Firenze: Motori sotto le stelle

Firenze: Motori sotto le stelle

In questi giorni post-covid, anche un piccolo ritrovo può fare notizia.

E’ il caso de “Motori sotto le stelle”, iniziativa dei commercianti del centro di Firenze per ricreare una situazione di festa in una città orfana delle brulicanti folle di turisti da tutto il mondo.

Fiat 124 Sport Spider - Motori Sotto le Stelle - Firenze, 10 Luglio 2020
Fiat 124 Sport Spider – Motori Sotto le Stelle – Firenze, 10 Luglio 2020

Asse Italia-Inghilterra

Una micro selezione di auto, organizzata dal Club Montalbano Auto Storiche tutta giocata sull’asse Italia Inghilterra, con Fiat Topolino e 124 da una parte e spider Inglesi dall’altra con MG A e TA, Austin Healey 100 e 3000 e una sempreverde Morgan.

MGA 1500 - Motori Sotto le Stelle - Firenze, 10 Luglio 2020
MGA 1500 – Motori Sotto le Stelle – Firenze, 10 Luglio 2020

Riscaldamento per il futuro

Triumph TR4A - - Motori Sotto le Stelle - Firenze, 10 Luglio 2020
Triumph TR4A – – Motori Sotto le Stelle – Firenze, 10 Luglio 2020

Per Ciclo Otto è stato il ritorno agli scatti dinamici, in attesa dei grandi eventi da qui alla fine dell’anno, con Mille Miglia e Gran Premio Nuvolari in prima linea.

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Lancia Thema Ferrari 8.32

Lancia Thema Ferrari 8.32

La Lancia Thema a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90 è stata la berlina d’eccellenza per il mercato Italiano.

Scopriamo, nel racconto di Fabio Di Pasquale, l’apice dell’esperienza Thema, la “8.32”, nata dal binomio tra due grandi marchi italiani: Lancia e Ferrari.
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La prima Lancia adottata nella nostra famiglia è stata una Turbo i.e. ma io tutti i giorni mi recavo dal concessionario Lancia ad ammirare “l’oggetto dei desideri” di ogni italiano: la Thema Ferrari.

Scelta di immagine

Lancia Thema 8.32 - Prima Serie - Nero Metallizzato. Immagine Gulfblue.it
Lancia Thema 8.32 – Prima Serie – Nero Metallizzato. Immagine Gulfblue.it

Modello di prestigio, creato per nobilitare il marchio Lancia più che perseguire il successo commerciale,  la Thema 8.32 per il gruppo Fiat (e per il suo AD Vittorio Ghidella) è il ritorno alle berline di alta classe, con una delle più prestigiose ed amate vetture del marchio nella sua storia recente.

Lancia Thema 8.32 - Particolare del motore - Immagine Gulfblue.it
Lancia Thema 8.32 – Particolare del motore – Immagine Gulfblue.it

Il binomio tra le due case automobilistiche è suggellato dalla scritta “Lancia by Ferrari” sul motore V8 preso in prestito dalla Ferrari 308  che trasforma la Thema nella trazione anteriore più veloce del mondo con i suoi 240 Km/h di velocità massima ed una accelerazione da 0 a 100 in 6,8 secondi.

I particolari che fanno la sostanza

8.32: 8 cilindri e 32 valvole, 215 cv di potenza per la prima versione non catalitica. Gli interni curati dall’italianissima e prestigiosa “Poltrona Frau”, gli inserti in radica di noce selezionati ed ottenuti da un unico albero in modo che la vettura abbia lo stesso colore omogeneo.

Lancia Thema 8.32 - Interni- Immagine Peter Singholf/Rm Sotheby's
Lancia Thema 8.32 – Interni- Immagine Peter Singholf/Rm Sotheby’s

Nulla è lasciato al caso: Speedline realizza i cerchi da 15 pollici con disegno a stella appositamente per la Thema (molto simili a quelli che equipaggiano le vetture del Cavallino), la Good Year prepara un pneumatico specifico e Blaupunkt crea il modello Brera per la 8.32. E’ la prima berlina ad installare un alettone a scomparsa sul bagagliaio, da aprire elettronicamente per aver maggiore deportanza alle alte velocità.

Lancia Thema 8.32 - Alettone Posteriore - Immagine Yahoo.it
Lancia Thema 8.32 – Prima Serie – Colore Rosso Winner – Alettone Posteriore – Immagine Yahoo.it

Non è ancora tutto. Sospensioni elettroniche, sedili elettrici e riscaldabili sia anteriormente che posteriormente ed addirittura un sistema di cuffie per ascoltare musica comodamente seduti dietro ed isolati dal resto dell’auto. Un sottile filetto giallo corre poco sotto la linea di cintura della macchina con la griglia anteriore in alluminio che richiama le Ferrari di produzione.

Lancia Thema 8.32 - Console Centrale - Immagini ClassicDriver
Lancia Thema 8.32 – Console Centrale – Immagini ClassicDriver

La scritta 8.32 su fondo giallo come il logo del cavallino rampante, un cruscotto ridisegnato ad elementi circolari, tra i più belli mai riusciti, rendono questa Thema una delle berline più esclusive del momento, una straordinaria alchimia fra comfort, prestazioni, stile e glamour.

