<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso</b>

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso

La mobilità di massa in Italia ha avuto alcune vetture cardine. La Fiat 600 è una di queste. Aveva senso pensare a una versione lusso partendo da un’auto popolare? Per Vignale decisamente si. Nacque così la Rendez-vous.

Se la 600 non basta

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous
Fiat 600 Vignale Rendez-Vous

Prodotta dal 1955 al 1959, sfruttando la base meccanica della Fiat 600, la Rendez-Vous è stata un modello realmente esclusivo. Non ci sono dati certi sul numero di vetture prodotte, si parla di meno di 200 e se ne stimano solo 20 ancora esistenti.

L’estetica delle vetture, disegnata da Michelotti, si ispirava alle stupende Lancia anni ’50 con un’incredibile trasformazione rispetto all’estetica della vettura d’origine. Facile ritrovare nelle linee dell’auto riminiscenze della Lancia Aurelia, sia all’anteriore (con la grande bocca frontale) sia al posteriore con i fanali verticali e la coda che si prolunga sul terzo volume con linea curvilinea.

La vettura poteva essere impreziosita con eleganti cerchi a raggi, mentre per molti esemplari veniva scelta la livrea bicolore in particolare la finitura argento della parte alta della vettura.

Sostanza oltre l’estetica

Rendez-vous - Vista posteriore
Rendez-vous – Vista posteriore

Oltre alla evidente trasformazione estetica, anche sotto al cofano posteriore c’erano sostanziosa novità. Infatti il motore della 600 veniva dotato del kit Abarth con cilindrata maggiorata a 747cc e una potenza superiore ai 40CV che donavano alla vettura un discreto spunto.

L’interno, presente in configurazioni differenti, poteva ospitare, a discrezione del cliente la strumentazione della 600 base (presente in gran parte dei modelli incontrati) o adottare elementi personalizzati. Allo stesso modo era prevista la personalizzazione degli interni. Lo spazio interno disponibile è più da 2+2 che da berlina 4 posti, con la possibilità di ribaltare la seduta posteriore per aumentare la capacità di carico disponibile all’interno del cofano anteriore.

Valori in salita

Dettaglio del posteriore - Rendez-Vous
Dettaglio del posteriore – Rendez-Vous

Ma quanto vale una vettura simile? Se i prezzi di un esemplare da restaurare sono relativamente bassi, si assiste a quotazioni dell’ordine dei 50.000 euro per esemplari già ricondizionati. Non deve sorprendere un valore del genere considerando l’esiguo numero di modelli ancora disponibili e le caratteristiche di esclusività dell’auto.

 

 

<b>Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante</b>

Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante

Con la chiusura di Milano Autoclassica si è concluso l’ultimo salone italiano di rilevanza internazionale dell’auto classica per il 2018. Ecco le nostre impressioni

Accoglienza Porsche

Porsche 550 RS Spyder
Porsche 550 RS Spyder

Quando ad accoglierti ci sono 3 icone Porsche, non si può che sorridere. Le tre vetture d’apertura, scelte dal curatore, hanno rappresentato appieno Porsche e la sua immagine. L’eleganza: Porsche 356 A Carrera GT/GS; Le gare: Porsche 906; La sportività: Porsche 550 RS Spyder.

Tre vetture non comuni a fare da apripista allo stand Porsche che da solo valeva il prezzo del biglietto (peraltro, sempre piuttosto salato, in biglietteria a 25 euro).

Non da meno lo stand di Rossocorsa, forse meno emozionale rispetto all’ingresso Porsche ma con pezzi di gran calibro come la particolare Ferrari 166 S. Peccato che lo spazio dedicato alle 3 punte di diamante fosse un po’ costretto.

 

La prima volta di Aste Cambi

Opel Kadett GT/E Rally - Asta Cambi
Opel Kadett GT/E Rally – Asta Cambi

La prima volta di Aste Cambi ha risentito della natura stessa delle vetture offerte. Le auto, in gran parte ex-racer della collezione di Gianni Giudici, avevano un range di possibili interessati limitato. E’ quindi mancato l’effetto WOW e la possibile lotta tra bidder, vista la particolarità dei lotti.

