Aste: Bolaffi riparte col “botto”

Aste: Bolaffi riparte col “botto”

Ritornano anche in Italia, nell’era Covid, le aste di auto classiche. Le vendite telematiche, necessarie per scongiurare assembramenti sono una formula che ha avuto un certo riscontro all’estero e viene ripresa anche a casa nostra.

Prima tra tutte, Aste Bolaffi, che realizza un’interessante incanto con alcuni pezzi inusuali che potranno sicuramente attirare acquirenti per la vendita online del 7 luglio 2020.

La vetrina: l’auto cannone

Auto Cannone Mensital - Fiat 1100 - Asta Bolaffi
Auto Cannone Mensital – Fiat 1100 – Asta Bolaffi

Un’auto militare? Uno scherzo? In verità un’interessante trovata pubblicitaria degli anni ’50, frutto della creatività degli advertiser Italiani e dell’egual estro della carrozzeria Fissore.

La Fiat 1100 Veicolo Cannone pubblicizzava il brodo Priest, prodotto dalla Bolognese Mensital Industrie Alimentari.

Commissionato direttamente dall’azienda e realizzato da Fissore nel 1953, il veicolo permetteva davvero di “sparare” confezioni di dado dalla sua torretta, alla cui sommità capeggiava un pupazzo vestito da chef.

Auto Cannone Mensital - Fiat 1100 - Asta Bolaffi
Auto Cannone Mensital – Fiat 1100 – Asta Bolaffi

Un glorioso pezzo di artigianato (ovviamente l’unico esistente) che è arrivato ai giorni nostri in ottime condizioni, passando anche per una sua seconda vita, animando le notti della discoteca 007 nel riminese, dove i due cannoni ad aria compressa lanciavano volantini sul pubblico.

Questo lotto, (numero 255) oltre a rappresentare uno spaccato dell’advertising del dopoguerra è il top bid (stima 40-50.000 euro) di un catalogo che propone per la sua totalità vetture Italiane, con alcuni lotti davvero particolari.

Le furgonate: il ritorno delle auto da lavoro

La sezione probabilmente più interessante dell’asta si incentra su una serie di vetture da lavoro, pickup e furgoni realizzati sulla meccanica delle berline Italiane.

Spesso usate fino allo sfinimento, difficilmente si trovano in buone condizioni in vendita. Per questo motivo l’asta di Bolaffi risulta particolarmente interessante, con almeno 3 proposte che vale la pena di menzionare.

Lancia Ardea Furgonata Promiscuetta
Lancia Ardea Furgonata Promiscuetta – Asta Bolaffi

La prima proposta è una Promiscuetta, nome attribuito alla Lancia Ardea furgonata (lotto 238), trasformata in van finestrato dalla Carrozzeria specializzata Albanesi.

Cinque posti e sedile posteriore ribaltabile con un vano di carico di generosissime dimensioni. Un mezzo concettualmente molto moderno (prodotto nel 1951) e presentato in una bella livrea verde/crema, stimato dalla casa d’aste tra i 25.000 e i 35.000 euro.

Lancia Ardea Furgonata - Asta Bolaffi
Lancia Ardea Furgonata – Asta Bolaffi

La seconda proposta che segnalo è una più convenzionale Ardea Furgonata (lotto 236), in un bicolore grigio medio/scuro.

Stimata tra i 20.000 e i 30.000 euro, questa versione, due posti più vano di carico in legno, si presenta in ottime condizioni (apparteneva alla stessa collezione della Promiscuetta).

E’ bene notare che queste vetture su base Lancia Ardea sono comunque piuttosto rare, con una produzione complessiva di circa 7000 vetture.

Fiat Balilla 3M Pickup - Asta Bolaffi
Fiat Balilla 3M Pickup – Asta Bolaffi

La terza e ultima segnalazione per le auto “da lavoro” fa tornare indietro di qualche anno, con un raro pickup con cassone in legno su base Fiat Balilla 3 marce (lotto 231) del 1933, anche qui con un bicolore giallo/blu petrolio. Stima dai 17.000 ai 25.000 euro.

