale che la percorre dal cofano al portellone posteriore, una finitura che interessa anche il tettino in tela e gli interni. Ai lati, una doppia striscia ondulata blu, a voler disegnare un’onda, percorre l’intera fiancata. A fugare i dubbi sull’accoppiamento con la regata velica, una decalcomania applicata al posteriore con la barca francese stilizzata.

Vengono realizzati 2000 esemplari, destinati al mercato francese. Citroën si impegna a devolvere parte del prezzo d’acquisto come finanziamento per la manutenzione della barca francese (facendo leva sul nazionalismo interno).

In verità non si assiste al plebiscito visto con la Charleston. Le duemila vetture vengono smaltite sul mercato interno con una certa fatica, scontando anche l’anzianità di una vettura che cominciava davvero a faticare contro le concorrenti.

Transat e Beach Comber: le versioni per l’estero

Citroen 2CV France 3 - Transat
Citroën 2CV France 3 – Transat

La 2CV France 3 ha avuto anche una seconda vita commerciale con una versione destinata all’estero.

Citroën realizza una seconda tiratura di 2000 vetture France 3 destinate in questo caso ai mercati esteri. Perso lo stimolo nazionalista a supportare la barca francese, le vetture, identiche in allestimento a quelle per il mercato interno, assunsero il nome di Transat (per i mercati olandese, tedesco, italiano, ecc) e Beach Comber per il mercato UK. Persa l’indicazione della barca francese, queste vetture sono prive dell’adesivo che stilizza la barca francese al posteriore, mantenendo però l’ “onda blu” sulla fiancata

 

 

<b>Il mito raddoppia 2019 – Alfa & Lancia</b>

Il mito raddoppia 2019 – Alfa & Lancia

Giunto alla quarta edizione,  “il mito”, raduno per auto classiche Alfa Romeo, si sdoppia ne “il mito raddoppia”, aprendo l’evento a vetture Alfa Romeo e Lancia.

Perchè raddoppiare?

Lancia Aurelia B24
Lancia Aurelia B24

L’apertura a Lancia da parte della Cassia Corse (suderia organizzatrice) è un’iniziativa quanto mai opportuna sia per il rispetto dovuto al marchio sia per dare lustro a un’azienda che,  sotto la gestione di FCA, sta vivendo un periodo piuttosto complicato, in una transizione infinita verso un destino ancora non definito.

Condivido quindi pienamente la decisione della scuderia, più che altro per il fatto che ci siamo potuti godere un’iniezione di vetture di elevata classe.

Circa 70 le vetture partecipanti al raduno, con un’ovvia maggioranza di vetture Alfa (a cui storicamente il raduno è dedicato). In compenso le vetture Lancia presenti sono risultate quanto mai interessanti con modelli dall’importante valore storico e collezionistico.

Gli highlights

Alfa Roemo Giulia SS
Alfa Romeo Giulia SS

Tante le vetture presenti con un moltissimi “duetto” Alfa Romeo da tutte e 4 le serie (amatissimo lo Spider, icona Alfa) ma ad impressioanre maggiormente la presenza brillante delle Alfa Romeo Giulia Sprint Speciale (tra cui una vettura con carrozzeria argento semplicemente spettacolare) e le Giulia e Giulietta spider presenti in una molteplicità di colori. Interessanti inoltre le Junior Zagato presenti, insieme ad una inusuale Zagato RZ di colore giallo.

Per la compagine Lancia, era presente una splendida Lancia Aurelia B24 (già ammirata alla Firenze-Siena), alcune Lancia Fulvia Coupé e una Lancia Fulvia Coupé Zagato, davvero molto bella.

Belle auto e bel clima alla partenza da San Casciano Val di Pesa per un evento che si arricchisce di anno in anno.

Qui sotto, al solito, la fotogallery di Ciclo Otto. Buona visione

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<b>Mille Miglia 2019</b>

Mille Miglia 2019

Si è chiusa la Mille Miglia 2019. Ed è stata un successo delle auto, splendide protagoniste, ma anche dei suggestivi paesaggi del nostro paese e una festa anche della gente, ad accogliere i piloti con un entusiasmo che va ben oltre la rievocazione storica della mitica corsa della freccia rossa.

Il parco partenti e la vettura 1000

Alfa Romeo 1900 Sport Spider
Alfa Romeo 1900 Sport Spider

Difficile parlare delle auto alla partenza di una Mille Miglia. Troppe le auto storiche, le one-off e le rarissime. E’ sempre uan situazione strana, per cui una Mercedes “Ali di Gabbiano” in mezzo a tutte le altre sembra quasi una vettura normale.