Ci risultano non assegnati i top lot, ma si rimane in attesa delle comunicazioni ufficiali di Cambi.

In ogni caso, la casa d’aste era al corrente del fatto che sarebbe comunque stata una “cold start”, prima volta di un percorso di cui, quest’asta di Milano è stato solo il primo atto.

 

I live show: il confronto tra ASI e i Car Shows

Stand ASI - Conferenza Jaguar XJ
Stand ASI – Conferenza Jaguar XJ

Curiosa la situazione delle zone conferenze, che definisce anche il possibile diverso target di riferimento dell’evento, soprattutto confrontando Milano con Auto e Moto d’Epoca a Padova. In momenti diversi della giornata abbiamo assistito , presso lo stand ASI ad una interessante conferenza sui 50 anni della Jaguar XJ, e più tardi, nella zona conferenze più grande, allo show di “Perché Comprarla Classic” di Motor1.com.

Perché Comprarla Classic - Andrea Farina
Perché Comprarla Classic – Andrea Farina

Evidente la differenza tra le due proposte ed altrettanto marcata la differenza di pubblico. Persone over 40 ad ASI (in verità non moltissime), ragazzi e giovani (con tanto di selfie e autografi) per lo stand del “perché comprarla”.

Due facce di una stessa proposta, con audience diversa che potrebbe sancire un’importante differenziazione  tra le varie fiere di settore negli anni a venire

Le costanti: i commercianti e i prezzi

Lancia Delta S4 Stradale
Lancia Delta S4 Stradale

Se nei live show, qualcosa di diverso si è visto, per quanto riguarda le vetture esposte dai commercianti, in realtà lo scenario è stato lo stesso delle altre fiere, considerando che gran parte dei player erano esattamente gli stessi.

Anche sul fronte prezzi e vendite, i commenti sono sempre li stessi. Prezzi cari e vendite ridotte.  Come sempre non sono mancate le chicche, come la bella Delta S4 stradale, in vendita a 455.000 euro, la singolare Citroen 2CV 4×4 (in fase di restauro) o la faraonica Ferrari 330 GT Speciale (one-off di Scaglietti).

Premio eccentricità (e prezzo), la Panda 4×4 ex- Gianni Agnelli rivestita da Garage Italia acquistabile a 50.000 euro. Unica considerazione positiva, in media, il maggior spazio a disposizione per le vetture esposte cosa che ha fatto il piacere di spotter e fotografi.

Conclusioni

Milano Autoclassica è la cenerentola dei saloni d’epoca (almeno per numero di edizioni) tra il blasone storico del Lingotto di Automotoretrò a Torino e la megadimensione di Auto e Moto d’Epoca a Padova. Con queste premesse, non sarebbe facile proporsi come terza forza. Milano, da capitale economica d’Italia dimostra di crescere con idee e innovazioni, cercando di creare strade anche diverse per attrarre pubblico eterogeneo per un evento glamour che ha come filo conduttore l’auto classica, ma che si dipana con sfaccettature nuove, cercando una dimensione e un pubblico che non potrà che crescere. Volendo sottolineare qualche aspetto su cui puntare, visti gli ampi spazi della fiera di Rho, sarebbe stata gradita qualche attività dinamica all’aperto, eventi a cui gli altri saloni ci hanno negli anni abituato. All’anno prossimo Milano!

