<b>Le chicche della Modena Motor Gallery 2018</b>

Le chicche della Modena Motor Gallery 2018

Distinguersi

In un panorama di eventi compresso, con manifestazioni storiche praticamente settimanali (se non sovrapposte), la Modena Motor Gallery, arrivata alla sesta edizione, cerca di distinguersi per la proposta di tematiche ed eventi, riuscendo a sorprendere per la qualità degli eventi.

Tributo Abarth e Ferrari

Auto Avio Costruzioni 815
Auto Avio Costruzioni 815 – La “prima” Ferrari

Cuore dell’esposizione di quest’anno la retrospettiva su Karl Abarth con una selezione di bellissime vetture sia stradali che racing, con la chicca della Fiat-Abarth 750 Spider Allemano a fare da apripista a un’esposizione di capolavori eccezionale compresa la splendida barchetta firmata da Arturo Merzario.

Accanto all’esposizione Abarth, l’interessante sala dedicata ad Enzo Ferrari, con video proiezione di filmati inediti e testimonianze su Enzo Ferrari. E come ciliegina sulla torta, al centro della sala, si sono alternate nei due giorni di esposizione due pezzi unici: la Ferrari 195/212 Inter Vignale della collezione  Camellini e la splendida Auto Avio Costruzioni 815, prima vettura costruita da Ferrari (che al tempo non poteva dare alle proprie vetture il suo nome per l’embargo impostogli all’uscita dalla scuderia Alfa Romeo).

Non sono inoltre mancati incontri e approfondimenti su vari temi del motorismo, apprezzati dal pubblico più tecnico e in cerca di approfondimenti tematici.

Le chicche: i privati e il raduno A112

Altre chicche sono venute dalle esposizioni di club, privati e commercianti. Per rimanere in tema, in  vendita (oltre 150.000 euro) una Fiat-Abarth 750 Record Monza Zagato, e un’interessante Citroen Dyane 6 4×4 con 2 motori. In esposizione, tra le altre, la splendida Lamborghini Countach LP 400 “Periscopica” viola, protagonista su Ruoteclassiche di Marzo 2018, accreditata come una delle due prodotte da Lamborghini in questo colore.

Fiat-Abarth Zagato 750 Record Monza
Fiat-Abarth Zagato 750 Record Monza

A chiusura dell’evento, nel pomeriggio di domenica, l’arrivo del raduno Autobianchi con una moltitudine di A112 a dividersi il parco esterno della fiera di Modena.

In conclusione, confrontando gli eventi simili incontrati nel corso dell’anno, la Modena Motor Gallery si è ritagliata un suo spazio e dimensione, dandoci, come Ciclo Otto, la voglia di tornare per la prossima edizione.

 

 

<b>GP Nuvolari 2018. In 300 sulle strade di Tazio</b>

GP Nuvolari 2018. In 300 sulle strade di Tazio

Prospettive diverse

Fiat 508C "Nuova Balilla 1100"
Fiat 508C “Nuova Balilla 1100”

Per la “seconda” volta di Ciclo Otto sulle strade del GP Nuvolari abbiamo deciso di spostarci da piazza del Campo in Siena. La splendida piazza senese è un richiamo fortissimo per questa gara, ma l’esperienza dello scorso anno, con un numero notevolissimo di persone, non ci aveva fatto assaporare appieno la bellezza delle vetture.

Il percorso anche per quest’anno faceva tappa in Piazza Grande ad Arezzo, con una simpatica sosta ristoro a base di vin santo e biscotti prima del controllo a timbro al termine della piazza.

La scelta è stata particolarmente felice. Complice la splendida giornata di sole e il nutrito (ma non eccessivo) pubblico, il passaggio si è tramutato in una festa dei motori, con le vetture ad attraversare la piazza tra sorrisi dei gentlemen drivers ed entusiasmo degli ammiratori. Il calore è stata una costante per i drivers di vetture chiuse, in un settembre davvero torrido, con gli equipaggi spesso costretti a ventagli di fortuna con i documenti di gara.