A queste 3 proposte si aggiungono una Fiat 500 C Topolino Furgonata e un bel Fiat 1100 “Musone” in versione BLR Pickup (lotti 229 e 230)

La carica delle 500

Fiat Nuova 500 America - Asta Bolaffi
Fiat Nuova 500 America – Asta Bolaffi

Altra interessante sezione dell’asta Bolaffi è rappresentata dall’offerta di una selezione di Fiat 500 appartenenti ad un’unica collezione.

In questo caso l’offerta è davvero variegata, con alcune vetture offerte in condizioni da “restauro” ed all’incanto senza riserva con una base d’asta quasi “simbolica” di 100 euro a proposte più interessanti, tra cui una rara Fiat 500 America (a cui ho dedicato un focus qualche giorno fa) offerta al lotto 223 e stimata tra i 15 e i 20.000 euro.

Fiat 500 Trasformata Spider - Asta Bolaffi
Fiat 500 Trasformata Spider – Asta Bolaffi

Interessante inoltre una 500 D trasformata spider (ovviamente non una preziosa Jolly) offerta al lotto 222 . Mezzo interessante, con registrazione della modifica annotata a libretto (quindi di libera circolazione) stimata tra i 15 e i 20.000 euro.

Per chiudere con 500, una curiosa Fiat 500 Scoiattolo, versione realizzata in pochissimi esemplari dalla carrozzeria (circa 200) su base Fiat 500 F. Una piccola beach car (lotto 221) prodotta dalla CAP di Arrigo Perini (a cui seguì anche una versione a 4 ruote motrici) di cui si stimano, in esistenza, solo 20 esemplari.

L’asta e visione lotti

Lancia Aurelia B12 - Asta Bolaffi
Lancia Aurelia B12 – Asta Bolaffi

Interessanti anche le altre proposte, forse più convenzionali, con Lancia Aurelia B12, Lancia Flaminia Coupé Pininfarina e Ardea berlina, o Alfa Romeo e una ottima Alfa GT 2000 Veloce. A differenza di altre aste italiane in calendario nelle prossime settimane, Bolaffi non prevede giornate di visione dal vivo, ma da la possibilità di fissare appuntamenti in videoconferenza con visione dei lotti di interesse.

Appuntamento quindi, ma solo sulla rete, per il 7 Luglio sul sito di Aste Bolaffi

 

 

 

<b>Automotoretrò 2019 – Al lingotto, “punti” dallo Scorpione</b>

Automotoretrò 2019 – Al lingotto, “punti” dallo Scorpione

La 37 esima edizione di Automotoretrò al Lingotto di Torino non ha deluso le aspettative. Doveva e voleva essere una fiera con dedica a Carlo Abarth e il pubblico non è sicuramente rimasto deluso

Ciclo Otto, l’anteprima e 70 Scorpione

Stand 70 Scorpione
Stand 70 Scorpione

Dopo la conferenza stampa di presentazione ci siamo catapultati negli stand della fiera (aperta fino a domenica 3 alle ore 19) entrando direttamente nel padiglione 5 dove era allestita la splendida esibizione “70 scorpione” con una magnifica parata di vetture Abarth Fiat, con sugli scudi le 595 e 695 su meccanica Fiat 500 e le straordinarie 850 TC e 1000 TCR su meccanica Fiat 600.

Oltre a queste, straordinaria la Fiat Abarth 1300 OT (su meccanica Fiat 850) e l’eccellente Simca-Abarth 2000, presentata in un inusuale nero opaco.

Da non perdere inoltre lo stand di FCA Heritage, che faceva eco all’esposizione principale esibendo vetture Abarh di gran livello

Giorgio Pianta e i club ufficiali

Lancia Trevi Bimotore
Lancia Trevi Bimotore

Anche per Torino, grande dispiegamento di presenze per i club, anche se, a mia percezione, con una presenza minore rispetto ai precedenti eventi. In particolare, molto bello lo stand Autobianchi, che  festeggiava i 50 anni della A112 con una selezione di vetture con vari allestimenti (basE, Elite e Abarth) e bellissimo lo stand di presentazione del libro sul compianto Giorgio Pianta che faceva sfoggio di una creatura fortemente voluta dal grande pilota, la one-off Lancia Trevi Bimotore.