E allora, diventa più una questione di gusti più che di eccezionalità. Quindi, volendo segnalare qualcosa, l’Alfa Romeo 1900 Sport Spider disegnata da Bertone e portata da FCA Heritage, spiccava moltissimo con la sua linea sinuosa. Poi una dopo l’altra Bugatti Type 35 e 37, la stupenda Alfa Romeo 6C 2300 Pescara Spider appartenuta a Mussolini, la Talbot Lago T26 Gran Sport o la spettacolare Fiat 8V Berlinetta.

Davvero tante, troppe da segnalare, in un susseguirsi di auto da perdere la testa.

Il pubblico e la gara

Bugatti Type 37
Bugatti Type 37

Quello che lascia più colpiti è comunque l’incredibile accoglienza che il pubblico riserca a questi intrepidi, nella corsa da Brescia a Roma e ritorno. Una festa delle auto e una festa della gente per questa rievocazione storica.

E per quanto riguarda i risultati sportivi, vittoria (una prima volta) per la coppia Giovanni Moceri e Daniele Bonetti su Alfa Romeo 6C 1500 SS che precedono gli inossidabili Andrea Vesco e Andrea Guerini su Alfa 6C 1750 SS Zagato, secondi, e al terzo posto del podio, i vincitori argentini dello scorso anno, i quotati Juan Tonconogy e Barbara Ruffini su Bugatti Type 40.

Meglio di tante parole, la descrizione del clima di gara nella nostra gallery qui:

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<b>Verona Legend Cars 2019</b>

Verona Legend Cars 2019

A ridosso della partenza della Mille Miglia, Verona Legend Cars ha offerto diversi spunti (nel bene e nel male) con un panorama di splendide vetture da ammirare negli ampi spazi della fiera di Verona.

I Cento Miti (con qualche defezione)

Bugatti Typ 37 - Verona Legend Cars 2019
Bugatti Typ 37 – Verona Legend Cars 2019

La spettacolare mostra dei Cento miti ha radunato assieme un numero notevole di spettacolari vetture della storia dell’automobile. Pezzi rari provenienti da Museo dell’Automobile di Torino, dal Museo Nicolis e da collezioni private hanno illuminato il primo dei due padiglioni della fiera di Verona allestiti per l’occasione.

Di particolare bellezza, alcune delle preferite di Ciclo Otto, come la Cisitalia 202 SC Spider del 1948, o l’insieme di sportive (Lamborgini Miura e Countach, Ferrari F40, Lancia Stratos) che componevano la zona ad alto numero di cavalli dell’esposizione.

Cisitalia 202 SC Spider (1948) - Verona Legend Cars 2019
Cisitalia 202 SC Spider (1948) – Verona Legend Cars 2019

Qualche assenza nell’elenco si è sicuramente osserva, prima tra tutti l’assenza della Ferrari 250 GTO (che pareva dovesse essere presente) come l’esemplare di Alfa Romeo 33 Stradale indicata nella preview. D’altra parte questi pezzi rarissimi non si muovono “facilmente” e immaginiamo le problematiche degli organizzatori per radunare tali bellezze.

Raduni youngtimers e le auto in vendita

Grazie alla politica di accesso gratuito al parco esterno, una moltitudine di youngtimers e vetture si è riversato nell’ampia area parcheggio/zona esterna della fiera, dando luogo a notevoli raduni di vetture portate da privati, andando a rimpolpare l’interessante presenza di vetture all’interno dei padiglioni. Peccato non fossero previste attività esterne che avrebbero reso ancor più interessante l’esposizione.

Maserati Mistral - Verona Legend Cars
Maserati Mistral – Verona Legend Cars

Al solito, la parte dei commercianti ha offerto alcune delle principali sorprese dell’esposizione. Nel secondo padiglione disponibile erano presenti, tra le altre una straordinaria Iso Rivolta Fidia (davvero raro incontrarne una), una delle 4 Maserati Mistral prodotte in Verde metallizzato e un’inusuale ASA 100 GT Spider. Peccato che gli ampi spazi della fiera, nel secondo paglione fossero un po’ vuoti. Una fortuna per le nostre fotografie, con la speranza però che la fiera possa crescere viste le potenzialità della struttura.

Al prossimo anno Verona, con altri 100 Miti automobilistici.

Al solito, ecco la nostra gallery completa delle immagini dalla fiera (171 foto)

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<b>Anteprima Verona Legend Cars 2019</b>

Anteprima Verona Legend Cars 2019

Per Ciclo Otto è una prima volta, quindi c’è una fibrillante attesa per Verona Legend Cars, la fiera di mezza stagione che anticipa di una settima la partenza della Mille Miglia .