Splendide vetture e vip alla guida

Miki Biasion sulla Alfa Romeo 1900 CSS
Miki Biasion sulla Alfa Romeo 1900 CSS

Elencare le auto presenti sarebbe un banale esercizio, vista la quantità e la qualità del parco partenti. Ci piace sottolineare l’importante presenza di vetture Lancia, con Aprilia, Aurelia, Appia (anche in versioni Zagato) a sottolineare il fortissimo legame tra piloti e appassionati e questo marchio che sta passando un periodo decisamente travagliato, e la presenza di alcuni vip drivers di caratura, tra cui il grande Miki Biasion, al volante di una splendida Alfa Romeo 1900 CSS, che si è addirittura fermato in piazza ad Arezzo, scendendo dall’auto per scattare una foto con i fans.

Per tutto una bella carrellata della giornata e delle auto, ecco il nostro servizio, dal neonato canale youtube Ciclo Otto a cui vi consigliamo di mettere un like.

 

<b>Stefano Ricci Heritage Trophy</b>

Stefano Ricci Heritage Trophy

Sabato 8 e domenica 9 settembre Firenze ospiterà lo Stefano Ricci Heritage Trophy

Palazzo Pitti e la magia delle auto storiche

Stefano Ricci Heritage Trophy
Stefano Ricci Heritage Trophy

Con il patrocinio della casa di moda Stefano Ricci, Firenze e palazzo Pitti tornano ad ospitare un concorso d’eleganza. Dopo le due edizioni del “Alla Corte dei Medici”, quest’anno grazie alla collaborazione della maison fiorentina, l’evento si arricchisce  con una nuova formula.

Verranno esposte 40 vetture distinte in due categorie: Eleganza, con vetture del calibro di Lancia Astura, Talbot-Lago, Alfa 6C Villa d’Este e Lamborghini Miura e categoria Sport con vetture che hanno parteciapto alle Mille Miglia agonistiche. Tra queste Ferrari 250 MM, 166MM e 500 Mondial Spider e Fiat 8V.

Tra le categorie verranno decretate le due “Best of” che verranno premiate nell’annuale evento benefico Celebrity Fight Night promosso dalla fondazione Andrea Bocelli e da Mohamed Alì Parkinson Center.

 

 

<b>Rheila Golf: quando la GTI corre davvero</b>

Rheila Golf: quando la GTI corre davvero

Una caramella, una rana verde e un bolide che sfreccia per le strade tedesche. La curiosa storia della Golf Rheila.

Il rospo in gola?

VW Golf GTI 16VS Rheila Replica
VW Golf GTI 16v S Rheila Replica

Per il campionato tedesco rally 1981, l’ex presidente di Volkswagen Motorsport Klaus Peter Rosorius decide di schierare alcune Volkwagen Golf GTI nel campionato nazionale rally per esaltare le qualità meccaniche e tecniche della sportiva di Wolfsburg. Una delle vetture viene affidata alla coppia Alfons Stock e Paul Schmuck, due giovani piloti, che si presentano alla partenza della stagione come una scommessa nella scommessa.

Concluso il primo rally con un buon terzo posto, Rosorius riesce a trovare un nuovo main sponsor per i piloti: è Rheila, casa produttrice di liquirizie e caramelle per la tosse. Ispirati dal nuovo sponsor, la vettura di Stock e Schmuck viene colorata con i colori Rheila: un verde brillantissimo. Sulle fiancate lo slogan dell’azienda: “Gegen Frosch im Hals”. In tedesco sarebbe “contro la rana in gola”, traducibile con il nostro “contro il pizzicorino in gola” o “contro il rospo in gola”.

Nasce così la storia del bolide verde, la vincente rana tedesca.