La fotogallery

Qui i nostri scatti dalle belle giornate di Milano Autoclassica

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<b>Anteprima Milano Autoclassica 2018</b>

Anteprima Milano Autoclassica 2018

Weekend importante per il capoluogo lombardo e l’auto classica con l’ultima fiera di rilevanza nazionale del 2018. Milano Autoclassica. Vediamo cosa promette quest’anno la kermesse meneghina

Le auto: Porsche racing, Ferrari Rossocorsa

Porsche Carrera 906
Porsche Carrera 906

Una raccolta d’eccezione di vetture Porsche accoglierà i visitatori per chiudere idealmente i festeggiamenti per i 70 anni del marchio. Se ogni salone di auto classiche ha celebrato a suo modo questo evento, Milano ha voluto fare del compleanno l’evento centrale della fiera con l’esposizione di 10 iconiche vetture, selezionate dal Classic Car Advisor Paolo Olivieri. Sarà possibile ammirare ad esempio una Porsche 906,  una Porsche 550 RS Spyder vera (una volta tanto non una REPLICA) e Porsche 356 A Carrera GS/GT Speedster.

A contorno di questo compleanno speciale,  le esposizioni di team e rivenditori, tra cui spicca lo stand di Ferrari Rossocorsa che esporrà un trittico “rosso” di primo piano con Ferrari 750 Monza ex-Alberto Ascari, una 166 S, classe 1948,  ed una più recente Ferrari 365 GTC. A contorno, per gli appassionati di F1, sarà presente una Ferrari 126 CK Formula 1, che è stata la prima vettura turbo portata al successo in gara dal compianto Gilles Villenueve.

 

 

L’asta Cambi: Milano-Racing & Sport Cars

Porsche 356 pre-A 1952
Porsche 356 pre-A 1952

Come avviene con Bonhams per Padova, Cambi, partner di Milano Autoclassica, offre all’incanto presso la fiera un’interessantissima selezione di vetture, pricipalmente sportive, con alcune chicche meritevoli di attenzione.

Asta, (inizio alle ore 15 del 24 novembre) vede come top bidder prevista una splendida Porsche 356 Pre A Coupé 1952 perfettamente restaurata, mentre per quanto riguarda le racer c’é veramente di tutto, da una bellisisma Jaguar E-Type 3.8 per finire ad un Dragster da corse sul quarto di miglio e perfino un motore ufficiale della famosa Alfa Romeo 164 Procar (in realtà prodotto in origine per la Ligier di F1)

La lista delle vetture offerte qui.

Conferenze e live show: spazio a youngtimers e star del web

Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi
Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi

Interessante lo spazio conferenze, che sembra strizzare l’occhio ad un pubblico più giovane ospitando due star del motorismo online: Davide Cironi, che porterà la su “Drive Experience” alla fiera, presentando il proprio libro “1999 – Insert Coin to Continue”, mostrando il recupero di un’Alfa Romeo 75 ripresa da un pollaio (!!) e Andrea Farina di Motor1.com che porterà alla fiera il suo “perché Comprarla Classic” con la Delorean DMC-12 e il Maggiolino VW.

<b>BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni</b>

BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni

Un pretesto. Alla fiera di Padova, asta di Bonhams era offerta una splendida BMW 320 TC1 Baur. Vale la pensa ripercorrere sulle ali della E21, le origini di un’azienda con quasi 100 anni di storia

La nascita della Karrosserie

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

La Karroserie Baur  è (o meglio è stata) un’istituzione tedesca. Nata nel 1910, si è occupata per molti anni di realizzare versioni speciali per vetture di alta gamma, lavorando prima della guerra a molte versioni cabrio di vetture Horch e DKW e una volta terminata la guerra (e ricostruita la sede di Stoccarda, distrutta nel conflitto) con DKW. Negli anni ’50 inizia la proficua collaborazione con BMW che darà luogo alle vetture che hanno reso famosa l’azienda.

Per la casa dell’elica, Baur realizza versioni limousine della berlina 501,  le rinomate versioni cabrio delle 501-502 (splendide) e in seguito le le 700 LS coupé e convertibili.

La fama: le Baur TC

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

Il principale successo della Karrosserie Baur è legato alle serie 02 BMW e ancor di più alle serie 3 E21 ed E36. Queste vetture scoperte, venivano realizzate in piccola serie partendo da scocche fornite direttamente da BMW. Non erano vetture speciali (i numeri di telaio sono indistinguibili da quelli delle vetture in vendita) ma semplici scocche su cui in Baur agiva modificando il tetto e rinforzando la vettura, lasciando le vetture con una configurazione “targa”, con il rollbar centrale come elemento strutturale di sicurezza.

