<b>Arezzo Classic Motors 2019 – Nel segno della continuità</b>

Arezzo Classic Motors 2019 – Nel segno della continuità

Come da tradizione, Arezzo Classic Motors apre la stagione dell’auto classica italiana. L’evento aretino, che dedica molto spazio alla ricambistica, ospita due interessanti padiglioni alle auto classiche, con un piccolo spazio esterno dedicato ai commercianti. In questa edizione del 2019 si conferma come un evento interessante con alcune esposizioni tematiche degne di nota.

Vediamo quali sono state le cose più interessanti della fiera toscana

Registro Storico Fiat e i 30 anni della Ritmo

Fiat Ritmo Cabrio 70S
Fiat Ritmo Cabrio 70S

All’ingresso del primo padiglione auto, la gradita accoglienza del Registro Storico Fiat, che presentava, oltre ad un a bellissima Fiat 1500 6C, una splendida selezione di Fiat Ritmo, vettura ceh nel corso del 2018 ha festeggiato i suoi primi 30 anni.

In esposizione 5 vetture,  dalla 65CL base, fino alla 130TC seconda serie, passando per le versioni cabrio e Turbo Diesel.

Un’interessante retrospettiva per una vettura che, seppur dal limitato valore collezionistico, ha un posto nel cuore di tanti automobilisti.

Le “Gemelle diverse”

Fiat Dino Coupé - Spider
Fiat Dino Coupé – Spider

Più interessante la mostra “Gemelle diverse” organizzata dal Club Saracino, che ha presentato un’interessante esposizione di vetture accomunate dalla stessa meccanica, declinata in carrozzerie differenti. Il caso forse più interessante, oltre alla splendida accoppiata di Abarth 1000 affiancate (due estremi, dalla Barchetta agonistica alla coupé Record Monza di Zagato), è stato il confronto fra le Fiat Dino Coupé e Spider, con la prima disegnata da Bertone e la seconda creata dalla mano di Pininfarina.

Sicuramente un’idea e un’esposizione che ha catturato l’interesse del pubblico e che è stata l’evento clou della due giorni di Arezzo

Proposte dei commercianti

Austin Healey 3000
Austin Healey 3000

La sezione dei commercianti ha presentato un discreto numero di vetture, con prezzi medi. Come da tradizione, interessantissima lo stand di Chianucci che ha mostrato un gran numero di vetture Simca, tra cui una bellissima 1200 S Coupé, vettura realizzata da Bertone, offerta a 29.000 euro, una Simca 1301 Break e un gran numero di Simca 1000 in versione Rallye 2 e 3.

Nella sezione esterna della fiera, tra vetture più o meno anonime, spiccava una Austin-Healey 3000 BN7, una mosca bianca nel parcheggio esterno, in vendita a 58.000 euro.

Per chiudere, come sempre, la nostra super gallery di immagini dalla fiera. Al prossimo anno Arezzo

« 1 di 4 »

 

<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso</b>

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso

La mobilità di massa in Italia ha avuto alcune vetture cardine. La Fiat 600 è una di queste. Aveva senso pensare a una versione lusso partendo da un’auto popolare? Per Vignale decisamente si. Nacque così la Rendez-vous.

Se la 600 non basta

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous
Fiat 600 Vignale Rendez-Vous

Prodotta dal 1955 al 1959, sfruttando la base meccanica della Fiat 600, la Rendez-Vous è stata un modello realmente esclusivo. Non ci sono dati certi sul numero di vetture prodotte, si parla di meno di 200 e se ne stimano solo 20 ancora esistenti.

L’estetica delle vetture, disegnata da Michelotti, si ispirava alle stupende Lancia anni ’50 con un’incredibile trasformazione rispetto all’estetica della vettura d’origine. Facile ritrovare nelle linee dell’auto riminiscenze della Lancia Aurelia, sia all’anteriore (con la grande bocca frontale) sia al posteriore con i fanali verticali e la coda che si prolunga sul terzo volume con linea curvilinea.

La vettura poteva essere impreziosita con eleganti cerchi a raggi, mentre per molti esemplari veniva scelta la livrea bicolore in particolare la finitura argento della parte alta della vettura.

Sostanza oltre l’estetica

Rendez-vous - Vista posteriore
Rendez-vous – Vista posteriore

Oltre alla evidente trasformazione estetica, anche sotto al cofano posteriore c’erano sostanziosa novità. Infatti il motore della 600 veniva dotato del kit Abarth con cilindrata maggiorata a 747cc e una potenza superiore ai 40CV che donavano alla vettura un discreto spunto.