La “Milano da bere”

Lancia Thema 8.32 - Colore Rosso Winner - Immagine Hemmings.com
Lancia Thema 8.32 – Colore Rosso Winner – Immagine Hemmings.com

La Lancia Thema 8.32 diventa un’icona della Milano “da bere”. La consegna, una sorta di rito iniziatico, fa assomigliare la berlina Lancia ad  una vera fuoriserie esclusiva, con la consegna chiavi che avviene allo stabilimento di produzione a Borgo S. Paolo in Torino.

Costava oltre 60 milioni di Lire,
il doppio di una Thema normale

 

Ne possedeva una Umberto Agnelli (di colore blu), una Cesare Romiti (grigia), una Vittorio Ghidella (amaranto).

Lancia Thema 8.32 Station Wagon Sn #67316 - Ex-Agnelli - Immagine Bonhams
Lancia Thema 8.32 Station Wagon Sn #67316 – Ex-Agnelli – Immagine Bonhams

L'”Avvocato” se ne fece fare una station wagon argento metallizzato con interni in pelle blu per andare a Saint Moritz. Insomma, avere una 8.32 alla fine dei mitici “Ottanta” era una questione di rango.

L’auto dei sogni

Ricordo un giovedì pomeriggio. Mi reco presso la concessionaria Lancia che ero solito frequentare per ammirarla, ma la macchina dei miei sogni non c’è più.

Lancia Thema 8.32 - Prima Serie - Nero Metallizzato. Immagine Gulfblue.it
Lancia Thema 8.32 – Prima Serie – Nero Metallizzato – Immagine ClassicDriver.com

Era stata acquistata e ricordo il ritorno a casa col motorino, sconsolato. Il sabato seguente (era il 21 Novembre 1987), mio padre venne stranamente a prendermi a scuola e quando girai l’angolo vidi la macchina dei miei sogni, bella come il sole. Un’emozione che, a distanza di 33 anni, non riesco a dimenticare.

Ne costruirono due serie, la prima dal 1986 al 1988 (la più apprezzata dai collezionisti) la seconda dal 1988 al 1991 seguendo gli aggiornamenti della gamma Thema con una potenza che passata da 215 a 205 CV a causa dell’adozione, sulla seconda serie, del catalizzatore.

Ritorno a casa

Dopo pochi anni mio padre sostituì la macchina con altre vetture: Saab 9000, Lancia Thema Turbo 16V, Lancia Delta Integrale,  ma come lei nessuna. Decise di riacquistarne una. Era il 1992 e fu una bella avventura trovarla, quando ormai il modello era uscito di produzione.

Lancia Thema 8.32 - II serie - Auto e Moto d'Epoca Padova 2018
Lancia Thema 8.32 – II serie – Auto e Moto d’Epoca Padova 2018

La seconda Thema 8.32 arrivò dalla Francia, con i fari gialli, perché da una ricerca fatta in rete dal Concessionario Lancia, in Italia non ne esistevano più. Rimase in famiglia almeno una decina di anni con tante soddisfazioni e ricordi indelebili.

Credo che da allora Lancia (e forse anche l’Italia) non abbia più creato un oggetto del desiderio di quel livello. Io lo capii a 14 anni, appena vidi il cofanetto in radica di noce con il depliant della vettura avvolto in una custodia di alcantara nera con le cuciture rosse. Uno stile che non esiste più.

Matra-Simca Bagheera

Matra-Simca Bagheera

Matra, brand che nella sua storia ha saputo coniugare l’eccellenza sportiva con l’innovazione su strada, realizza nel 1973 la Matra-Simca Bagheera, una sportiva “popolare” dal prezzo relativamente contenuto, dotata di soluzioni tecnologiche superiori unite a componentistica di larga scala (e quindi economica)

Due esigenze, un risultato: l’unione tra Matra e Simca

Il marchio Matra vanta un invidiabile palmarés sportivo, con un trionfo nel Campionato Mondiale Costruttori di Formula 1 (1966) e un mondiale Piloti (1969) con Jackie Stewart, oltre a 3 vittorie nella 24 ore di Le Mans.

Nata come azienda del settore aeronautico (Matra è  l’acronimo di Mécanique Aviation TRAction) si è affacciata alla produzione di vetture stradali nel 1964 creando in collaborazione con l’ex pilota René Bonnet, la Djet, interessante vettura con carrozzeria in vetroresina, una particolarità che divenne negli anni una delle caratteristiche dei prodotti made in Matra.

Matra 530 LX - 1972 - Automotoretrò Torino 2018
L’eccentrica Matra 530 LX – 1972 – Automotoretrò Torino – 2018 (c) Ciclootto

In verità, nonostante le indubbie qualità delle vetture realizzate fino a quel momento (la Djet e l’eccentrica 530 con motore Ford), le vetture Matra non riscontravano il successo sperato.

Necessario quindi, per la sopravvivenza del marchio, produrre vetture a costo ridotto, usando una meccanica di larga produzione.