BMW non aveva interesse a costruire una linea di produzione per vetture con limitata diffusione e queste vetture sono state prodotte in numeri molto ridotti. La serie E21, probabilmente la più carismatica, è stata prodotta in appena 4596 esemplari. Una di queste è quella ritratta in foto dall’asta di Bonhams. Particolarmente apprezzata, rispetto alle vetture di serie, questa vettura (denominata TC1) rimane l’unica versione della E21 aperta. La seguente E30, realizzata sempre da Baur (denominata TC2) ebbe la concorrenza interna di BMW che decise di creare la propria versione cabriolet (in questo caso una vera cabrio senza rollbar centrale)

Non solo BMW

Porsche 959 - Auto e Moto Epoca a Padova
Porsche 959 alla Fiera di Padova

Se BMW ha dato la fama a Baur, la collaborazione storicamente più importante di Baur non è con la casa di Monaco, ma con i vicini di casa: Porsche. In Baur sono state realizzate le carrozzerie di tutte le Porsche 959 prodotte. Con la supervisione diretta dei tecnici di Zuffenhausen la linea della Karrosserie ha realizzato tutti i 345 esemplari della super car tedesca.

Non è una storia a lieto fine quella del carrozziere di Stoccarda. La società, per tutta la sua storia un’azienda familiare. ha dichiarato bancarotta nel 1998 è stata smembrata in numerose aziende, con gran parte dei dipendenti confluiti in In2p, azienda che continua la tradizione della Baur. ll glorioso marchio continua la sua storia sulla fiancata delle iconiche targa made in BMW.

<b>De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro</b>

De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro

Tante cose si possono dire di Alejandro De Tomaso, ma sicuramente il coraggio e la spregiudicatezza non gli sono mai mancati. La De Tomaso Deauville è figlia di questo impeto, del sogno De Tomaso

La nicchia, il lusso nello stile italiano

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville – 1976

Il contesto che portò alla nascita della Deauville è sostanzialmente quello di riempire un vuoto. Sfruttando lo spazio tra l’assenza di nuovi modelli Maserati, l’assenza dello stile Lancia su una berlina di alto rango, De Tomaso penso di inserirsi con una vettura di pregio, dall’allestimento lussuoso, per rivaleggiare con Jaguar e Mercedes, un sogno in verità carezzato da molti costruttori (ad esempio ISO Rivolta), in quello che nel tempo sarebbe diventato il mercato “premium”.

L’occasione per una tale realizzazione venne da Ford e Ghia. La Ford si era interessata allo studio di una lussuosa berlina con meccanica US e stile europeo. Siamo alla fine degli anni ’60 e  Tom Tjaarda per Ghia realizzò bozzetti e prototipi per una vettura Ford. De Tomaso subentrò nel progetto quando Ford non diede seguito allo sviluppo, riprendendo i bozzetti di Tjaarda.

Ma è una XJ?

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville

Presentata al salone di Torino 1970 (e in produzione dal ’71) la Deauville raccoglieva l’esperienza dei motori Ford, montando il V8 Ford Cleveland che già equipaggiava la Pantera, rendendola una delle berline più veloci del mercato. De Tomaso stesso dichiarò alla stampa di aver percorso la tratta Roma-Milano in 2 ore, esibendo le multe della stradale come prova.

Interni lussuosi e rifiniti con materiali di pregio, come si confà a una vettura di tal rango e come su quasi tutte le realizzazioni delle case sotto la regia di Alejandro.

L’unica reale critica si poteva attribuire al design. La vettura, anteriormente somigliava in maniera notevole alla coeva Jaguar XJ. Interpellato in merito, Tjaarda affermava che il suo disegno era stato precedente a quello della XJ, ma ciò non smentiva l’oggettiva somiglianza del design.

