Fiat 1100 TV Coupé Ghia

Fiat 1100 TV Coupé Ghia

La Fiat 1100 TV Coupé Ghia non lascia indifferenti.

Non solo per la bellezza delle forme, ma anche per la storia (in parte oscura) e per la simbologia.

L’epopea dei grandi carrozzieri Italiani

Un periodo irripetibile, di rinascita dalla seconda guerra mondiale, con un fermento umano e tecnologico che mai si è più manifestato in Italia.

La nascita delle fuoriserie ha due protagonisti fondamentali: i grandi carrozzieri Italiani (tra i tanti Vignale, Ghia e ovviamente Pininfarina) e le stesse case automobilistiche Italiane, interessate a regalare ai propri clienti quel “qualcosa in più” per distinguersi dalla ormai nascente motorizzazione di massa.

Fiat 1100 Coupé Ghia - Posteriore
Fiat 1100 Coupé Ghia – Posteriore

E’ in questo contesto che, a metà degli anni 50 nasce questa meravigliosa e rara vettura.

La Fiat 1100 TV Coupé Carrozzeria Ghia.

Fiat 1100 Coupé Ghia - Anteriore
Fiat 1100 Coupé Ghia – Anteriore

Raro incontrarne una visto che si parla di una produzione limitatissima, di appena 6 vetture.

Inutile cercarne in rete, l’unica vera gemella  che mi è capitato di vedere è un modello di color azzurro attualmente in Portogallo. Con molta reverenza mi sono approcciato a questo modello, nella completa tranquillità del proprietario che me l’ha concessa per una mattinata.

La fuoriserie non urlata

Ottimo esempio di equilibrio tra l’eleganza, indubbiamente necessaria su una fuoriserie, e sportività, quest’auto esprime un’eleganza appunto non urlata, dettata unicamente da un disegno riuscito.

La grande griglia ovoidale frontale (forse una premonizione di quello che sarebbe stato il futuro del glorioso marchio Ghia, finito, non senza rimpianti, nelle mani del colosso Ford) conferisce al frontale un’aspetto importante senza alterarne le proporzioni, che sono comunque quelle di una piccola coupé.

Fiat 1100 Coupé Ghia - Linea
Fiat 1100 Coupé Ghia – Linea

Splendido il raccordo del padiglione posteriore, una delle zone più riuscite del modello, che termina il suo disegno in un accenno alle pinne posteriori, un must per modelli del periodo.

L’interno: semplicità ed eleganza

Fiat 1100 Coupé Ghia - Interni
Fiat 1100 Coupé Ghia – Interni

Lo spirito del corpo vettura si ritrova anche all’interno dove viene ripreso l’accostamento del bicolore esterno abbinandolo ad un interno di velluto beige sobrio ed elegante.

Fiat 1100 Coupé Ghia - Logo Ghia Pannello Porta
Fiat 1100 Coupé Ghia – Logo Ghia Pannello Porta

Il volante Franco Conti primeggia in un interno accogliente anche se piuttosto compatto. Bellissima la finitura della fiancata con il listello cromato superiore ad incorniciare il logo Ghia. Finezze da fuoriserie.

Storia oscura e pepe sotto al cofano

L’acquisizione da parte di Ford della carrozzeria Ghia ha avuto come effetto collaterale la perdita di gran parte della documentazione relativa alle vetture, soprattutto le fuoriserie.

Motivo per cui anche l’attuale proprietario ha avuto più di un grattacapo a rintracciare la storia corretta di questa vettura.

Fiat 1100 Coupé Ghia - Motore
Fiat 1100 Coupé Ghia – Motore

Sotto al cofano non troviamo il motore 1100, ma un’unità ben più sportiva. Si tratta infatti di un propulsore 1500cc bialbero OSCA la stessa utilizzata a partire dal 1959 sulle Cabriolet Pininfarina.

Evidente che questo trapianto è stato eseguito più avanti nella storia della vettura (datata 1954). Sicuramente una rinuncia sul piano dell’originalità ma un trapianto che può essere considerato in linea con lo stile della vettura.

Un periodo irripetibile

Una vettura che fa sognare, non solo perché estremamente elegante, ma perché fa pensare a quello che rappresentava (e tutt’ora rappresenta) lo stile Italiano.

Fiat 1100 Coupé Ghia - Posteriore
Fiat 1100 Coupé Ghia – Posteriore

Capaci di grandi cose quando lavoriamo in sinergia. Un ricordo di quel passato, ma anche, implicitamente, un augurio per la nostra piccola grande Nazione

 

Jaguar E-Type

Jaguar E-Type

Difficile pensare ad un’auto più riconoscibile della Jaguar E-Type. Un’auto che ha attraversato i limiti della cultura automobilistica per diventare un modello di stile, una protagonista al cinema e in televisione, un’icona dei fumetti  e perfino star del matrimonio del secolo.