La fiera e i CentoMiti

Alfa Romeo 33 Stradale, una delle protagoniste di CentoMiti
Alfa Romeo 33 Stradale, una delle protagoniste di CentoMiti

Alla fiera di Verona nel weekend 11-12 Maggio, Verona Legend Cars cerca di ritagliarsi uno spazio maggiore nel panorama delle 3 grandi esposizioni d’epoca (Padova, Milano e Torino) e lo fa scegliendo la sua strada. Non solo commercianti e spazi espositivi delle case, ma anche e soprattutto Raduni mirati per modello e rassegne tematiche.

L’evento principale della rassegna veronese è senza dubbio l’esposizione “Cento Miti”, un’eccezionale mostra di vetture che vogliono rappresentare la storia dell’automobile dagli albori ad oggi con un’incredibile selezione di vetture esposte, dal Triciclo Benz del 1886 fino alla Tesla Roadster elettrica in un susseguirsi di icone, dalla Ferrari 250 GTO alla Alfa Romeo 33 Stradale, dall’Aurelia B24 alla BMW M1.

Una piccola considerazione personale: scorrendo l’elenco dei Cento Miti: è evidente l’incredibile contributo italiano al mondo dell’automobile, un’eredità che dobbiamo tenerci stretta.

I raduni: Fiat 128 e le youngtimers: Bmw Serie 8 e Alfa 916

I padiglioni della fiera 2018
I padiglioni della fiera 2018

Molto interessante la scelta di Verona Legend Cars di dare ampio spazio ai raduni per modello. Una scelta fatta anche dalle altre principali fiere di settore e che permette davvero un maggior coinvolgimento del pubblico.

Nel prossimo weekend si festeggeranno i 50 anni della Fiat 128, con il raduno, organizzato per la giornata di domenica 12 e l’interessante esposizione del Fiat 128 Club Italia all’interno dei padiglioni.

Oltre al terzo raduno Youngtimers organizzato dall’omonima rivista, segnalo anche due dei raduni youngtimers in fiera, con i proprietari di Alfa Romeo 916, le GTV e Spider “moderne”, e ultime vetture Alfa realizzate ad Arese che si troveranno domenica insieme al Club AlfaRomeo916 e sponstandoci fuori dei confini italiani i due raduni BMW con protagoniste la spider Z3 e l’innovativa gran turismo Serie 8 che quest’anno festeggia il suo trentennale.

Oltre a tutto questo, grande attesa (almeno per me) dai commercianti presenti, pronti a regalarci tante sorpresa. Cosa manca a Verona? Forse una bella asta di vetture storiche, ma, in fondo, serve davvero al mercato (e al pubblico)?

 

<b>Firenze-Siena 2019</b>

Firenze-Siena 2019

Il secondo evento del weekend, la sorprendente e “movimentata” Firenze-Siena si è rivelata una rievocazione estremamente ben riuscita.

Ero presente già alla scorsa edizione e la crescita dell’evento realizzato dalla Cassia Corse Storica è decisamente notevole, segnale deciso della buona salute della scuderia e dell’impegno profuso per la crescita della manifestazione

Partenza e arrivo da sogno

SCAT 20/30 HP Sport - Firenze-Siena 2019
SCAT 20/30 HP Sport

Da sole le due location di partenza e arrivo rieccheggiano corse forse più blasonate, partendo da Piazza Ognissanti in Firenze, una delle piazze “bene” dell’ambito cittadino ed arrivando nella prestigiosa Piazza del Campo a Siena. Importante e doveroso sottolineare l’ottimo parco partenti, con vetture pre e post-war di assoluta eccellenza.

Per le pre-war, presenze d’eccezione per una SCAT 20/30 HP Sport, una coppia di Lancia Lambda, Fiat 501 S e una splendida Balilla Coppa d’Oro.

Non da meno le vetture post-war con Osca MT4 (già vista recentemente a Firenze per lo Stefano Ricci Heritage Trophy), una conturbante Lancia Aurelia B24 e la presenza, tra le altre splendide vetture, di una delle nostre preferite, la “ferrarina”, ASA 1000 GT.

No pain no gain

Jaguar XK 120 OTS – Firenze-Siena 2019

Si dice che le cose belle vanno guadagnate. E in questo contesto l’alternarsi di sole (poco) e pioggia (tanta) ha reso la rievocazione particolarmente ardua.

Per questo motivo meritano una menzione particolare i tanti mezzi “scoperti” partecipanti, tra cui segnaliamo una splendida Jaguar XK 120 OTS pilotata da un giovane equipaggio e dal team tutto al femminile alla guida di una barchetta Corvair MKI del 1955 (esemplare unico in questa configurazione), recentemente protagonista anche sul rinomato Petrolicious

La magia di piazza del Campo

Suggestivo l’arrivo in Piazza del Campo con un curioso dualismo tra la sfilata delle storiche della manifestazione e l’esposizione di tuner auto (organizzata dal comitato UISP Tuning4all, un gruppo di cui ammetto, ignoravo totalmente l’esistenza): due estremi del motorismo molto lontani tra loro che si incontrano in una delle piazze storiche più belle d’Italia.