De Tomaso vs. De Tomaso: decollo Maserati e crollo Deauville

La Deauville si dovette scontrare con una serie di situazioni avverse, che portarono ad un insuccesso commerciale. Il primo fattore negativo era la scarsa immagine di De Tomaso rispetto ai brand più conosciuti. Chi era disposto a dare fiducia alla Deauville, soprattutto con le cifre richieste per l’acquisto, mediamente pari a circa il 30% in più rispetto alle concorrenti Mercedes S-Class e Jaguar a parità di dotazioni? Parallelamente, il disimpegno ufficiale di Ford dal progetto cosa che potrebbe aver ingenerato la mancata omologazione della Deauville sul mercato USA, sbocco d’elezione per vetture di questo rango.

A chiudere il capitolo Deauville ci pensò un insospettabile: lo stesso Alejandro De Tomaso.

Sul finire degli anni ’70, De Tomaso, che aveva acquisito il controllo di Maserati, creò la terza generazione della Quattroporte, sfruttando il pianale (e l’esperienza) maturata con la Deauville, avvolgendola nella linea squadrata disegnata da Giugiaro.  Le vendite della neonata auto del tridente, vuoi per il blasone del marchio, vuoi per la freschezza di un modello nuovo (1979) affossarono definitivamente la “povera” Deauville

Lusso e rarità: un unicorno

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville alla Fiera di Padova

Alla fine della lunga carriera della Deauville (1971-1988 con 3 versioni differenti con affinamenti meccanici che poi verranno riportati direttamente sulla Quattroporte) la Deauville totalizzerà appena 244 vetture. Davvero difficile incontrarne una. La vettura delle nostre immagini è stata ripresa alla Modena Motor Gallery e alla Fiera di Padova 2018.

A Padova il prezzo richiesto era 76.000 euro. Forse il passato si ripete: prezzo troppo alto? D’altra parte l’esclusività ha un valore, ma solo fino a quando c’è chi è disposto a pagarlo.

<b>Innocenti 950 Spider – L’evoluzione della specie</b>

Innocenti 950 Spider – L’evoluzione della specie

Innocenti 950 Spider
Innocenti 950 Spider

L’azienda meccanica Innocenti deve la sua grande fama alla produzione di elementi in ferro per ponteggi (i famosi “tubi innocenti”), alla Lambretta, lo scooter-mito degli anni ’60 e alla produzione della Mini, realizzata in Italia grazie all’accordo con la British Motor Company (in seguito British Leyland). I primi timidi passi di Innocenti nella produzione di vetture a quattro ruote sono precedenti a quel periodo e fanno capo al forte legame dell’azienda con la stessa società inglese.

 

 

Dalla Austin A40 alla prima vettura “originale”: la 950

L’azienda della Lambretta si lanciò nella produzione di vetture avviando l’assemblaggio a Lambrate della Austin A40 attraverso un acordo di licenza. Nella naturale evoluzione dell’attività, si passò alla creazione di una vettura con un proprio stile.

Utilizzando lo chassis della Austin-Healey Sprite venne affidata la creazione della carrozzeria della spider made in Innocenti alla carrozzeria Ghia e al designer Tom Tjaarda.

Il risultato fu la Innocenti 950 spider.

Come le inglesi, meglio delle inglesi

Innocenti 950 Spider
Innocenti 950 Spider

Una costante della produzione Innocenti su meccanica inglese, tradizione mantenuta sia per la 950 che per le seguenti J4, J5, IM3 e soprattutto le Mini, era l’importante attenzione al dettaglio e alle finiture, visto il particolare gusto italiano, diverso dalla relativa spartanità delle finiture inglesi.

La 950 spider, mantenendo le prestazioni della Sprite, offriva uno stile con un gusto italiano, finiture migliori (a partire dalla capote a doppio strato) e uno stile profondamente diverso da quello della sorella inglese, evidentemente influenzato dallo stile americano, come spesso accadeva ad inizio anni ’60 in molta produzione europea, come evidenzia la coda con un accenno di pinna che si estende fino alle luci posteriori.