L’interno, presente in configurazioni differenti, poteva ospitare, a discrezione del cliente la strumentazione della 600 base (presente in gran parte dei modelli incontrati) o adottare elementi personalizzati. Allo stesso modo era prevista la personalizzazione degli interni. Lo spazio interno disponibile è più da 2+2 che da berlina 4 posti, con la possibilità di ribaltare la seduta posteriore per aumentare la capacità di carico disponibile all’interno del cofano anteriore.

Valori in salita

Dettaglio del posteriore - Rendez-Vous
Dettaglio del posteriore – Rendez-Vous

Ma quanto vale una vettura simile? Se i prezzi di un esemplare da restaurare sono relativamente bassi, si assiste a quotazioni dell’ordine dei 50.000 euro per esemplari già ricondizionati. Non deve sorprendere un valore del genere considerando l’esiguo numero di modelli ancora disponibili e le caratteristiche di esclusività dell’auto.

 

 

<b>Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante</b>

Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante

Con la chiusura di Milano Autoclassica si è concluso l’ultimo salone italiano di rilevanza internazionale dell’auto classica per il 2018. Ecco le nostre impressioni

Accoglienza Porsche

Porsche 550 RS Spyder
Porsche 550 RS Spyder

Quando ad accoglierti ci sono 3 icone Porsche, non si può che sorridere. Le tre vetture d’apertura, scelte dal curatore, hanno rappresentato appieno Porsche e la sua immagine. L’eleganza: Porsche 356 A Carrera GT/GS; Le gare: Porsche 906; La sportività: Porsche 550 RS Spyder.

Tre vetture non comuni a fare da apripista allo stand Porsche che da solo valeva il prezzo del biglietto (peraltro, sempre piuttosto salato, in biglietteria a 25 euro).

Non da meno lo stand di Rossocorsa, forse meno emozionale rispetto all’ingresso Porsche ma con pezzi di gran calibro come la particolare Ferrari 166 S. Peccato che lo spazio dedicato alle 3 punte di diamante fosse un po’ costretto.

 

La prima volta di Aste Cambi

Opel Kadett GT/E Rally - Asta Cambi
Opel Kadett GT/E Rally – Asta Cambi

La prima volta di Aste Cambi ha risentito della natura stessa delle vetture offerte. Le auto, in gran parte ex-racer della collezione di Gianni Giudici, avevano un range di possibili interessati limitato. E’ quindi mancato l’effetto WOW e la possibile lotta tra bidder, vista la particolarità dei lotti.

Ci risultano non assegnati i top lot, ma si rimane in attesa delle comunicazioni ufficiali di Cambi.

In ogni caso, la casa d’aste era al corrente del fatto che sarebbe comunque stata una “cold start”, prima volta di un percorso di cui, quest’asta di Milano è stato solo il primo atto.

 

I live show: il confronto tra ASI e i Car Shows

Stand ASI - Conferenza Jaguar XJ
Stand ASI – Conferenza Jaguar XJ

Curiosa la situazione delle zone conferenze, che definisce anche il possibile diverso target di riferimento dell’evento, soprattutto confrontando Milano con Auto e Moto d’Epoca a Padova. In momenti diversi della giornata abbiamo assistito , presso lo stand ASI ad una interessante conferenza sui 50 anni della Jaguar XJ, e più tardi, nella zona conferenze più grande, allo show di “Perché Comprarla Classic” di Motor1.com.

Perché Comprarla Classic - Andrea Farina
Perché Comprarla Classic – Andrea Farina

Evidente la differenza tra le due proposte ed altrettanto marcata la differenza di pubblico. Persone over 40 ad ASI (in verità non moltissime), ragazzi e giovani (con tanto di selfie e autografi) per lo stand del “perché comprarla”.

Due facce di una stessa proposta, con audience diversa che potrebbe sancire un’importante differenziazione  tra le varie fiere di settore negli anni a venire

Le costanti: i commercianti e i prezzi

Lancia Delta S4 Stradale
Lancia Delta S4 Stradale

Se nei live show, qualcosa di diverso si è visto, per quanto riguarda le vetture esposte dai commercianti, in realtà lo scenario è stato lo stesso delle altre fiere, considerando che gran parte dei player erano esattamente gli stessi.

Anche sul fronte prezzi e vendite, i commenti sono sempre li stessi. Prezzi cari e vendite ridotte.  Come sempre non sono mancate le chicche, come la bella Delta S4 stradale, in vendita a 455.000 euro, la singolare Citroen 2CV 4×4 (in fase di restauro) o la faraonica Ferrari 330 GT Speciale (one-off di Scaglietti).

Premio eccentricità (e prezzo), la Panda 4×4 ex- Gianni Agnelli rivestita da Garage Italia acquistabile a 50.000 euro. Unica considerazione positiva, in media, il maggior spazio a disposizione per le vetture esposte cosa che ha fatto il piacere di spotter e fotografi.