I commercianti: pezzi rari e fuoriserie

Fiat 500 N America
Fiat 500 N America

Come spesso accade, le sorprese a Torino sono venute principalmente dai commercianti. Alcune vetture inusuali ci hanno conquistato, in particolare una bellissima Fiat 500 N America, dotata dei fari Sealed beam, una fiammante Fiat 1100 Allemano, con la sua linea americaneggiante. Poi, sparse negli stand (da visitare minuziosamente per cercare offerte e vetture ) una Abarth SE 037 progenitrice della Lancia 037 da Rally e sempre per Lancia, la seconda Delta Integrale Evo Cabrio, di cui conoscevo solo la nobile sorella (identica in color argento) posseduta da Gianni Agnelli.

Che dire, grazie Torino e al prossimo anno con l’edizione numero 38.

 

Ecco la nostra fotogallery:

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<b>Arezzo Classic Motors 2019 – Nel segno della continuità</b>

Arezzo Classic Motors 2019 – Nel segno della continuità

Come da tradizione, Arezzo Classic Motors apre la stagione dell’auto classica italiana. L’evento aretino, che dedica molto spazio alla ricambistica, ospita due interessanti padiglioni alle auto classiche, con un piccolo spazio esterno dedicato ai commercianti. In questa edizione del 2019 si conferma come un evento interessante con alcune esposizioni tematiche degne di nota.

Vediamo quali sono state le cose più interessanti della fiera toscana

Registro Storico Fiat e i 30 anni della Ritmo

Fiat Ritmo Cabrio 70S
Fiat Ritmo Cabrio 70S

All’ingresso del primo padiglione auto, la gradita accoglienza del Registro Storico Fiat, che presentava, oltre ad un a bellissima Fiat 1500 6C, una splendida selezione di Fiat Ritmo, vettura ceh nel corso del 2018 ha festeggiato i suoi primi 30 anni.

In esposizione 5 vetture,  dalla 65CL base, fino alla 130TC seconda serie, passando per le versioni cabrio e Turbo Diesel.

Un’interessante retrospettiva per una vettura che, seppur dal limitato valore collezionistico, ha un posto nel cuore di tanti automobilisti.

Le “Gemelle diverse”

Fiat Dino Coupé - Spider
Fiat Dino Coupé – Spider

Più interessante la mostra “Gemelle diverse” organizzata dal Club Saracino, che ha presentato un’interessante esposizione di vetture accomunate dalla stessa meccanica, declinata in carrozzerie differenti. Il caso forse più interessante, oltre alla splendida accoppiata di Abarth 1000 affiancate (due estremi, dalla Barchetta agonistica alla coupé Record Monza di Zagato), è stato il confronto fra le Fiat Dino Coupé e Spider, con la prima disegnata da Bertone e la seconda creata dalla mano di Pininfarina.

Sicuramente un’idea e un’esposizione che ha catturato l’interesse del pubblico e che è stata l’evento clou della due giorni di Arezzo

Proposte dei commercianti

Austin Healey 3000
Austin Healey 3000

La sezione dei commercianti ha presentato un discreto numero di vetture, con prezzi medi. Come da tradizione, interessantissima lo stand di Chianucci che ha mostrato un gran numero di vetture Simca, tra cui una bellissima 1200 S Coupé, vettura realizzata da Bertone, offerta a 29.000 euro, una Simca 1301 Break e un gran numero di Simca 1000 in versione Rallye 2 e 3.

Nella sezione esterna della fiera, tra vetture più o meno anonime, spiccava una Austin-Healey 3000 BN7, una mosca bianca nel parcheggio esterno, in vendita a 58.000 euro.

Per chiudere, come sempre, la nostra super gallery di immagini dalla fiera. Al prossimo anno Arezzo

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<b>Auto d’Epoca – Gli eventi di Gennaio 2019</b>

Auto d’Epoca – Gli eventi di Gennaio 2019

Passate le feste di fine anno, il 2019 riparte col botto, con un gennaio denso di eventi motoristici da non perdere.