 

I successi della rana verde

La VW Golf Rheila 

VW Golf GTI 16v S Replica Rheila
VW Golf GTI 16v S Rheila Replica

La storia sportiva del bolide verde nasce e muore nel corso del magico 1981 in cui la rana, pur non vincendo nessuna delle gare in calendario, ottiene costantemente ottimi piazzamenti. In un campionato combattutissimo, in cui correva anche il grande Walter Röhrl su Porsche 924 GTS (sarà campione del mondo l’anno successivo con l’Opel Ascona) Stock e Schmuck riescono a conquistare la vittoria finale. E’ la consacrazione, in terra tedesca della Volkswagen Golf GTI.

L’anno seguente, la Rheila non riuscirà a bissare il successo, battuta dall’arrivo della nuova regina Audi Quattro.

L’impresa della Golf Rheila e lo slogan della rana verde rimarranno comunque impressi nella memoria collettiva tedesca e hanno rappresentato, fino all’avvento delle Polo WRC l’apice della carriera rallistica della casa di Wolfsburg (Dakar a parte). Le immagini di questo articolo ritraggono la splendida replica realizzata da Romei Sport Team Historic per la partecipazione ai rally storici del campionato europeo.  Vettura in configurazione 16 valvole, riprende fedelmente lo spirito della “Rana” 1981.

 

<b>Asta RM Sotheby’s Monterey 2018 – L’asta dei record?</b>

Asta RM Sotheby’s Monterey 2018 – L’asta dei record?

In concomitanza con il Concorso d’eleganza di Pebble Beach, lasta di RM Sotheby’s di quest’anno rischia di oscurare decisamente l’evento. Difficilmente dalla nascita di Ciclo Otto è capitato di vedere un’asta così ricca di pezzi pregiati da mettere in difficoltà la nostra classica selezione di lotti preferiti. L’asta del 24-25 agosto 2018 in California è stata evidenziata su tutte le testate giornalistiche generaliste per il nuovo possibile record per le quotazioni ad un’asta di auto. Oltre alla Ferrari 250 GTO, assoluta protagonista, per gli appassionati, l’incanto californiano mette però in vendita un numero incredibile di pezzi pregiati, tant’è che vale la pena spendere qualche minuto sui lotti evidenziati più che ridurre l’interesse alla regina Rossa da tutti attesa.

Sarà record per la GTO?

Ferrari 250 GTO - #3413
Ferrari 250 GTO – #3413

Forse inutile ripeterlo. I riflettori dell’asta saranno tutti per lei. Lotto 247. Ferrari 250 GTO – telaio 3413.  Come indicato da Sotheby’s “The world’s most important, desirable, and legendary motor car”.

Come dare torto al banditore, per una vettura con stima di oltre 45 milioni di dollari. Questa vettura in particolare, la terza 250 GTO costruita, fa parte del piccolo lotto (4 in tutto) per cui Scaglietti trasformò la carrozzeria in una seconda serie (GTO/64).  Questione ovviamente di gusti (ai giorni d’oggi e a nostro parere la livrea originaria è più iconica). Quello che invece è indiscutibile è il palmares sportivo di questa vettura, vincente 2 volte alla Targa Florio e la bellezza di un’auto che rappresenta un mondo a se stante nel panorama delle auto d’epoca. Sarà interessante vedere lo svolgimento dell’asta (la vettura va all’incanto nella seconda giornata d’asta, il 25.

E il resto? Un tripudio di classiche (e dollari)

Ferrari 250 GT SWB - 2163 GT
Ferrari 250 GT SWB – 2163 GT

Oltre alla regina cos’altro si può “comprare” in California? Con il budget giusto si posso realizzare dei bei sogni.

Sempre Ferrari ad esempio, con una splendida 250 GT SWB Berlinetta Competizione (lotto 251 telaio 2163 GT) che se non fosse per la sorella maggiore sarebbe il top lot di qualunque altra asta modiale. In uno splendido color rosso nella sua meravigliosa carrozzeria alluminio, ha una quotazione da 10 milioni di dollari.