Conclusioni

Milano Autoclassica è la cenerentola dei saloni d’epoca (almeno per numero di edizioni) tra il blasone storico del Lingotto di Automotoretrò a Torino e la megadimensione di Auto e Moto d’Epoca a Padova. Con queste premesse, non sarebbe facile proporsi come terza forza. Milano, da capitale economica d’Italia dimostra di crescere con idee e innovazioni, cercando di creare strade anche diverse per attrarre pubblico eterogeneo per un evento glamour che ha come filo conduttore l’auto classica, ma che si dipana con sfaccettature nuove, cercando una dimensione e un pubblico che non potrà che crescere. Volendo sottolineare qualche aspetto su cui puntare, visti gli ampi spazi della fiera di Rho, sarebbe stata gradita qualche attività dinamica all’aperto, eventi a cui gli altri saloni ci hanno negli anni abituato. All’anno prossimo Milano!

La fotogallery

Qui i nostri scatti dalle belle giornate di Milano Autoclassica

« 1 di 11 »
<b>BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni</b>

BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni

Un pretesto. Alla fiera di Padova, asta di Bonhams era offerta una splendida BMW 320 TC1 Baur. Vale la pensa ripercorrere sulle ali della E21, le origini di un’azienda con quasi 100 anni di storia

La nascita della Karrosserie

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

La Karroserie Baur  è (o meglio è stata) un’istituzione tedesca. Nata nel 1910, si è occupata per molti anni di realizzare versioni speciali per vetture di alta gamma, lavorando prima della guerra a molte versioni cabrio di vetture Horch e DKW e una volta terminata la guerra (e ricostruita la sede di Stoccarda, distrutta nel conflitto) con DKW. Negli anni ’50 inizia la proficua collaborazione con BMW che darà luogo alle vetture che hanno reso famosa l’azienda.

Per la casa dell’elica, Baur realizza versioni limousine della berlina 501,  le rinomate versioni cabrio delle 501-502 (splendide) e in seguito le le 700 LS coupé e convertibili.

La fama: le Baur TC

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

Il principale successo della Karrosserie Baur è legato alle serie 02 BMW e ancor di più alle serie 3 E21 ed E36. Queste vetture scoperte, venivano realizzate in piccola serie partendo da scocche fornite direttamente da BMW. Non erano vetture speciali (i numeri di telaio sono indistinguibili da quelli delle vetture in vendita) ma semplici scocche su cui in Baur agiva modificando il tetto e rinforzando la vettura, lasciando le vetture con una configurazione “targa”, con il rollbar centrale come elemento strutturale di sicurezza.

BMW non aveva interesse a costruire una linea di produzione per vetture con limitata diffusione e queste vetture sono state prodotte in numeri molto ridotti. La serie E21, probabilmente la più carismatica, è stata prodotta in appena 4596 esemplari. Una di queste è quella ritratta in foto dall’asta di Bonhams. Particolarmente apprezzata, rispetto alle vetture di serie, questa vettura (denominata TC1) rimane l’unica versione della E21 aperta. La seguente E30, realizzata sempre da Baur (denominata TC2) ebbe la concorrenza interna di BMW che decise di creare la propria versione cabriolet (in questo caso una vera cabrio senza rollbar centrale)

Non solo BMW

Porsche 959 - Auto e Moto Epoca a Padova
Porsche 959 alla Fiera di Padova

Se BMW ha dato la fama a Baur, la collaborazione storicamente più importante di Baur non è con la casa di Monaco, ma con i vicini di casa: Porsche. In Baur sono state realizzate le carrozzerie di tutte le Porsche 959 prodotte. Con la supervisione diretta dei tecnici di Zuffenhausen la linea della Karrosserie ha realizzato tutti i 345 esemplari della super car tedesca.

Non è una storia a lieto fine quella del carrozziere di Stoccarda. La società, per tutta la sua storia un’azienda familiare. ha dichiarato bancarotta nel 1998 è stata smembrata in numerose aziende, con gran parte dei dipendenti confluiti in In2p, azienda che continua la tradizione della Baur. ll glorioso marchio continua la sua storia sulla fiancata delle iconiche targa made in BMW.

<b>La festa dell’auto classica: Auto e Moto d’Epoca Padova</b>

La festa dell’auto classica: Auto e Moto d’Epoca Padova

Sorprendersi. Ebbene si, ci si può ancora sorprendere ad un evento di auto d’epoca. E’ probabilmente questo l’aspetto che più affascina di Auto e Moto d’Epoca a Padova, un luogo dove è ancora possibile rimanere interdetti, spiazzati dalle vetture in mostra.

