<b>Mercedes 190 (W201)</b>

Mercedes 190 (W201)

Sfida: Invito formale a battersi in un duello o a misurarsi in una qualsiasi competizione.

La sfida del “segmento inferiore” è per ogni casa automobilistica di lusso, un coltello a doppia lama. Scontenta immediatamente i puristi del marchio abbassando il blasone, e rischia spesso di essere un flop, deludendo sia chi si aspetta una macchina di lusso (che potrebbe essere meno curata) e chi pensa, a fronte di una spesa sopra la media, di accaparrarsi comunque una macchina di classe superiore (rimamendo scottato dal confronto con le cugine più costose).

Il progetto 190

Negli anni 70, da più parti si chiedeva a Mercedes un mezzo dai costi più accessibili. Con molta prudenza era stata realizzata qualche maquette, mantenendo il tutto in gran segreto. La casa attendeva dal mercato qualche segnale, soprattutto guardando con interesse i cugini di BMW. In effetti, in quegli anni la casa dell’elica aveva sfornato la serie 02 che andava ad occupare un segmento di mercato appena inferiore a quello delle Mercedes classe E e rappresentava un esempio chiaro di auto di blasone resa accessibile, pur mantenendo identità del marchio. La successiva introduzione della BMW serie 3, diede la spinta definitiva all’ok per il progetto

Mercedes 190 - 1984
Mercedes 190 – 1983
Immagine di Thomas’s Pics

E’ il dicembre 1982 quando viene presentata la nuova Mercedes 190. La linea rappresentava l’ideale continuazione dell’estetica della classe S (W126) disegnata dallo stesso designer (Bruno Sacco) e riscosse subito pareri favorevoli. Figlia degli anni della crisi petrolifera, come la W126 era particolarmente affinata dal punto di vista aerodinamico.

Prima autovettura di serie, introduceva un’innovazione che sarebbe divenuta uno standard per le auto di alta gamma nei decenni a venire: il retrotreno a ruote indipendenti con sistema multilink. Il sistema consiste nell’ancorare il gruppo ruota alla scocca con un sistema costituito da 5 braccetti. Il risultato è una miglior stabilità della vettura in curva e come effetto collaterale, la possibilità di utilizzare molle e ammortizzatori meno rigidi migliorando il confort. Un’innovazione che verrà utilizzata a piene mani da tutti i costruttori, che rappresenta ancora oggi lo stato dell’arte nella costruzione del reparto sospensioni.

La macchina piaceva e fortunatamente per Mercedes, non si verificò l’effetto “figlia minore”. La macchina si era creata una vita propria e non si referenziava con le sorelle maggiori. Questo probabilmente grazie alla linea ,così diversa dalla sorella maggiore in commercio al tempo (W123), linea che sarà la base di sviluppo per tutte le Mercedes berlina degli anni 80. Presentata inizialmente con sole 2 versioni a benzina (190 e 190E, rispettivamente a carburatori 90CV e iniezione 122CV), nel tempo è stata arricchita dalle versioni diesel (fino a 2.500cc Turbo 122CV) e dalle versioni sportive 2.300-2.500cc con testata a 16 valvole impiegate anche nel campionato turismo DTM.

Mercedes 190E - 2.3 16V - 1985 Immagine di Niels de Wlt
Mercedes 190E – 2.3 16V – 1985
Immagine di Niels de Wlt

Rimaneva qualche incongruenza, dettata dal suo ruolo di base di gamma. La dotazione accessori era minimale. Cambio a quattro marce, niente contagiri, alzacristalli manuali, niente clima e niente servosterzo. Il prezzo di acquisto che poteva essere considerato alto ma abbordabile, doveva essere integrato con una serie di optional che facevano decisamente lievitare il prezzo.

Vita sportiva

Piccola curiosità riguarda la vita sportiva della 190. All’inaugurazione del rinnovato circuito del Nurburgring il 12 maggio 1984, venne creata una gara spettacolo con piloti di formula 1 che si battagliarono con le Mercedes 190E 2.3 16V.  Vetture uguali per tutti. Tra tutti i piloti presenti (James Hunt, Jacques Laffite, Niki Lauda, Carlos Reutemann, Keke Rosberg, Alain Prost) a vincere la gara fu un allora sconosciuto pilota brasiliano al primo anno di formula uno: Ayrton Senna.

La 190 oggi

La vettura, vista con gli occhi di oggi, è ancora attuale e soprattutto dotata di un’affidabilità universalmente accertata. Il milione e 800.000 esemplari venduti è la testimonianza di un progetto ragionato e studiato, realizzato nel momento giusto. Mercedes in questo casa è stata brava ad attendere il momento giusto.

La produzione della 190 è durata fino al 1993 con un solo restyling nel 1988, che comunque non alterò mai la linea originale creata da Sacco.


Dati:
Modello: Mercedes 190
Periodo di produzione: 1983-1993
Motore: 4 cilindri / 5 cilindri diesel – da 1.8 a 2.6 litri
Potenza: Da 72CV a 235CV
Unità prodotte: 1.800.000
Valore stimato: 1.000 – 3000 € – 190E 2.5 16v Evoluzione II: 25.000 € (da Ruoteclassiche)

Fonti:

Wikipedia
Nurburgring.de
Ruoteclassiche