Decisivo in questo l’intervento di Simca (al tempo con maggioranza azionaria della divisione europea del marchio Chrysler) che avviò la collaborazione con Matra per la creazione del nuovo modello. Simca doveva sostituire l’ormai anziana Coupè 1000-1200 (splendida realizzazione di Bertone) e fornì a Matra la meccanica delle proprie berline di fascia media, 1100 prima e 1307-8 dopo.

Matra-Simca Bagheera: eccentrica, sportiva, abbordabile

Il progetto, nato dopo aver tentato inizialmente una rivisitazione della precedente Matra 530, segue le impostazioni indicate da Jean-Luc Lagardère, direttore generale di Matra.

Matra-Simca Bagheera S - Serie I - 1976 - Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto
Matra-Simca Bagheera S – Serie I – 1976 – Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto

Uno degli aspetti più controversi è la necessità di coniugare la sportività della disposizione meccanica con l’abitabilità, un problema già presente nella realizzazione della 530 e il suo abitacolo 2+2.

In quell’occasione il motore longitudinale in posizione centrale posteriore aveva portato ad un vettura con grande equilibrio di pesi ma con forme particolari e relativamente disarmoniche.

Mantenendo l’impostazione a motore centrale, per migliorare l’abitabilità, sulla Bagheera il motore è posto in posizione trasversale permettendo la costruzione di una vettura più compatta con un maggior volume disponibile all’interno.

La ricerca dello spazio e la possibilità di ospitare più di due persone (uno dei punti fermi di Lagardère) è risolta con l’originale disposizione a tre posti su una singola fila.

Matra-Simca Bagheera - Schema meccanico - Immagine Autocar.co.uk
Matra-Simca Bagheera – Schema meccanico – Immagine Autocar.co.uk

E’ bene notare che non si tratta di un divano per tre persone, soluzione abbastanza comune, soprattutto sulle berline anni 60, ma di una configurazione che prevede il un sedile dedicato al pilota e un divanetto a due posti, una configurazione che raramente è stata proposta su vetture di serie.

Più convenzionale il resto della meccanica (segreto della relativa economicità dell’auto) mutuato dalla produzione Simca. Particolare l’ampiezza del lunotto che in assenza di un portellone apribile rappresenta l’unico accesso al vano bagagli posteriore.

In particolare, avantreno, sterzo e motore hanno origine dalla Simca 1100 TI. Il motore è un 1.3 litri da 82CV, complessivamente adeguato per la classe della vettura. Le qualità telaistiche del mezzo avrebbero potuto ospitare un motore più potente ma al tempo questo propulsore (sigla 3G4) era il più potente disponibile sull’intera gamma Simca. Interessante inoltre il gruppo frenante, anche in questo caso mutuato dalla 1100, ma dotato sulla Bagheera di 4 freni a disco, soluzione solitamente destinata a vetture di classe (e prezzo) superiori.

Elogi, critiche e l’evoluzione verso la seconda serie

Il prezzo ridotto e la particolare struttura del telaio convinsero pubblico e critica. La Bagheera divenne un piccolo caso, e sostanzialmente un successo per il binomio Matra-Simca.

Matra-Simca - Bagheera s - I series (1976) - Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto
Matra-Simca – Bagheera S – I series (1976) – Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto

Qualche grattacapo venne dai problemi di corrosione (un problema piuttosto serio anche sulle Simca di serie) che in questo caso, vista la costruzione della carrozzeria con pannelli in vetroresina, affliggevano direttamente il telaio scatolato che faceva da base meccanica dell’auto.

Come già indicato, la pregevole impostazione meccanica avrebbe permesso l’adozione di un propulsore più performante. L’attesa di una Bagheera più performante dura fino al 1975 con la presentazione della versione “S”, dotata del neonato motore 6Y2, il 1.400cc della Simca 1308 GT, che sulla Bagheera S venne portato a 90CV.

Matra-Simca Bagheera s - II series - Arezzo Classic Motors 2020
Matra-Simca Bagheera s – II series – Arezzo Classic Motors 2020

Un anno dopo (1976) viene presentata la seconda serie della sportiva francese.

Oltre ad affinamenti degli interni e una diversa conformazione della finestrature laterali posteriori, sempre al posteriore vengono modificati i gruppi ottici (ripresi dalla Simca 1307) con una fascia catarinfrangente arancio ad unire le luci posteriori con impressa la dicitura Matra-Simca.

L’arrivo di Chrysler e la fine della Bagheera

Matra-Simca Bagheera - Firenze-Siena 2019 (c) Ciclootto
Matra-Simca Bagheera – Firenze-Siena 2019 (c) Ciclootto

Il motore 1.4 rimarrà il più potente tra quelli disponibili sulla Bagheera, che negli anni subirà variazioni di allestimento e meccaniche volte al miglioramento della qualità complessiva, senza stravolgere le caratteristiche di un’auto rimasta inalterata nella linea fino all’uscita di produzione, avvenuta nel 1980 in concomitanza con l’acquisto di Simca da parte del gruppo PSA.

Come risultato, le ultime Bagheera prodotte non ebbero più la storica dicitura Simca-Matra, bensì il marchio Talbot-Matra, vista la decisione di PSA di abbandonare lo storico marchio della Rondine.