Crescita costante

Lancia Delta Integrale HF - Safari Rally '88
Lancia Delta Integrale HF – Safari Rally ’88

Sono ben 120.000 i visitatori di quest’anno, una crescita costante di interesse e pubblico, in particolar modo per le giornate di giovedi’ e venerdi’.
Non è un caso che, nonostante il costo piuttosto salato del biglietto (ben 45 euro per l’anteprima di giovedi’) il pubblico non si sia fatto scoraggiare. Per esperienza diretta, il fenomeno #amde attrae così tanto pubblico da rendere un po’ caotica la visita nel weekend (siamo stati presenti anche sabato ed è stato complicato realizzare alcuni scatti delle vetture).
E se da un lato chi voleva fare un “affare” in fiera si è sicuramente mosso per tempo, le presenze del fine settimana hanno testimoniato l’estremo amore del pubblico italiano ed estero (presente in maniera massiccia quest’anno) per il mondo delle auto classiche.

L’asta di Bonhams: un successo calibrato sull’Italia

Ferrari 250 GT 1960 Bonhams Auction - Padua
Ferrari 250 GT 1960

Particolare soddisfazione per l’asta di Bonhams con un gran numero di lotti venduti.
Motivo del successo è stata sicuramente l’offerta proposta, direi calibrata sul mercato italiano, con molte vetture interessanti a cifre “abbordabili” e alcune chicche di grande interesse.
E se la spettacolare Jaguar XK140SE appartenuta ad Anita Ekberg non ha trovato un compratore deciso ad arrivare alla cifra di riserva, successo invece per la vendita dell’elegantissima Ferrari 250 GT Seconda serie (1960), che ha trovato un facoltoso compratore disposto a sborsare oltre 500.000 per accaparrarsi l’opera d’arte di Maranello.

Club e case ufficiali: auto bellissime e approfondimenti

Lancia Stratos Alitalia
Lancia Stratos

La presenza, sempre più massiccia delle divisioni heritage delle case ufficiali ha permesso l’esposizione di pezzi rari e unici, che hanno dato occasione di ammirare vetture inconsuete e preziose.
Un particolare grazie al club ACI Storico e alla mostra “The Rally Experience”. Vedere, una accanto all’altra un tal numero di icone del mondo rallistico degli anni 70-80-90 non capita tutti i giorni ed ha evocato, specialmente in chi vi scrive, ricordi e sensazioni di un tempo passato che rappresenta un periodo storico nella storia motoristica del nostro paese.

Il mercato dei privati

Siata Daina 140 S - 1952
Siata Daina 140 S – 1952

Croce e delizia. Croce per la famosa querelle dei prezzi, che in molti giudicano troppo alti (ricordiamoci però che si tratta di incontro di domanda e offerta) nonostante la massiccia presenza di cartelli “SOLD” appiccicati anche su vetture non proprio “economiche”, delizia per il fatto che quella di Padova è la vetrina ideale per la vendita.

E qui ritorniamo al sorprendersi: trovare una Fiat-Abarth Zagato Sestriere, una delle 25 prodotte, non è cosa da tutti i giorni. Come non innamorarsi poi della Siata Daina 140 S Coupé Bertone in livrea bianco nera presentata da Hoedlmayr, a nostro parere una delle vetture più belle di tutta la manifestazione.  O rimanere interdetti davanti alla “pecora nera” Edsel, presentata da un commerciante nella sezione esterna.

Per descrivere la sensazione, potrei citare la prima visita a Roma, la città eterna. Girando l’angolo non sai quale sorpresa ti attenderà.

2019? La wishlist

Conferenza ASI - Aston Martin DB4
Conferenza ASI – Aston Martin DB4

Concluso il 2018, cosa chiedere per il 2019? Migliorarsi è d’obbligo per un evento che vuole crescere. L’aumento degli espositori (anche privati) è sicuramente un trend da perseguire, ma considererei anche l’aumento degli eventi e delle conferenze. Abbiamo assistito (e pubblicheremo a breve) la conferenza sui 60 anni della Aston Martin DB4  con protagonisti Massimo Meli e Giovanni Bianchi Anderloni, che da sola valeva il prezzo del biglietto. Se da una parte tutti vogliamo più auto, questi approfondimenti rappresentano il valore aggiunto emozionale di una festa che si è rinnovata anche quest’anno.

E per chiudere l’articolo, la nostra, personalissima fotogallery. Oltre 600 scatti, e ne avremmo voluti fare ancora di più , se un maledetto treno non ci avesse riportato a casa. All’anno prossimo, Padova.

« 1 di 24 »