La cosa che più affascina di tutto questo è che a fronte di una irresistibile bellezza, la E-Type era ed è una vettura dei grandi contenuti. Un mito completo, che a distanza di quasi 60 anni non accenna a spegnersi.

Le origini: le cavalcate verso Ginevra

Sono gli inizi degli anni 60 quando dalla matita di Sir Malcom Sayer nasce un’ambiziosa vettura derivata dalla racer D-Type, con il difficile compito di sostituire la serie XK sul mercato. Unica concessione alla novità, il collaudato e performante 6 cilindri da 3.8 litri della XK150S.
La presentazione avviene al salone di Ginevra 1961, dove nasce il curioso aneddoto delle cavalcate: la nuova E-Type arrivò allo stand Jaguar in clamoroso ritardo, guidata a tavoletta da Coventry a Ginevra, appena 20 minuti prima dell’inaugurazione (con gran sollievo di Sir William Lyons)

Jaguar E-Type - Posteriore
Jaguar E-Type – Posteriore

Vista l’enorme mole di richieste per testare la vettura, una seconda E-Type (in questo caso una roadster) arrivò a Ginevra il giorno dopo, guidata anche in questo caso direttamente da Coventry durante la notte da uno dei test-driver del Giaguaro a cui venne detto”Hey, molla tutto e vieni subito qui!”. Due corse mozzafiato per un modello che avrebbe ampiamente ripagato gli sforzi della casa.

Emozione “economica”

Prodotta fin da subito nelle due varianti OTS (Open Two Seater) o FHC (Fixed Head Coupé) fece scalpore per la linea audace, affusolata e decisamente affascinante. Presentata a New York qualche mese dopo, spopolò  anche negli States, con gli americani stregati dalla versione aperta.

Jaguar E-Type - Ruote a Raggi
Jaguar E-Type – Ruote a Raggi

E’ interessante notare che spesso si parla della linea aerodinamica della XK-E ma Malcom Sayer non studia la vettura nella galleria del vento. Gli accorgimenti per migliorare la resistenza all’aria sono frutto di puri calcoli matematici. Bello pensare che da fredde cifre possa uscire qualcosa di emozionante.

Un vantaggio, spesso poco noto, a cui la E-Type deve parte della sua fortuna è l’aver unito contenuti di eccellenza quali i 4 freni a disco, il sofisticato sistema di sospensioni e il potente motore da 265 CV ad un prezzo di vendita “economico”. A parità di prezzo, un cliente poteva preferirgli una Porsche 356, ma si parla di una vettura spinta da un 4 cilindri boxer da 90CV. Qui la faccenda era un po’ diversa.

 

L’evoluzione “infelice”

Jaguar E-Type - Interni

Progredita nel tempo, prima con l’evoluzione del motore a 4.2 litri e la sostituzione del cambio automatico Moss (1964) poi con la nascita della versione 2+2 (con passo aumentato di 9 centimetri), come spesso accade a vetture particolarmente riuscite, il design delle successive 2 serie non è riuscito ad aggiungere o rinnovare la linea disegnata da Sayer.

Jaguar E-Type - Dashboard
Jaguar E-Type – Dashboard

Oltre a questo, la necessità di ottemperare alle normative americane (il 75% dell’intera produzione è stato venduto negli USA) appesantì la linea obbligando a rinunciare alla carenatura dei fari, all’adozione di paraurti maggiorati e a una serie di aggiornamenti che sporcarono un capolavoro che in un mondo perfetto sarebbe dovuto rimanere intatto.

La chiusura nel 1974 con la versione V12 (spesso appellata come “the fat E-Type”) chiuse l’epopea di un’auto speciale e unica.

Meraviglia Opalescente

La vista di questo meraviglioso esemplare di E-Type OTS è stata emozione pura. Prima serie (1965) abbiamo di fronte una vettura che è la virtuale gemella di quella utilizzata nel Royal Wedding di Meghan and Harry, ma (Thank God!) qui abbiamo lo spettacolare 6 cilindri 4.200 cc a spingere l’auto.

Jaguar E-Type - Frontale
Jaguar E-Type – Frontale

Impeccabilmente mantenuta nello splendido Opalescent Silver Blue, il proprietario si è concesso un servosterzo per agevolarsi nelle manovre.

Una modifica reversibile, perché, come certi miti di auto insegnano, alcune auto nascono “perfette”.