 

Fiat 508 CS Balilla Berlinetta Aerodinamica

Fiat 508 CS Balilla Berlinetta Aerodinamica

Probabilmente la più bella tra le Fiat Balilla realizzate dalla casa di Torino. La 508 CS Berlinetta Aerodinamica è ancor oggi una meraviglia di design ed efficienza.

Creata per correre non divenne mai una vettura davvero vincente, ma la splendida linea rappresentò un importante passo avanti in un mondo che si affacciava allo studio dell’aerodinamica.

La famiglia 508: le Fiat degli anni ’30

Fiat 508A Balilla "3 Marce" - Arezzo Classic Motors 2020
Fiat 508A Balilla “3 Marce” – Arezzo Classic Motors 2020

La famiglia delle Balilla si articola in 3 versioni, 508A, B e C, declinate in diverse configurazioni di carrozzeria, dalle Berlina e Torpedo via fino alle versioni Sport.
Le modifiche tra la versione originaria, la “A” (1932) e la “B” (1934) sono da ricercarsi meccanicamente nell’adozione del cambio a 4 marce in luogo del precedente gruppo a 3 rapporti e per un corpo vettura più curato aerodinamicamente. Motore da 1 litro di clindrata e 20CV.
L’impostazione della A è tipicamente anni venti, con vetrature e frontale verticale. La B è più morbida e più moderna.

Di stile ben diverso la 508C, ultima evoluzione della Balilla, introdotta nel 1937 su cui le influenze nello stile imposte dalla piccola “Topolino” si fecero sentire decisamente, e che ha il merito di introdurre il motore 1089cc (32CV) che fa da ponte tra la famiglia Balilla e la lunga e fortunata serie delle 1100 Fiat

La Balilla e le corse

Fiat 508S Sport Spider "Coppa d'Oro"
Fiat 508S Sport Spider “Coppa d’Oro” – Gran Premio Nuvolari 2017

La Balilla era una macchina intelligente che faceva del ridotto prezzo d’acquisto la sua carta vincente, un processo comune nei periodi della motorizzazione di massa. Motivo per cui la Balilla divenne la vettura più diffusa dei primi anni 30. Su queste basi venne realizzata la versione sportiva della 508, la Sport (S), soprannominata “Coppa d’Oro”. Ispirandosi alle spider inglesi, faceva della maneggevolezza e leggerezza la sua arma vincente, e grazie alle portiere digradanti permetteva la classica guida “a gomiti fuori”, tipica del tempo. Motore potenziato a 36CV e velocità massima di ben 125Km/h ne facevano la preferita dei piloti in cerca di buone prestazioni su un mezzo relativamente economico

La Berlinetta Aerodinamica

Fiat 508 CS Balilla Berlinetta Aerodinamica "Mille Miglia" - Firenze-Fiesole 2017
Fiat 508 CS Balilla Berlinetta Aerodinamica “Mille Miglia” – Firenze-Fiesole 2017

Come evoluzione della Coppa d’Oro in Fiat si decise di creare una versione Berlinetta, con la quale competere nelle competizioni dando ai piloti riparo dalle intemperie durante le competizioni su strada (in particolare la Mille Miglia), cosa ovviamente non possibile con la spider biposto. Come avvenuto nel passaggio tra 508A e B, si era agli albori degli studi aerodinamici.
La linea della vettura, disegnata da Mario Revelli de Beaumont è un mirabile esempio di stile e tecnica, con la carrozzeria realizzata dopo un attento studio dei flussi presso Università di Torino.

Fiat 508 CS Balilla Berlinetta Aerodinamica "Mille Miglia"
Fiat 508 CS Balilla Berlinetta Aerodinamica “Mille Miglia” – Firenze-Fiesole 2017

Prodotta in soli 11 esemplari dal reparto Carrozzerie Speciali della Fiat, non ebbe il riscontro sportivo sperato, penalizzata rispetto alle sorelle spider dal peso vettura.

Il fine studio aerodinamico non poteva compensare l’aggravio di peso del mezzo (circa 150 Kg in più rispetto alla “Coppa d’Oro”) su una vettura con un motore di cubatura così ridotta.

Conclusioni

Considerata da molti (me compreso) la più affascinante delle Balilla mai prodotte, la 508 CS Berlinetta Aerodinamica (spesso appellata come “Mille Miglia”) è una vettura desiderata e per certi versi ancora attualissima, portatrice di concetti che saranno alla base del concetto stesso di automobile negli anni seguenti la seconda guerra mondiale

 

 

Citroën 2CV Perrier – Serie speciale con le “bollicine”

Citroën 2CV Perrier – Serie speciale con le “bollicine”

Tra le innumerevoli versioni speciali della Citroën 2CV, la “Perrier” è una delle più singolari, sia per la nascita sia per le caratteristiche del modello.

Prodotta in soli mille esemplari, è stata realizzata dalla divisione Belgio-Lussemburgo di Citroën, in collaborazione con Perrier.