La concorrenza Fiat e la fine, senza eredi

La 950 si poneva in diretta concorrenza con la Fiat 850 spider a cui pagava lo scotto del minor blasone storico del marchio, pur proponendo contenuti di egual se non miglior caratura. La sua evoluzione, prima con il rinnovato chassis della Sprite MKII e poi con l’aumento della cilindrata a 1100 (con cambio di denominazione) non risollevarono le vendite di una vettura che finì la sua vita produttiva dopo 9 anni e un numero ridotto di vetture prodotte.

Innocenti non creò più un proprio modello almeno fino all’acquisizione del settore auto da parte della British Leyland (1974) e seguente cessione alla De Tomaso (1974). Ma questa è un’altra storia.

<b>La festa dell’auto classica: Auto e Moto d’Epoca Padova</b>

La festa dell’auto classica: Auto e Moto d’Epoca Padova

Sorprendersi. Ebbene si, ci si può ancora sorprendere ad un evento di auto d’epoca. E’ probabilmente questo l’aspetto che più affascina di Auto e Moto d’Epoca a Padova, un luogo dove è ancora possibile rimanere interdetti, spiazzati dalle vetture in mostra.

Crescita costante

Lancia Delta Integrale HF - Safari Rally '88
Lancia Delta Integrale HF – Safari Rally ’88

Sono ben 120.000 i visitatori di quest’anno, una crescita costante di interesse e pubblico, in particolar modo per le giornate di giovedi’ e venerdi’.
Non è un caso che, nonostante il costo piuttosto salato del biglietto (ben 45 euro per l’anteprima di giovedi’) il pubblico non si sia fatto scoraggiare. Per esperienza diretta, il fenomeno #amde attrae così tanto pubblico da rendere un po’ caotica la visita nel weekend (siamo stati presenti anche sabato ed è stato complicato realizzare alcuni scatti delle vetture).
E se da un lato chi voleva fare un “affare” in fiera si è sicuramente mosso per tempo, le presenze del fine settimana hanno testimoniato l’estremo amore del pubblico italiano ed estero (presente in maniera massiccia quest’anno) per il mondo delle auto classiche.

L’asta di Bonhams: un successo calibrato sull’Italia

Ferrari 250 GT 1960 Bonhams Auction - Padua
Ferrari 250 GT 1960

Particolare soddisfazione per l’asta di Bonhams con un gran numero di lotti venduti.
Motivo del successo è stata sicuramente l’offerta proposta, direi calibrata sul mercato italiano, con molte vetture interessanti a cifre “abbordabili” e alcune chicche di grande interesse.
E se la spettacolare Jaguar XK140SE appartenuta ad Anita Ekberg non ha trovato un compratore deciso ad arrivare alla cifra di riserva, successo invece per la vendita dell’elegantissima Ferrari 250 GT Seconda serie (1960), che ha trovato un facoltoso compratore disposto a sborsare oltre 500.000 per accaparrarsi l’opera d’arte di Maranello.

Club e case ufficiali: auto bellissime e approfondimenti

Lancia Stratos Alitalia
Lancia Stratos

La presenza, sempre più massiccia delle divisioni heritage delle case ufficiali ha permesso l’esposizione di pezzi rari e unici, che hanno dato occasione di ammirare vetture inconsuete e preziose.
Un particolare grazie al club ACI Storico e alla mostra “The Rally Experience”. Vedere, una accanto all’altra un tal numero di icone del mondo rallistico degli anni 70-80-90 non capita tutti i giorni ed ha evocato, specialmente in chi vi scrive, ricordi e sensazioni di un tempo passato che rappresenta un periodo storico nella storia motoristica del nostro paese.