Ala di folla degno di Mille Miglia e Gran Premio Nuvolari per una manifestazione riuscitissima nonostante il tempo davvero ostile.

Al prossimo anno Firenze Siena.Al solito concludo con la fotogallery dell’evento con le foto bagnate della partenza e le assolate immagini dell’arrivo

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<b>Terre di Canossa 2019</b>

Terre di Canossa 2019

L’appuntamento con il Terre di Canossa è irrinunciabile, sia per la bellezza delle vetture, sia per le ambientazioni che si presentano sul percorso, con tante opportunità di ritrarre le nostre amate “storiche” in contesti che ne esaltano linea e bellezza

Lucca e le sue mura

Alfa Romeo 6C 1500 SS
Alfa Romeo 6C 1500 SS (1928)

Per questa edizione 2019 abbiamo deciso di tornare a Lucca. Per scattare le immagini è uno scenario perfetto, sia per la pausa in Piazza Napoleone, ampia e suggestiva, sia per il seguente passaggio sulle mura, che da solo permette di realizzare delle bellissime inquadrature.

Le vetture della competizione rappresentano, al solito, l’eccellenza delle auto classiche, a partire dalla spettacolare Bugatti Type 37A dell’Amams Nuvolari, sempre Bugatti Type 40  (dell’equipaggio argentino poi risultato vincitore), la splendida Bmw 319/1 Sport in total black (1935) oppure, per le auto italiane, un esemplare proveniente dall’Olanda di Alfa Romeo 6C 1750 GS Testa Fissa del 1938 e una Alfa Romeo 6C 1500 SS di un team statunitense.

Le auto e la gara

BMW 328 (1939)
BMW 328 (1939)

Venendo a modelli post-war, bellissimo il gruppo di Aurelia B20 GT , le Ferrari 275 GTB e menzione d’onore per l’inusuale e rara Healey Westland, francamente una delle prime che vedo nelle corse nostrane (produzione totale di sole 24 vetture). Altra menzione d’onore per il clima festoso che ha accompagnato la manifestazione in città.

Vincitori della classifica finale, come preannuciato , la coppia Argentina Tonconogy-Ruffini su Bugatti Type 40 davanti dalla coppia Vesco-Guerini sulla spettacolare BMW 328 verde del Team Villa Trasqua.

Chiudiamo quindi con la nostra fotogallery da Lucca ringraziando il Terre di Canossa, con un arrivederci al prossimo anno!

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<b>Raduno Mini Owners Club a Firenze</b>

Raduno Mini Owners Club a Firenze

Ammissione di colpa. Delle Mini e della loro lunga e gloriosa storia so molto poco. Era quindi una buona occasione, quella di Firenze per farsi un po’ di cultura, almeno visiva, delle varie incarnazioni della immortale vettura ideata da Alec Issigonis filmando le vetture del Mini Owners Club Granducato, in esposizione a Firenze per il 13esimo Meeting di Firenze.

Ancora Piazzale Michelangelo

In queste ultime settimane, Piazzale Michelangelo a Firenze è diventato il fulcro dell’auto storica fiorentina. Dopo la Firenze-Fiesole di qualche settimana fa il Mini Owners Club Granducato ha scelto la “terrazza” di Firenze per una delle tappe del 13° Raduno Mini Firenze e Mugello. Scelta felice che ha permesso di avere una bella cornice di pubblico ad ammirare le vetture esposte.

Orientarsi e distinguere

Innocenti Mini Cooper 1300 - 1974. Mini Owner Meeting . Piazzale Michelangelo - 7 Aprile 2019
Innocenti Mini Cooper 1300 – 1974

In verità il primo ostacolo del profano è quello di distinguere le varie versioni di un’auto unica e per questo motivo essenzialmente immutata nel tempo. Stesso problema che riscontro, individuandole principalmente dai loghi sul cofano, partendo dalle versioni Innocenti, le Austin, BMC, British Leyland. La bellezza di tutto ciò e che la Mini, per questa sua natura sempre uguale ma sempre diversa, si presta a molteplici personalizzazioni e interventi, tali da renderla una vettura unica nel suo genere.

E alla fine, poco importa che Firenze fosse sotto una cappa di cielo grigio e che le piccole inglesi abbiano fatto una bella doccia d’acqua proprio nella sessione di parcheggio e esposizione. D’altra parte sono “inglesi”, a queste cose sono abituate.

Ecco la nostra breve fotogallery delle splendide Mini

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