Ripartono le fiere: Arezzo Classic Motors e Automotoretrò

Arezzo Classic Motors
Arezzo Classic Motors

Non ci dilungheremo molto su Automotoretrò e Automotoracing, evento che si svolgerà quest’anno dal 31 gennaio al 3 febbraio, in quanto dedicheremo nelle prossime settimane una presentazione ad hoc dell’evento.

Arezzo Classic Motors è la fiera toscana che apre come di consuetudine la stagione delle mostre/scambio ed è sempre una buona occasione per vedere qualche bel pezzo e trovare ricambi interessanti, in un periodo, quello invernale, sempre un po’ arido di eventi ufficiali. In programma alla fiera di Arezzo (Largo Spallanzani 23,  Arezzo) nel weekend 12-13 gennaio con orari 8,30 – 19,00 (domenica l’evento chiude con un’ora di anticipo, alle 18) ci attendono 3 padiglioni espositivi per auto moto e ricambistica.

Ad attenderci ci sarà un’interessante focus su A112 Abarth a cura Scuderia Chimera Classic, mentre il Club Saracino presenterà un’esposizione con coppie di vetture realizzate con la stessa meccanica e carrozzerie diverse, a sottolineare l’estro dei carrozzieri, ospitando interessanti confronti tra cui spicca quello tra Fiat Dino coupè e Spider. Altra presenza d’eccezione, quella del Registro Storico Fiat, che mostrerà una selezione di Fiat Ritmo spaziando dalla basic 65 fino all’eccezionale 130TC Abarth

Prezzo di ingresso immutato rispetto allo scorso anno: 12 Euro.

Ciclo Otto sarà presente anche quest’anno in fiera nella giornata di domenica 13.

Winter Marathon: l’inverno della regolarità

Winter Marathon a Madonna di Campiglio
Winter Marathon a Madonna di Campiglio

Gennaio significa Winter Marathon. La gara, giunta alla 31a edizione prenderà il via da Madonna di Campiglio il 24 gennaio per concludersi sabato 26 con la premiazione al Centro Congressi / PalaCampiglio.

Il gruppo di temerari drivers si affronterà su un rinnovato percorso di 420 km percorrendo ben 11 passi dolomitici, da fronteggiare tra le insidie di neve e freddo. Il programma della gara è disponibile sul sito ufficiale Winter Marathon

 

 

 

<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso</b>

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso

La mobilità di massa in Italia ha avuto alcune vetture cardine. La Fiat 600 è una di queste. Aveva senso pensare a una versione lusso partendo da un’auto popolare? Per Vignale decisamente si. Nacque così la Rendez-vous.

Se la 600 non basta

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous
Fiat 600 Vignale Rendez-Vous

Prodotta dal 1955 al 1959, sfruttando la base meccanica della Fiat 600, la Rendez-Vous è stata un modello realmente esclusivo. Non ci sono dati certi sul numero di vetture prodotte, si parla di meno di 200 e se ne stimano solo 20 ancora esistenti.

L’estetica delle vetture, disegnata da Michelotti, si ispirava alle stupende Lancia anni ’50 con un’incredibile trasformazione rispetto all’estetica della vettura d’origine. Facile ritrovare nelle linee dell’auto riminiscenze della Lancia Aurelia, sia all’anteriore (con la grande bocca frontale) sia al posteriore con i fanali verticali e la coda che si prolunga sul terzo volume con linea curvilinea.

La vettura poteva essere impreziosita con eleganti cerchi a raggi, mentre per molti esemplari veniva scelta la livrea bicolore in particolare la finitura argento della parte alta della vettura.

Sostanza oltre l’estetica

Rendez-vous - Vista posteriore
Rendez-vous – Vista posteriore

Oltre alla evidente trasformazione estetica, anche sotto al cofano posteriore c’erano sostanziosa novità. Infatti il motore della 600 veniva dotato del kit Abarth con cilindrata maggiorata a 747cc e una potenza superiore ai 40CV che donavano alla vettura un discreto spunto.