Il mercato dei privati

Siata Daina 140 S - 1952
Siata Daina 140 S – 1952

Croce e delizia. Croce per la famosa querelle dei prezzi, che in molti giudicano troppo alti (ricordiamoci però che si tratta di incontro di domanda e offerta) nonostante la massiccia presenza di cartelli “SOLD” appiccicati anche su vetture non proprio “economiche”, delizia per il fatto che quella di Padova è la vetrina ideale per la vendita.

E qui ritorniamo al sorprendersi: trovare una Fiat-Abarth Zagato Sestriere, una delle 25 prodotte, non è cosa da tutti i giorni. Come non innamorarsi poi della Siata Daina 140 S Coupé Bertone in livrea bianco nera presentata da Hoedlmayr, a nostro parere una delle vetture più belle di tutta la manifestazione.  O rimanere interdetti davanti alla “pecora nera” Edsel, presentata da un commerciante nella sezione esterna.

Per descrivere la sensazione, potrei citare la prima visita a Roma, la città eterna. Girando l’angolo non sai quale sorpresa ti attenderà.

2019? La wishlist

Conferenza ASI - Aston Martin DB4
Conferenza ASI – Aston Martin DB4

Concluso il 2018, cosa chiedere per il 2019? Migliorarsi è d’obbligo per un evento che vuole crescere. L’aumento degli espositori (anche privati) è sicuramente un trend da perseguire, ma considererei anche l’aumento degli eventi e delle conferenze. Abbiamo assistito (e pubblicheremo a breve) la conferenza sui 60 anni della Aston Martin DB4  con protagonisti Massimo Meli e Giovanni Bianchi Anderloni, che da sola valeva il prezzo del biglietto. Se da una parte tutti vogliamo più auto, questi approfondimenti rappresentano il valore aggiunto emozionale di una festa che si è rinnovata anche quest’anno.

E per chiudere l’articolo, la nostra, personalissima fotogallery. Oltre 600 scatti, e ne avremmo voluti fare ancora di più , se un maledetto treno non ci avesse riportato a casa. All’anno prossimo, Padova.

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<b>Anteprima Auto e Moto d’Epoca Padova 2018</b>

Anteprima Auto e Moto d’Epoca Padova 2018

E’ settimana di Auto e Moto d’Epoca a Padova. Ciclo Otto sarà presente in Fiera sabato 27 ottobre con Federico a girare per gli stand alla ricerca delle auto più interessanti.

Vediamo, dai programmi della 4 giorni padovana (25-28 ottobre), gli appuntamenti più interessanti

Le case ufficiali e le auto esposte

Lancia Delta Integrale Safari 1988
Lancia Delta Integrale Safari ’88

Sempre più nutrito il numero di case ufficiali ad esporre i propri pezzi pregiati alla kermesse di Padova. FCA Heritage, presente in forze esporrà tra le altre una pregiata Fiat S61 Gran Prix del 1908 e per gli appassionati di rally, la Lancia Delta HF Integrale Safari di Miki Biasion, vincitrice al Safari Rally 1988. Infine, una chicca per intenditori, la Maserati 420/M/58, soprannominata Eldorado, vettura del Tridente anno 1958, che deve la sua fama alla sponsorizzazione dei gelati Eldorado, uno dei primi esempi europei di sponsorizzazione diretta di un’auto da corsa da parte di un brand non automobilistico.

Porsche, che continua i festeggiamenti dei 70 anni del marchio, presenterà una Porsche 911 SC/RS, versione rarissima della RS, protagonista anche al Safari Rally

Per gli appassionati di rally, da non perdere lo stand Aci storico che esporrà una ricca selezione di auto 80/90 comprese Delta S4 e Audi Quattro

Asta di Bonhams

Ferrari 250 GT IIa Serie 1960 - Bonhams
Ferrari 250 GT IIa Serie 1960 – Bonhams

Sabato 27, a partire dalle 14.30, si rinnova l’appuntamento con Bonhams. che organizza l’asta di auto d’epoca. La selezione di vetture è visibile dal sito Bonhams, ed è, direi, calibrata sul contesto italiano. Molte vetture interessanti sui 60 lotti all’incanto con ben 44 vetture con quotazioni inferiori ai 100.000 euro, con offerte che vanno dalla Fiat 500 L 1969 con stima di 10.000 euro, ad una splendida Ferrari 250 GT seconda serie 1960 , stimata ad oltre 600.000 euro

Conferenze ASI

Lato conferenze, segnaliamo con piacere, nello stand ASI, l’appuntamento di sabato 27 ottobre ore 11.30 con Massimo Meli e Giovanni Bianchi Anderloni che discorrannno di Aston Martin DB4, a 60 anni dalla presentazione.