Dalla collezione Bardinon (stavolta i figli paiono essersi messi d’accordo) Ferrari 250 MM Berlinetta Pinin Farina dal 1953 (lotto 151 – telaio 0344MM ) con stima da 7,5 a 9 milioni e per chiudere con Ferrari (all’incanto ci sono anche 288 GTO, F40 e LaFerrari, tanto per non farsi mancare nulla) la 345 America Vignale (lotto 163 – telaio 0327 AL), one-off presentata al salone di Ginevra del 1954. Look curioso, per una ferrari singolare con stima da 3,5 a 5 milioni.

Aston Martin DP 215
Aston Martin DP 215

Uscendo dall’universo del Cavallino c’è da leccarsi i baffi. Prima tra tutte, da segnalare una splendida one-off, creata specificatamente per la 24 ore di Le Mans. Aston Martin DP215 GT Prototipo Competizione (lotto 141 – telaio DP215), arma creata da Aston Martin per la gara del 1963. Nonostante le prestazioni, in Belgio ottenne solo un ritiro, ma viene considerata una delle pietre miliare della storia sportiva Aston Martin. La quotazione è in linea con il ligniaggio: 18-22 milioni di dollari!!!

Spettacolare la Porsche 908 ufficiale (lotto 139 – telaio 908-010). Vettura del 1968 a coda corta, in livrea bianco / gialla, fa parte delle 31 unità prodotte ed ha partecipato come vettura ufficiale della casa alla 1000Km di SPA del 1968. Stimata 2,3-2,8 milioni di dollari.

Ford GT40 MkII
Ford GT40 MkII

Visto che siamo negli States, viene proposta una splendida Ford GT40 Mark II (lotto 124 – telaio P/1016) premio del pubblico a Pebble Beach 2016. Colorazione splendida in oro e rosso, questa vettura è la terza arrivata nella storia tripletta di Le Mans 1966 in cui le 3 GT 40 sconfissero le Ferrari posizionandosi alle prime 3 posizioni della classica. Evento storico che porta questa vettura a una clamorosa quotazione di 9-12 milioni di dollari!!!

Lamborghini Miura SV
Lamborghini Miura SV

Per chiudere la nostra carrellata, una splendida Lamborghini Miura P400 SV (lotto 134 – telaio 4920). Colore rosso, ha in dotazione il sistema di aria condizionata Borletti, un accessorio al tempo molto costoso e che equipaggia solo 30 delle Miura prodotte. Dotata di curiosi paraurti cromati (addirittura aftermarket, anche se del periodo d’acquisto) viene stimata 2,2-2,4 milioni

 

 

 

 

 

<b>Mille Miglia Low Cost</b>

Mille Miglia Low Cost

La Mille Miglia è la corsa storica per eccellenza e una delle rievocazioni di gare automobilistiche con regolamento di partecipazione più rigido, contemplando vetture prodotte dal 1927 al 1957, data dell’ultima edizione. Nella selezione viene inoltre preso in particolare considerazione oltre alla conformità dell’auto il palmares storico/sportivo e non ultimo, l’aver partecipato alla corsa della “Freccia Rossa” nelle sue edizioni storiche.

Budget milionario? Non necessariamente

Fiat 1100 E (1952) - Mille Miglia
Fiat 1100 E (1952) – Mille Miglia

Inaccessibile quindi senza avere un budget milionario? Teoricamente no. Partendo da un costo di iscrizione pari a 8.000 euro + iva (edizione 2018) e la possibilità di noleggiare una vettura storica dai vari noleggiatori/collezionisti (a cifre chiaramente adeguate alla vettura richiesta) è comunque possibile partecipare alla “corsa più bella del mondo” con l’acquisto di vetture molto più alla portata dell’appassionato medio rispetto alle varie Mercedes, Ferrari e Aston Martin spesso immortalate nel percorso tra Brescia e Roma.

Quindi, supponendo di voler correre la MM, avere budget ridotto e patentino CSAI (requisito necessario alla partecipazione) vediamo quali sono le possibili vetture low-cost eleggibili, considerando che comunque il numero di richieste di iscrizione alla corsa è enorme rispetto al numero di equipaggi ammessi e che quindi non è semplice accedere pur avendone tutti i requisiti.