 La 2CV e la scimmia Fhou

Citroën 2CV Perrier
Citroën 2CV Perrier – Arezzo Classic Motors 2020 – (c) Ciclootto

Nel 1987 Citroën BeLux, la divisione Belgio-Lussembrugo del marchio Citroën contatta Perrier per verificare un possibile interesse nel realizzare una serie speciale dell’iconica vettura francese.

Quella che viene realizzata di li a poco (commercializzata nel 1988) sarà l’ultima delle serie speciali della 2CV (escludendo la one-off Hermes del 2008).

Centro della serie speciale, la nuova mascotte di Perrier, la scimmietta Fhou, lanciata nel 1986 come testimonial delle acque minerali francesi. Il design della vettura si baserà proprio sulla scimmietta verde, cosa che creerà anche qualche grattacapo alla commercializzazione della vettura.

Solo per Francia e Lussemburgo

Citroën 2CV Perrier
Citroën 2CV Perrier – Logo posteriore – Arezzo Classic Motors 2020 – (c) Ciclootto

La nuova serie speciale viene lanciata al Salone di Brussel 1988. Venduti esclusivamente in Belgio e Lussemburgo è stata realizzata in soli 1000 pezzi.

La base tecnica è quella del Citroën 2CV6 Spécial, con motore bicilindrico 602cc da 29CV, mentre esternamente la vettura è di colore bianco colore storico della Perrier. La caratterizzazione della serie speciale si gioca tutta sul verde e sulla mascotte delle acque minerali

Gli esterni: La statuetta della discordia

Citroen 2CV - La scimmia Fhou sul cofano
Citroën 2CV – La scimmia Fhou sul cofano – Immagine Automag.be

All’esterno, oltre alle scritte Perrier presente sia al posteriore (in alcuni allestimenti anche all’anteriore  sull’aletta di areazione), la particolarità è la presenza sul cofano, appena sotto il parabrezza di una piccola statuetta raffigurante la scimmietta Fhou.

Dalle mani della statuetta protesa, scorre un adesivo verde irregolare, come a rappresentare un rivolo d’acqua, di colore verde. Le ruote presentano borchie ruota a tutta grandezza con impresso al centro il logo Perrier (in verità queste coperture non vennero realizzate da Citroën, ma vennero prodotte da un rivenditore aftermarket tedesco).

Dettaglio del cofano- Citroen 2CV Perrier - Immagine Encyclautomobile.fr
Dettaglio del cofano- Citroën 2CV Perrier – Immagine Encyclautomobile.fr

La statuetta rappresentò un problema in sede di omologazione perché ritenuta potenzialmente pericolosa, cosa che rallentò la messa in commercio del modello.

Gli interni: Fhou e acqua al fresco

All’interno, l’allestimento è quello della Spécial, personalizzato con il volante con logo Perrier (incollato sopra l’originale Citroen), il pomello del cambio in color verde realizzato in un unico pezzo (al contrario delle 2CV standard) e i pannelli porta con impressa la scimmia Fhou.

Citroën 2CV Perrier - Interni e Frigo
Citroën 2CV Perrier – Interni e Frigo – Immagine 2cvperrier.nl

L’elemento caratterizzante della vettura è al centro, sotto alla leva del cambio. Un frigo a 12V verde, con logo Perrier che può contenere 6 bottigliette dell’acqua minerale francese. Sopra sono presenti 4 portabicchieri ricavati dal coperchio del frigo. Particolare la maniglia di apertura, realizzata attraverso una finta corda intrecciata. Vista l’assenza di una batteria supplementare, il piccolo frigo funziona solo a motore acceso.

La fine di un mito

Oltre ad essere l’anno di questa serie speciale, il 1988 decreta il termine della produzione della Citroën 2CV in Francia. La piccola francese rimase in produzione fino al 1990 nello stabilimento portoghese di Mangaulde, chiudendo la sua lunghissima carriera (iniziata nel 1948) con 3,8 milioni di 2CV prodotte

 

 

Mille Miglia 2020. Presentato l’elenco partenti

Mille Miglia 2020. Presentato l’elenco partenti

Finalmente disponibile, dopo la conferenza di presentazione, l’elenco dei partecipanti alla Mille Miglia.

In un paese  alle prese con il Corona Virus, la macchina organizzativa della “freccia rossa” prosegue spedita verso l’edizione 2020, nella speranza che il virus non vanifichi gli sforzi

Tra dubbi e incertezze

Aston Martin Speed Spa Special - 1929 - Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto
Aston Martin Speed Spa Special – 1929 – Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto

La situazione è ancora ovviamente tutta da definire in vista di maggio e l’unica cosa a cui è possibile appellarci è la fiducia del presidente della MM, Franco Gussalli Beretta:

“La Mille Miglia sarà a maggio e per ora tutto confermato. Con entusiasmo e con il sostegno del comune presentiamo l’edizione 2020″

In un percorso che dovrebbe snodarsi arrivando a tornare in Piazza Duomo a Milano e a toccare Viareggio, possiamo pregustare la gara dando un’occhiata all’ordine di partenza

L’ordine di partenza: un sogno ad occhi aperti nella storia dell’automobile

Sono 400 gli equipaggi ammessi (su circa 800 domande pervenute). Mai come quest’anno sarà importante l’elenco delle riserve (ben 200) vista la situazione Coronavirus.

Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato - 1929 - Mille Miglia 2019
Alfa Romeo 6C 1750 GS Zagato – 1929 – Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto

Dando un’occhiata all’ordine di partenza, spicca la corposa presenza di vetture Alfa Romeo anche grazie all’appoggio del Museo storico Alfa.

Ben 53 vetture comprese 17 Alfa Romeo 6c 1500/1750, in un tripudio di storia dell’automobile per festeggiare degnamente i 110 anni del biscione.

Grande anche la compagine nazionale con oltre un terzo delle vetture di origine italiana.

Equipaggi: il ritorno dei vincitori

Ad una prima scorsa dell’elenco partenti spiccano immediatamente le conferme sportive dei vincitori dello scorso anno.

Squadra che vince non si cambia, quindi al via abbiamo Giovanni Moceri e Daniele Bonetti ancora su Alfa Romeo 6C 1500 SS e di nuovo alla partenza anche le vincitrici del trofeo per l’equipaggio femminile, Francesca Ruggeri e Silvia Marini su Aston Martin.

Francesca Ruggeri Silvia Marini - Mille Miglia 2019
Francesca Ruggeri Silvia Marini – Mille Miglia 2019 (c) Ciclootto

Altra conferma per l’ex pilota Emanuele Pirro che si troverà di nuovo al volante della splendida Alfa Romeo 6c 2300 Pescara Spyder e di Ivan Capelli, che si troverà a bordo di una Austin Healey 100/4.

Le premesse per un grande evento ci sono tutte. L’incognita del virus che sta paralizzando l’Italia aleggia ancora sulla gara e sull’effettiva presenza degli equipaggi, in particolar modo quelli stranieri.

 

 

Steve McQueen: 500.000 Euro per la Dune Buggy?

Steve McQueen: 500.000 Euro per la Dune Buggy?

Una Dune Buggy da 500.000 euro? E’ possibile se coinvolto nella sua storia c’è Steve McQueen, una delle poche icone di Hollywood in grado di coniugare l’amore per le auto con la carriera cinematografica

Re Mida: dopo la Mustang è tempo di Dune Buggy

Sono passati pochi mesi dalla vendita all’asta della Ford Mustang del film Bullit, una vettura bramata dallo stesso McQueen che le provò tutte per riaverla dal suo proprietario, e ci troviamo di fronte ad uan nuova celebrity car.

Si tratta della Dune Buggy utilizzata da McQueen nel film “il caso Thomas Crown” che andrà all’asta il 5 marzo (ore 17 italiane) ad Amelia Island per Bonhams

Non una buggy qualunque

Coinvolgendo McQueen ovviamnete non si tratta di una “Buggy” normale.

Si tratta di una Meyers Manx 1967, classica Buggy in vetroresina costruita sulla meccanica del VW Beetle. A spiegare al particolarità del mezzo e la sua genesi fu lo stesso McQueen, intervistato a seguito dell’uscita del film:

“Crown lives at the beach, and he has a sand dune buggy. I helped ‘em design it, so I’m kinda proud of that. It’s set on a Volkswagen chassis, with big ol’ wide weenies, big wide tires on mag wheels, Corvair engine stuffed in the back…It’s very light, you know. It’s pulling about 230 horses, and the vehicle weighs about 1,000 pounds.”

Il segreto di questa Meyers Manx quindi è proprio nel motore. Venne equipaggiata con il 6 cilindri 2.7 litri montato sulla Chevrolet Corvair al posto del classico motore Volkswagen.

Anche se McQueen parla di 230 CV, realisticamente il motore difficilmente avrà raggiunto tale potenza. Si ipotizzano 175CV considerando gli scarichi aperti e qualche intervento di messa a punto, considerando che il motore Chevrolet aspirato raggiunge i 140CV.

Con-Ferr Meyers Manx Dune Buggy - Immagine Bonhams
Con-Ferr Meyers Manx Dune Buggy – Immagine Bonhams

La struttura della Manx venne modificata con l’inserimento del parabrezza panoramico e varie modifiche vennero applicate alla struttura, per supportare le prestazioni del modello. Da notare che tutte le sequenze (anche quelle del video ripreso dal film) sono sempre girate da McQueen alla guida, senza alcun stuntman, come da prassi per l’attore americano.

Storia travagliata fino al restauro finale

Una volta terminate le riprese la storia della Buggy del “Il Caso Thomas Crown” si complica.

La vettura vive sulle spiagge delle Hawaii per diversi anni, facendo anche da “trattore” per le imbarcazioni sulla spiaggia. Il motore Chervolet venne sostituito con un 2.2 litri di origine Volkswagen. Visto il continuo uso in spiaggia, la Buggy subì l’inevitabile erosione delle cromature, mentre il corpo in vetroresina venne riverniciato in più punti.

Oggetto di restauro meticoloso, viene presentata in vendita con una stima dai 360 ai 540 mila Euro. Una Meyers Manx “normale” difficilmente supera i 40.000. Riuscirà l’effetto Celebrity car?

Lo potremo sapere seguendo l’asta qui

Update: non sono stati 500k euro ma la vettura è stata assegnata per 406.000 euro (incluse commissioni). Risultato straordinario!