L’interno, presente in configurazioni differenti, poteva ospitare, a discrezione del cliente la strumentazione della 600 base (presente in gran parte dei modelli incontrati) o adottare elementi personalizzati. Allo stesso modo era prevista la personalizzazione degli interni. Lo spazio interno disponibile è più da 2+2 che da berlina 4 posti, con la possibilità di ribaltare la seduta posteriore per aumentare la capacità di carico disponibile all’interno del cofano anteriore.

Valori in salita

Dettaglio del posteriore - Rendez-Vous
Dettaglio del posteriore – Rendez-Vous

Ma quanto vale una vettura simile? Se i prezzi di un esemplare da restaurare sono relativamente bassi, si assiste a quotazioni dell’ordine dei 50.000 euro per esemplari già ricondizionati. Non deve sorprendere un valore del genere considerando l’esiguo numero di modelli ancora disponibili e le caratteristiche di esclusività dell’auto.

 

 

<b>Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante</b>

Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante

Con la chiusura di Milano Autoclassica si è concluso l’ultimo salone italiano di rilevanza internazionale dell’auto classica per il 2018. Ecco le nostre impressioni

Accoglienza Porsche

Porsche 550 RS Spyder
Porsche 550 RS Spyder

Quando ad accoglierti ci sono 3 icone Porsche, non si può che sorridere. Le tre vetture d’apertura, scelte dal curatore, hanno rappresentato appieno Porsche e la sua immagine. L’eleganza: Porsche 356 A Carrera GT/GS; Le gare: Porsche 906; La sportività: Porsche 550 RS Spyder.

Tre vetture non comuni a fare da apripista allo stand Porsche che da solo valeva il prezzo del biglietto (peraltro, sempre piuttosto salato, in biglietteria a 25 euro).

Non da meno lo stand di Rossocorsa, forse meno emozionale rispetto all’ingresso Porsche ma con pezzi di gran calibro come la particolare Ferrari 166 S. Peccato che lo spazio dedicato alle 3 punte di diamante fosse un po’ costretto.

 

La prima volta di Aste Cambi

Opel Kadett GT/E Rally - Asta Cambi
Opel Kadett GT/E Rally – Asta Cambi

La prima volta di Aste Cambi ha risentito della natura stessa delle vetture offerte. Le auto, in gran parte ex-racer della collezione di Gianni Giudici, avevano un range di possibili interessati limitato. E’ quindi mancato l’effetto WOW e la possibile lotta tra bidder, vista la particolarità dei lotti.

Ci risultano non assegnati i top lot, ma si rimane in attesa delle comunicazioni ufficiali di Cambi.

In ogni caso, la casa d’aste era al corrente del fatto che sarebbe comunque stata una “cold start”, prima volta di un percorso di cui, quest’asta di Milano è stato solo il primo atto.

 

I live show: il confronto tra ASI e i Car Shows

Stand ASI - Conferenza Jaguar XJ
Stand ASI – Conferenza Jaguar XJ

Curiosa la situazione delle zone conferenze, che definisce anche il possibile diverso target di riferimento dell’evento, soprattutto confrontando Milano con Auto e Moto d’Epoca a Padova. In momenti diversi della giornata abbiamo assistito , presso lo stand ASI ad una interessante conferenza sui 50 anni della Jaguar XJ, e più tardi, nella zona conferenze più grande, allo show di “Perché Comprarla Classic” di Motor1.com.

Perché Comprarla Classic - Andrea Farina
Perché Comprarla Classic – Andrea Farina

Evidente la differenza tra le due proposte ed altrettanto marcata la differenza di pubblico. Persone over 40 ad ASI (in verità non moltissime), ragazzi e giovani (con tanto di selfie e autografi) per lo stand del “perché comprarla”.

Due facce di una stessa proposta, con audience diversa che potrebbe sancire un’importante differenziazione  tra le varie fiere di settore negli anni a venire

Le costanti: i commercianti e i prezzi

Lancia Delta S4 Stradale
Lancia Delta S4 Stradale

Se nei live show, qualcosa di diverso si è visto, per quanto riguarda le vetture esposte dai commercianti, in realtà lo scenario è stato lo stesso delle altre fiere, considerando che gran parte dei player erano esattamente gli stessi.