I compleanni eccellenti

Porsche 911
Porsche 911

Come già successo in tutti i saloni dell’anno, partendo da Automotoretrò e Modena Motor Gallery, grande spazio al ricco elenco di compleanni eccellenti del 2018, partendo da Citroen, con i 70 anni della 2CV (verrà esposto uno dei primi modelli anni ’50) e Mehari, la spiaggina con carrozzeria di plastica che festeggia 50 anni.

Sempre per la Francia, Peugeot festeggia i 50 anni di una creatura Pinin Farina, l’ iconica 504.

Già accennato, ma quasi scontato, il riferimento a Porsche, per i 70 anni del marchio, uno degli eventi motoristici più celebrati del 2018

 

 

<b>Strade Bianche Vino Rosso 2018</b>

Strade Bianche Vino Rosso 2018

Devo dire la verità. In questi giorni l’attenzione di Ciclo Otto è tutta per Auto e Moto d’Epoca a Padova, evento del weekend 22-25 ottobre che ci vedrà impegnati in fiera. Quando mi hanno detto di Strade bianche, Vino rosso, ho pensato:”perché’ no?”. Non conoscevo la manifestazione (mea culpa) ed il primo pensiero è stato: ottimo, provo un po’ di attrezzatura! E invece….

Quando meno te l’aspetti

Cisitalia 202 Berlinetta
Cisitalia 202 SC – 1947

Il fatto che l’organizzazione fosse della Scuderia Biondetti mi faceva pensare che le cose fossero un po’ diverse da come le immaginavo. Ed infatti all’arrivo alla Pieve di San Donato in Poggio (splendida) un angusto parcheggio ho trovato la storia dell’automobile in sosta negli stalli a ridosso di un gruppetto di case. Qualche secondo per mettere a fuoco la prima vettura parcheggiata: una meravigliosa Cisitalia 202 Coupé color argento.

E da li in avanti un tripudio di arrivi, tra Fiat 8V, Lancia Aprilia Cabriolet (splendida in livrea bicolore), la stupenda Fiat 1500 Stanguellini (già vista sulle nostre strade con la sua linea mozzafiato), BMW 328, in un clima da famiglia in gita, che in fondo faceva dimenticare il fatto che si parlasse di vetture dal valore (in alcuni casi) milionario.

I tesori dietro l’angolo

Lancia Aprilia Cabriolet 1938
Lancia Aprilia Cabriolet – 1938

Il tutto condito da uno splendido sole che ha baciato la partenza del concorso d’eleganza dinamico, giunto alla terza edizione e che sicuramente, per la qualità delle vetture meriterebbe un’eco maggiore rispetto a quello avuta.

Per quanto mi riguarda, da fiorentino appassionato di auto storiche, manifestare ignoranza per un evento del genere è un mea culpa necessario. Ma il mondo dell’auto classica è così. Il “tesoro” è spesso dietro l’angolo ed è assolutamente affascinante trovarselo davanti all’improvviso.

Vincitori

Premesso che è sempre difficile decretare il “vincitore” in eventi come questo, Best in show dell’evento è stata la Lancia Aprilia Convertibile 1938 di Oscar Zari, premiata anche come auto più elegante. Premi anche per la Cisitalia 202 SC (auto più sportiva) e per la bella Giulietta TI premiata, a ragione, come auto più desiderata.

 

 

Qui la fotogallery dell’evento

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