Il MoMA e le mostre d’auto: dalla Cisitalia in poi

Il MoMA e le mostre d’auto: dalla Cisitalia in poi

Spesso parlando della formidabile Cisitalia 202 si fa riferimento al fatto che venne chiamata “la Scultura in movimento” dal MoMa di New York. In verità da quella pionieristica esibizione molte sono state le vetture esposte nella grande mela. Ed è bene dirlo, la Cisitalia non è l’unica a fregiarsi della presenza nella collezione permamente del museo newyorchese

Cisitalia e le “8 automobili”

29 agosto del 1951: il MoMA organizza quella che viene comunemente indicata come la prima mostra in un museo d’arte dedicata al design dell’automobile.

L’evento, intitolato “8 automobiles: an exhibition concerned with the esthetics of motorcar design” è composto da una piccola raccolta di 8 vetture, scelte come esempi di design automobilistico.

Due delle vetture vengono poste nello spazio del giardino esterno mentre per le restanti sei viene allestita e realizzata una finta strada come scenario dell’esposizione, ricreata nelle gallerie del primo piano.

Una rara immagine della Cisitalia 202 nell'esposizione del 1951 al MoMA di New York - Immagine da velocetoday.com
Una rara immagine della Cisitalia 202 – Esposizione del 1951 al MoMA di New York – Immagine velocetoday.com

Una Cisitalia 202 fa parte di questa prima, pionieristica mostra, posizionata a differenza di tutte le altre vetture, su una base in marmo in marmo.

La vettura italiana è accompagnata da una Mercedes SS (1930), una Willys Jeep,  una Bentley 4 1/4 Litre (1939), una Talbot-Lago carrozzata da Figoni e Falaschi (1939),  una MG TC (1948) e per finire,  due vetture americane (inserite nel giardino), una Cord 812 Westchester sedan con il classico design “a bara” e una Lincoln Continental (1941).

Il catalogo della mostra è direttamente disponibile dal sito del MoMA

Le mostre temporanee 

Da quella prima, eccellente mostra sono seguite molte altre occasioni in cui l’auto è diventata protagonista al MoMA.

Nel 1953 la seconda mostra dedicata all’automobile, intitolata senza molta originalità “Ten automobiles“.

Immagine della mostra
Immagine della mostra “Ten Automobiles” – Immagine MoMA New York

In questa seconda mostra si evidenzia, in maniera ancora più consistente, l’estro italiano nel design.

Oltre alla Lancia Aurelia B20, la mostra comprende tra le altre una Ford Vedette (carrozzata dagli Stabilimenti Farina), una Simca 8 Sport (design di derivazione Fiat 1100 Pinifarina) e una Siata Daina 1400  Berlinetta (ancora Stabilimenti Farina). Tra le europee presente anche Porsche 356 e Aston Martin DB2

Il catalogo mostra è visibile qui

La mostra
La mostra “Designed for speed” 1993 – Immagine MoMA New York

Più recentemente il MoMA ha dedicato esposizioni a Ferrari (“Designed for speed. Three automobiles by Ferrari” – 1993) con in mostra  Ferrari F1 641/2, una Ferrari 166 Barchetta MM e Ferrari F40 e una mostra dedicata alla mobilità del futuro (“Different roads: Automobiles for the next century” – 1999) con in esposizione Toyota Prius, Smart Fortwo, Ford Ka e la nostra, spesso sottovalutata Fiat Multipla.

Interessante notare che questa esposizione di 9 vetture comprendeva anche la General Motors EV1, vettura che meriterebbe una menzione a parte per la propria particolarissima storia.

La collezione permanente: il primato di Cisitalia

Pochissime sono le vetture appartenenti alla collezione permanente del museo. Attualmente (febbraio 2020) sono solo 9.

Qui c’é il vero primato della Cisitalia 202, che è stata la prima vettura ad essere acquisita dal MoMA e ad aver dato il vita alla collezione permanente. Donata al museo nel 1972 dalla Pininfarina è stata per oltre 20 anni l’unica vettura del MoMA.

Le acquisizioni sono ripartite nel corso degli anni ’90. Al termine della mostra “Designed for speed” la Ferrari F1 641 viene donata dalla Ferrari al museo in modo permanente.

Ferrari 641/2 - Collezione permanente MoMA -Immagine MoMA New York
Ferrari 641/2 – Collezione permanente MoMA -Immagine MoMA New York

Nel 1996 è la volta di una Jaguar E-Type Roadster (Enzo Ferrari ne sarebbe stato contento), quindi l’auto del popolo, la Volkswagen Beetle, una Willys-Jeep,  una Smart ForTwo prima serie e Porsche 911.

Jaguar E-type Roadster, acquisita dal MoMa nel 1996 - Immagine MoMA
Jaguar E-type Roadster, acquisita dal MoMa nel 1996 – Immagine MoMA

Nel 2017 arriva la terza auto italiana della collezione, la nostra amata Fiat Nuova 500. L’ultima vettura acquisita dalla collezione è la Citroen DS23, acquisita nel 2018.