Anche sul fronte prezzi e vendite, i commenti sono sempre li stessi. Prezzi cari e vendite ridotte.  Come sempre non sono mancate le chicche, come la bella Delta S4 stradale, in vendita a 455.000 euro, la singolare Citroen 2CV 4×4 (in fase di restauro) o la faraonica Ferrari 330 GT Speciale (one-off di Scaglietti).

Premio eccentricità (e prezzo), la Panda 4×4 ex- Gianni Agnelli rivestita da Garage Italia acquistabile a 50.000 euro. Unica considerazione positiva, in media, il maggior spazio a disposizione per le vetture esposte cosa che ha fatto il piacere di spotter e fotografi.

Conclusioni

Milano Autoclassica è la cenerentola dei saloni d’epoca (almeno per numero di edizioni) tra il blasone storico del Lingotto di Automotoretrò a Torino e la megadimensione di Auto e Moto d’Epoca a Padova. Con queste premesse, non sarebbe facile proporsi come terza forza. Milano, da capitale economica d’Italia dimostra di crescere con idee e innovazioni, cercando di creare strade anche diverse per attrarre pubblico eterogeneo per un evento glamour che ha come filo conduttore l’auto classica, ma che si dipana con sfaccettature nuove, cercando una dimensione e un pubblico che non potrà che crescere. Volendo sottolineare qualche aspetto su cui puntare, visti gli ampi spazi della fiera di Rho, sarebbe stata gradita qualche attività dinamica all’aperto, eventi a cui gli altri saloni ci hanno negli anni abituato. All’anno prossimo Milano!

La fotogallery

Qui i nostri scatti dalle belle giornate di Milano Autoclassica

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<b>Anteprima Milano Autoclassica 2018</b>

Anteprima Milano Autoclassica 2018

Weekend importante per il capoluogo lombardo e l’auto classica con l’ultima fiera di rilevanza nazionale del 2018. Milano Autoclassica. Vediamo cosa promette quest’anno la kermesse meneghina

Le auto: Porsche racing, Ferrari Rossocorsa

Porsche Carrera 906
Porsche Carrera 906

Una raccolta d’eccezione di vetture Porsche accoglierà i visitatori per chiudere idealmente i festeggiamenti per i 70 anni del marchio. Se ogni salone di auto classiche ha celebrato a suo modo questo evento, Milano ha voluto fare del compleanno l’evento centrale della fiera con l’esposizione di 10 iconiche vetture, selezionate dal Classic Car Advisor Paolo Olivieri. Sarà possibile ammirare ad esempio una Porsche 906,  una Porsche 550 RS Spyder vera (una volta tanto non una REPLICA) e Porsche 356 A Carrera GS/GT Speedster.

A contorno di questo compleanno speciale,  le esposizioni di team e rivenditori, tra cui spicca lo stand di Ferrari Rossocorsa che esporrà un trittico “rosso” di primo piano con Ferrari 750 Monza ex-Alberto Ascari, una 166 S, classe 1948,  ed una più recente Ferrari 365 GTC. A contorno, per gli appassionati di F1, sarà presente una Ferrari 126 CK Formula 1, che è stata la prima vettura turbo portata al successo in gara dal compianto Gilles Villenueve.

 

 

L’asta Cambi: Milano-Racing & Sport Cars

Porsche 356 pre-A 1952
Porsche 356 pre-A 1952

Come avviene con Bonhams per Padova, Cambi, partner di Milano Autoclassica, offre all’incanto presso la fiera un’interessantissima selezione di vetture, pricipalmente sportive, con alcune chicche meritevoli di attenzione.

Asta, (inizio alle ore 15 del 24 novembre) vede come top bidder prevista una splendida Porsche 356 Pre A Coupé 1952 perfettamente restaurata, mentre per quanto riguarda le racer c’é veramente di tutto, da una bellisisma Jaguar E-Type 3.8 per finire ad un Dragster da corse sul quarto di miglio e perfino un motore ufficiale della famosa Alfa Romeo 164 Procar (in realtà prodotto in origine per la Ligier di F1)

La lista delle vetture offerte qui.