Piccole Fiat alla riscossa

Fiat 500 C Topolino alla Mille Miglia 2017
Fiat 500 C Topolino – Mille Miglia 2017

Paese ospitante e casa della Mille Miglia, l’Italia e  le sue auto sono la scelta naturale per la gara. Il quantità di vetture eleggibili è particolarmente alta visto che molte hanno partecipato alle edizioni storiche e per questo hanno maggiori possibilità di ammissione.

Sono eleggibili Mille Miglia una serie di vetture insospettabili, tra cui le Fiat Topolino (A, B, C), ma anche delle modeste Fiat 600 prima serie, che possono essere comunque una buona scelta.

Sempre per Fiat, altra ottima opportunità è rappresentata dalle Fiat 1100E e dalle successive 1100/103 che con quotazioni nell’ordine dei 15.000 euro permettono di poter aspirare alla partecipazione.

Rimanendo in Italia, un’ulteriore opportunità è rappresentata da Lancia. Le Ardea possono essere una buona scelta, dato che mantengono quotazioni non esorbitanti, da preferirsi alle sorelle maggiori Aprilia, più costose e probabilmente più datate.

Fuori dall’Italia: Mercedes, Saab, Rover e tanta Francia

Simca Aronde (1953) - Mille Miglia
Simca Aronde (1953) – Mille Miglia

Non solo italiane low-cost. Molto si può fare con vetture estere. Consigliabili in questo senso, anche per affidabilità, possono essere le Mercedes anni ’50, in particolare le vetture con carrozzeria Ponton 180 e 220, che hanno costi abbordabili e sono considerate affidabili.

Spostandoci in Francia, buone opportunità vengono dalla Renault 4CV, una delle possibili partecipanti dal costo minore insieme alle Simca Aronde. Volendo puntare più in alto è possibile optare per le prime serie della Citroen DS. Una DS 19 eleggibile può essere trovata con un po’ di fortuna ad un prezzo inferiore ai 30.000 euro.

Spostandoci più lontano le Saab 92/93 con quotazioni nell’ordine dei 15.000 euro possono rappresentare una buona scelta a basso budget, come le Rover P4 acquistabili a cifre similari e forse preferibili per affidabilità.

Le possibilità di partecipare alla “Freccia Rossa” in versione low cost non mancano. Senza dimenticare che queste vecchie signore hanno spesso bisogno di cure sul percorso e un mettere un po’ di assistenza in conto è altamente auspicabile…..

 

<b>Volvo 164. Quando Volvo non era ancora Volvo</b>

Volvo 164. Quando Volvo non era ancora Volvo

Un processo ambito da tante case: diventare un marchio Premium. Per Volvo, il primo tentativo di alzare l’asticella con la 164 non è stato premiato dal successo.

Lotta a 6 cilindri

Volvo 164 TE
Volvo 164 TE – Arezzo Classic Motors 2018

Fine anni ’60. Volvo ha a listino la lineup della serie 100 (142-144-145, rispettivamente 2 porte, 4 porte e station wagon) che stanno riscuotendo un discreto successo. Auto robuste, costruite sul pianale allungato della precedente 120/Amazon, con uno stile definito e squadrato. Vetture a loro modo semplici, con uno schema classico trazione posteriore e assale posteriore rigido.

La casa svedese decide di muovere i primi passi verso il segmento di mercato più alto, dominato dalle proposte di Mercedes e Jaguar. Per farlo Volvo prosegue nella sua politica di evoluzionistica proponendo la sua nuova ammiraglia, la 164.

Punto di partenza la sorella minore 144 di cui riprenderà gran parte della meccanica. Imprescindibile per affrontare i concorrenti, la creazione di un motore importante. Siglato B30, rappresentava l’evoluzione dell’omologo 4 cilindri della 144 (siglato B20). 6 cilindri in linea, 3 litri di cilindrata e 140cv.