Citroën DS 23 - Collezione permanente MoMA New York - Immagine MoMA
Citroën DS 23 – Collezione permanente MoMA New York – Immagine MoMA

Da notare che le vetture inserite nella collezione diventano “inerti”: non viaggeranno mai più.

Diventano effettivamente delle sculture da esposizione. Questa condizione ha fatto storcere il naso a più di un collezionista ed esperto, ritenendo che l’operazione eseguita dal MoMA privi le vetture della propria anima di mezzo di trasporto, inscindibile dal design dell’oggetto.

 

L’incredibile asta della collezione Petitjean

L’incredibile asta della collezione Petitjean

Un’occasione speciale richiede attenzioni speciali. Per l’asta della collezione Petitjean, RM Sotheby’s ha deciso di allungare di una giornata la propria permanenza a Technoclassica Essen, con una giornata dedicata espressamente a questa particolare selezione di vetture

Cento vetture senza riserva

Lamborghini Miura P400S - The Petitjean Collection - Immagini RM Sotheby's
Lamborghini Miura P400S – The Petitjean Collection – Immagine RM Sotheby’s

L’evento è straordinario sia per la qualità delle vetture sia per il fatto che le quasi cento vetture provengono tutte dallo stesso proprietario, l’ex pilota Marcel Petitjean e vengono offerte tutte con lotti senza riserva. Il massimo offerente tornerà a casa con l’auto scelta.

Le auto? Presente almeno uno esemplare della quasi totalità della produzione Lamborghini (di cui Petitjean è stato distributore ufficiale per l’est europa dal 91 al 96) fino agli anni ’90, partendo ovviamente da Miura. Una P400 S in un classico Giallo Fly è la capostipite di una sequenza da sogno in cui non mancano Contach, Diablo, Espada, Jalpa, Islero, Jarama.

Non solo Lamborghini

Se la sola selezione di vetture di Sant’Agata Bolognese basterebbe ad attirare l’attenzione di molti, l’elenco delle vetture offerte è molto più ampio con l’accoppiata storica di Mercedes SL Roadster (190 e 300),  Maserati 3500 GTi, Jaguar E-Type (sia FHC che OTS), Porsche (compresa una splendida 904 GTS bicolore) ed Aston Martin (DB 2/4 e DB6).

Porsche 904 GTS - The Petitjean Collection - Immagine RM Sotheby's
Porsche 904 GTS – The Petitjean Collection – Immagine RM Sotheby’s

Per concludere, tra le offerte curiosite un’interessante De Tomaso Mangusta e nell’elenco anche una Delorean DMC-12. In attesa del catalogo completo di RM Sotheby’s c’è già da sognare un’acquisto a ribasso sperando di pescare il jolly del “no reserve”.

Asta Collezione Petitjean: Essen c/o Techno Classica Essen – 26 Marzo 2020

 

Fiat 500. In arrivo il set LEGO Creator Expert

Fiat 500. In arrivo il set LEGO Creator Expert

I rumors al momento sembrano confermare che la piccola icona italiana sarà protagonista del nuovo set Lego Creator Expert, in vendita da aprile 2020.

Fiat 500: regina dei cartoon

Gialla con tetto apribile. Questa la scelta maturata dalla LEGO per il kit che andrà ad onorare la piccola utilitaria italiana, nata nel 1957 dal progetto di Dante Giacosa.

Lego Creator Expert 10271 - Fiat 500
Lego Creator Expert 10271 – Fiat 500

La scelta cromatica non è casuale. La vettura proposta riprenderà i colori della “piccola” utilizzata nel cartoon Lupin III, fruttando quindi il traino della nuova versione cinematografica del cartone creato da compianto Kazuhiko Katō.

Le caratteristiche del set

Dalle anticipazioni del sito Probricks il set Fiat 500 Lego Creator Expert 10271 si compone di 960 pezzi e raffigurerà una Fiat Nuova 500 L, versione in commercio dal 1968, caratterizzata dalla presenza dei rostri cromati sui paraurti. Nel kit sembra che i paraurti saranno di plastica opaca e non cromata.

Lego Creator Expert 10271 - Fiat 500 - Retro
Lego Creator Expert 10271 – Fiat 500 – Retro

Il tetto in tessuto sarà effettivamente apribile come le portiere e il cofano motore posteriore. Volante in color grigio e interno spartano, con la strumentazione realizzata attraverso un adesivo.

Riprodotto sia il motore che il vano anteriore, apribile e dotato di ruota di scorta. Sul cofano motore sembra sarà presente il portapacchi con valigia, accessorio spesso montato dai possessori del modello.

Costo e caratteristiche della confezione

Proposto al probabile prezzo di 79,95 €, il kit Fiat 500 Lego Creator Expert, venduto con licenza ufficiale FCA risulterebbe più semplice (viste anche le dimensioni ) rispetto ai precedenti set Ford Mustang (10265) e Aston Martin DB5 (10262), e verrà venduto in una confezione raffigurante una Fiat 500 davanti al Colosseo di Roma. Decisamente un bell’omaggio da parte di LEGO all’iconica Fiat, che lo scorso anno ha festeggiato da poco i suoi 60 anni.