Conferenze e live show: spazio a youngtimers e star del web

Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi
Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi

Interessante lo spazio conferenze, che sembra strizzare l’occhio ad un pubblico più giovane ospitando due star del motorismo online: Davide Cironi, che porterà la su “Drive Experience” alla fiera, presentando il proprio libro “1999 – Insert Coin to Continue”, mostrando il recupero di un’Alfa Romeo 75 ripresa da un pollaio (!!) e Andrea Farina di Motor1.com che porterà alla fiera il suo “perché Comprarla Classic” con la Delorean DMC-12 e il Maggiolino VW.

<b>BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni</b>

BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni

Un pretesto. Alla fiera di Padova, asta di Bonhams era offerta una splendida BMW 320 TC1 Baur. Vale la pensa ripercorrere sulle ali della E21, le origini di un’azienda con quasi 100 anni di storia

La nascita della Karrosserie

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

La Karroserie Baur  è (o meglio è stata) un’istituzione tedesca. Nata nel 1910, si è occupata per molti anni di realizzare versioni speciali per vetture di alta gamma, lavorando prima della guerra a molte versioni cabrio di vetture Horch e DKW e una volta terminata la guerra (e ricostruita la sede di Stoccarda, distrutta nel conflitto) con DKW. Negli anni ’50 inizia la proficua collaborazione con BMW che darà luogo alle vetture che hanno reso famosa l’azienda.

Per la casa dell’elica, Baur realizza versioni limousine della berlina 501,  le rinomate versioni cabrio delle 501-502 (splendide) e in seguito le le 700 LS coupé e convertibili.

La fama: le Baur TC

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

Il principale successo della Karrosserie Baur è legato alle serie 02 BMW e ancor di più alle serie 3 E21 ed E36. Queste vetture scoperte, venivano realizzate in piccola serie partendo da scocche fornite direttamente da BMW. Non erano vetture speciali (i numeri di telaio sono indistinguibili da quelli delle vetture in vendita) ma semplici scocche su cui in Baur agiva modificando il tetto e rinforzando la vettura, lasciando le vetture con una configurazione “targa”, con il rollbar centrale come elemento strutturale di sicurezza.

BMW non aveva interesse a costruire una linea di produzione per vetture con limitata diffusione e queste vetture sono state prodotte in numeri molto ridotti. La serie E21, probabilmente la più carismatica, è stata prodotta in appena 4596 esemplari. Una di queste è quella ritratta in foto dall’asta di Bonhams. Particolarmente apprezzata, rispetto alle vetture di serie, questa vettura (denominata TC1) rimane l’unica versione della E21 aperta. La seguente E30, realizzata sempre da Baur (denominata TC2) ebbe la concorrenza interna di BMW che decise di creare la propria versione cabriolet (in questo caso una vera cabrio senza rollbar centrale)

Non solo BMW

Porsche 959 - Auto e Moto Epoca a Padova
Porsche 959 alla Fiera di Padova

Se BMW ha dato la fama a Baur, la collaborazione storicamente più importante di Baur non è con la casa di Monaco, ma con i vicini di casa: Porsche. In Baur sono state realizzate le carrozzerie di tutte le Porsche 959 prodotte. Con la supervisione diretta dei tecnici di Zuffenhausen la linea della Karrosserie ha realizzato tutti i 345 esemplari della super car tedesca.

Non è una storia a lieto fine quella del carrozziere di Stoccarda. La società, per tutta la sua storia un’azienda familiare. ha dichiarato bancarotta nel 1998 è stata smembrata in numerose aziende, con gran parte dei dipendenti confluiti in In2p, azienda che continua la tradizione della Baur. ll glorioso marchio continua la sua storia sulla fiancata delle iconiche targa made in BMW.