Il pianale ricevette un allungamento di passo di 10 cm (necessari per far spazio all’ingombrante nuovo motore), il frontale ridisegnato rispetto alla serie 140 con una grossa griglia frontale (ristretta per il model year 1972) mentre la coda rimase sempre identica alle evoluzioni della sorella minore.

Troppo 144 per essere “premium”

Volvo 164 TE
Volvo 164 TE – Vista Posteriore

Presentata nel 1968, il pubblico gli riservò un’accoglienza tiepida. Troppo simile alla 144 per convincere clienti che vedevano Mercedes e Jaguar come alternative. La 164 presentava interni in pelle di serie e poteva essere equipaggiata con aria condizionata e tetto apribile panoramico. Incredibilmente per una vettura di tale rango, nelle prime versioni lo sterzo non aveva la servo-assistenza di serie, il che rendeva le manovre a bassa velocità, vista l’imponenza del 6 cilindri, un vero problema.

Il motore venne aggiornato nel 1972 ricevendo l’iniezione elettronica in sostituzione degli originari carburatori con un deciso aumento di potenza, che raggiunse i 170cv. Queste vetture presero la denominazione 164 E e si distinguono anche per la nuova coda con i fari orizzontali (anche in questo caso mutuata dalle 144 model year 1973). Nonostante le migliorie e modifiche, le vendite del modello risultarono ancora basse.

Uscita di scena

Volvo 165
Rara Volvo 165 in un raduno Volvo (da Wikipedia)
La produzione terminò nel 1975, quando il modello venne sostituito dalla più fortunata 260. Coerente con l’idea premium, la decisione di non produrre la versione 2 porte (162) e la versione station (165), che esiste in alcuni esemplari prototipo (e alcuni autocostruiti da carrozzieri, vista la meccanica simile alle 145) e in una particolare versione a passo lungo che venne studiata come vettura per il trasporto negli aeroporti. In fine carriera (1974) venne proposta la 164 TE, versione super-equipaggiata della 164 E dotata di aria condizionata, poggiatesta posteriori e luci di cortesia interne. Quest’ultima versione venne proposta solo in Germania, Svezia e Inghilterra.

La produzione totale conta 153189. Considerando che le contemporanee Mercedes W108/109 (prodotte in un grandissimo numero di allestimenti) hanno totalizzato ben oltre le 300.000 consegne, le sue vendite sono comparabili solo con la Jaguar XJ6 con cui poteva competere solo con il motore base gamma da 2,8 litri (con prezzo comparabile al lancio) ma non con il blasone e l’eleganza del marchio.

Volvo impiegherà ancora qualche anno ad affiancare le doti di sicurezza e robustezza innate delle sue vetture all’esclusività e stile che oggi le sono giustamente riconosciute.

<b>The Elegance of Speed – Mostra fotografica a Firenze</b>

The Elegance of Speed – Mostra fotografica a Firenze

The Elegance of Speed è la mostra fotografica dello storico Archivio Locchi di Firenze che vuole celebrare la velocità e le prime gare automobilistiche svolte in Toscana, agli albori delle corse su strada.

90 scatti in tre sezioni dedicate

La mostra, dall’11 giugno al 16 settembre, si compone di 3 sezioni distinte: la prima dedicata espressamente alle competizioni toscane, territorio privilegiato che ancora oggi affascina per percorsi e paesaggi, tra cui il Circuito del Mugello, la Coppa della Consuma, il Circuito delle Cascine e la Firenze-Fiesole, gare che vengono riproposte in questi anni come rievocazioni storiche per la gioia di tutti gli appassionati.

La seconda sezione si concentra sulle monografie dei piloti, con in primo piano caschi e tute, le armature dei piloti. In primo piano il “Nivola” Tazio Nuvolari, ma anche Marzotto e Trossi.

La terza sezione, si concentra sulle carrozzerie e sulle linee del tempo, con le rare immagini del primo Concorso d’Eleganza al Giardino di Boboli datato 1948, evidenziando ancora una volta come  l’Italia sia la culla dello stile e dell’eleganza non solo nella moda ma in tutto quello che possiamo descrivere come “bellezza”.