<b>De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro</b>

De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro

Tante cose si possono dire di Alejandro De Tomaso, ma sicuramente il coraggio e la spregiudicatezza non gli sono mai mancati. La De Tomaso Deauville è figlia di questo impeto, del sogno De Tomaso

La nicchia, il lusso nello stile italiano

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville – 1976

Il contesto che portò alla nascita della Deauville è sostanzialmente quello di riempire un vuoto. Sfruttando lo spazio tra l’assenza di nuovi modelli Maserati, l’assenza dello stile Lancia su una berlina di alto rango, De Tomaso penso di inserirsi con una vettura di pregio, dall’allestimento lussuoso, per rivaleggiare con Jaguar e Mercedes, un sogno in verità carezzato da molti costruttori (ad esempio ISO Rivolta), in quello che nel tempo sarebbe diventato il mercato “premium”.

L’occasione per una tale realizzazione venne da Ford e Ghia. La Ford si era interessata allo studio di una lussuosa berlina con meccanica US e stile europeo. Siamo alla fine degli anni ’60 e  Tom Tjaarda per Ghia realizzò bozzetti e prototipi per una vettura Ford. De Tomaso subentrò nel progetto quando Ford non diede seguito allo sviluppo, riprendendo i bozzetti di Tjaarda.

Ma è una XJ?

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville

Presentata al salone di Torino 1970 (e in produzione dal ’71) la Deauville raccoglieva l’esperienza dei motori Ford, montando il V8 Ford Cleveland che già equipaggiava la Pantera, rendendola una delle berline più veloci del mercato. De Tomaso stesso dichiarò alla stampa di aver percorso la tratta Roma-Milano in 2 ore, esibendo le multe della stradale come prova.

Interni lussuosi e rifiniti con materiali di pregio, come si confà a una vettura di tal rango e come su quasi tutte le realizzazioni delle case sotto la regia di Alejandro.

L’unica reale critica si poteva attribuire al design. La vettura, anteriormente somigliava in maniera notevole alla coeva Jaguar XJ. Interpellato in merito, Tjaarda affermava che il suo disegno era stato precedente a quello della XJ, ma ciò non smentiva l’oggettiva somiglianza del design.

De Tomaso vs. De Tomaso: decollo Maserati e crollo Deauville

La Deauville si dovette scontrare con una serie di situazioni avverse, che portarono ad un insuccesso commerciale. Il primo fattore negativo era la scarsa immagine di De Tomaso rispetto ai brand più conosciuti. Chi era disposto a dare fiducia alla Deauville, soprattutto con le cifre richieste per l’acquisto, mediamente pari a circa il 30% in più rispetto alle concorrenti Mercedes S-Class e Jaguar a parità di dotazioni? Parallelamente, il disimpegno ufficiale di Ford dal progetto cosa che potrebbe aver ingenerato la mancata omologazione della Deauville sul mercato USA, sbocco d’elezione per vetture di questo rango.

A chiudere il capitolo Deauville ci pensò un insospettabile: lo stesso Alejandro De Tomaso.

Sul finire degli anni ’70, De Tomaso, che aveva acquisito il controllo di Maserati, creò la terza generazione della Quattroporte, sfruttando il pianale (e l’esperienza) maturata con la Deauville, avvolgendola nella linea squadrata disegnata da Giugiaro.  Le vendite della neonata auto del tridente, vuoi per il blasone del marchio, vuoi per la freschezza di un modello nuovo (1979) affossarono definitivamente la “povera” Deauville

Lusso e rarità: un unicorno

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville alla Fiera di Padova

Alla fine della lunga carriera della Deauville (1971-1988 con 3 versioni differenti con affinamenti meccanici che poi verranno riportati direttamente sulla Quattroporte) la Deauville totalizzerà appena 244 vetture. Davvero difficile incontrarne una. La vettura delle nostre immagini è stata ripresa alla Modena Motor Gallery e alla Fiera di Padova 2018.

A Padova il prezzo richiesto era 76.000 euro. Forse il passato si ripete: prezzo troppo alto? D’altra parte l’esclusività ha un valore, ma solo fino a quando c’è chi è disposto a pagarlo.