Una mostra da non perdere per gli amanti delle auto e della storia

Informazioni

La mostra, diretta da Alessandra Griffo e curata da Alessandro Bruni, Erika Ghilardi e Matteo Parigi Bini è visitabile a Palazzo Pitti-Andito degli Angiolini dal 12 giugno al 16 settembre dal martedì alla domenica 8.15-18.50. Si accede alla mostra con il biglietto di accesso a Palazzo Pitti

<b>#CarSpotting – Weekend 8-10 Giugno 2018</b>

#CarSpotting – Weekend 8-10 Giugno 2018

Questa è una settimana molto calda per le storiche. Ciclo Otto ricorrerà gli eventi nella patria Toscana, senza dimenticare il Salone del Parco Valentino a Torino

Modena Cento Ore

A nostro avviso, l’evento clou della settimana. Con partenza il 6 giugno, l’evento, che raccoglie alcune tra le più importanti vetture storiche mondiali, prevede prove nei principali circuiti italiani (Monza, Mugello, Varano de’ Melegari) e soste in località esclusive.

Approfittando della classica sosta a Firenze, andremo a fotografare le vetture la mattina di sabato 9 giugno.

Tutte le info sul sito ufficiale

La Corsa di Alcide

Altro evento del weekend, con sede di partenza a Poggibonsi nella provincia di Siena. Tante splendide vetture al via in un itinerario toscano davvero suggestivo. Partenza venerdi’ 8 giugno. Suggestivo passaggio per Piazza del Campo a Siena nella serata di sabato

Ulteriori info sul sito della Corsa di Alcide

Salone dell’auto Torino – Parco del Valentino

Il grande evento di Torino, con il suo Salone all’aperto, regala sempre soddisfazioni anche per gli amanti del Vintage con l’iniziativa Car&Vintage nelle date del 9-10 giugno, a cui quest’anno si aggiunge la mostra dei prototipi con una selezione di vetture e design unica nel suo genere.

Informazioni sull’evento un po’ ovunque in rete ma in particolare nel sito dell’evento

Raduno Alfa – Cassia Corse

Per domenica 10 giugno, segnaliamo infine il raduno “Un giorno con il mito” dedicato alle storiche Alfa Romeo.  Organizzato dagli amici di Cassia Corse e giunto alla terza edizione avrà come sede di partenza il centro di San Casciano Val di Pesa (FI) ore 9.30, con un percorso rinnovato e pranzo nella splendida Monteriggioni.

Informazioni qui

 

 

 

 

 

<b>Asta Pandolfini: luci, ombre e conferme</b>

Asta Pandolfini: luci, ombre e conferme

I risultati dell’asta Pandolfini del 29 maggio confermano le tendenze con molti lotti non assegnati nel gran caldo di villa la Massa in Firenze.

BMW a metà: niente Batmobile, venduta la roadster anni ’30

BMW 327/28 - 1938
BMW 327/28 – 1938

Molte delle vetture più attese hanno deluso le aspettative. Nessun compratore per le italiane Lancia Aprilia Cabriolet (1939) (lotto 6 – telaio 39-3750) e per la singolare Fiat 1100 TV Pininfarina (lotto 18 – telaio 168695).

Anche l’unica e principale auto moderna dell’asta, una splendida Alfa Romeo 8C Competizione, non è riuscita ad ottenere un’offerta degna del suo valore e blasone.

Si è invece diviso il destino delle due favolose BMW offerte. Mentre la BatMobile,  BMW E9 3.0 CSL (lotto 21 – telaio 2275484) non ha trovato un compratore, miglior sorte ha avuto la sorella maggiore, la splendida roadster BMW 327/28 1938, (lotto 22 – telaio 74301) assegnata in sala per 200.000 euro.

Questi i principali riscontri visti in sala, in attesa delle comunicazioni ufficiali di Pandolfini, con un discreto numero di appassionati accorsi, ma con pochi reali compratori.