Fiat 600 D Zagato Elaborazione

Fiat 600 D Zagato Elaborazione

Il mondo dell’elaborazione delle piccole Fiat ha avuto i suoi capisaldi in Abarth e Giannini, che hanno legato indissolubilmente la loro storia ai successi alle loro pepate versioni. Poco nota (anche a me in vero) la presenza di un ridottissimo numero di Fiat 600 su cui è intervenuta la carrozzeria Zagato. Una tra queste vetture viene offerta in questi giorni all’asta da Pandolfini e non poteva perdere l’occasione di incontrare questo “unicorno” Milanese

Rarissima e inattesa

Scelta curiosa quella di far allestire una vettura di questo tipo da Zagato, che solitamente si occupava di vetture di categorie superiori. Questa vettura faceva dell’understatement il suo cavallo di forza, con un’insospettabile brillantezza e un’estetica particolare, che sicuramente fa intuire che non si tratti di una 600 normale

Fiat 600 D - Zagato Elaborazione - Foto Ciclootto
Fiat 600 D – Zagato Elaborazione – Foto Ciclootto

A “tradire” le velleità dell’auto ci pensa un assetto ben tarato al suolo e il doppio scarico posteriore a incutere “timore” nel traffico

Estetica: la cura della grande Z

L’intervento di Zagato sull’estetica della piccola Fiat è tutto sommato sobrio, eccetto per il motivo bicolore che descrive l’auto. La fascia di colore beige scuro segue l’andamento del cofano anteriore realizzando due fasce laterali che si raccordano con il fregio cromato che adorna la fiancata disegnando una vera e propria Z sulla fiancata.

Fiat 600 D - Zagato Elaborazione - Foto Ciclootto
Fiat 600 D – Zagato Elaborazione – Foto Ciclootto

Pochi gli orpelli e cromature (di gran voga nelle edizioni speciali del tempo) con un simbolo sul cofano anteriore e le indicazioni Zagato-Elaborazione ai lati della carrozzeria.

Fiat 600 D - Zagato Elaborazione - Interni - Foto Ciclootto
Fiat 600 D – Zagato Elaborazione – Interni – Foto Ciclootto

Gli interni, arricchiti ma non stravolti, vedono la presenza di un contagiri aggiuntivo alla sinistra del tachimetro (con fondo scala a 150Km/h) e la Z di Zagato cromata presente sulla parte destra della plancia.

Splendido il volante Nardi presente all’interno.

Stanguellini per il motore

Fiat 600 D - Zagato Elaborazione - Foto Ciclootto
Fiat 600 D – Zagato Elaborazione – Foto Ciclootto

Non solo elaborazione “estetica” per quest’auto, su cui è presente una modifica al motore realizzata a Modena da Stanguellini con testata e scarico modificati con un potenziamento se vogliamo “modesto” ma un suono (provato personalmente) davvero coinvolgente.

Fiat 600 D - Zagato Elaborazione - Motore - Foto Ciclootto
Fiat 600 D – Zagato Elaborazione – Motore – Foto Ciclootto

Piccoli dettagli per un’asta di interesse

Molti i dettagli particolari di quest’auto, che ha dalla sua parte l’estrema rarità e un’ottimo stato di conservazione.

Fiat 600 D - Zagato Elaborazione - Foto Ciclootto
Fiat 600 D – Zagato Elaborazione – Foto Ciclootto

Offerta da Pandolfini aste in questi giorni (con una stima di 18.000-20.000 euro) rappresenta una delle più esotiche interpretazioni della 600 che mi è capitato di vedere. Un vero unicorno che sicuramente susciterà interesse in qualunque manifestazione italiana.

 

Aston Martin V8: in vendita l’ex-Beckham

Aston Martin V8: in vendita l’ex-Beckham

Le celebrity-car sono sempre piuttosto appetite per il potenziale valore acquisito per via dell’illustre precedente proprietario. Questa Aston Martin, appartenuta al calciatore David Beckham non fa eccezione, comparsa in vendita in questi giorni su autotrader UK

Volante X-Pack: l’eccessiva

Aston Martin V8 Vantage Volante ex-Beckham
Aston Martin V8 Vantage Volante ex-Beckham – Immagine Aston Martin Works

La vettura in questione è una Aston Martin AM V8 Vantage Volante del 1987.

La serie di queste vetture deriva direttamente dalla DBS l’ultimo modello sotto l’egida dell’ex proprietario David Brown ed è sostanzialmente l’ultima eredità di un modello creato sul finire degli anni 60. Dalla cessione del marchio, questa serie di vetture non incorpora più l’omaggio nel nome-modello (DB) dedicato al fondatore del gruppo.

In particolare, quest’auto è una rara V8 Vantage Volante, una delle sole 78 cabrio prodotte ed è dotata del pacchetto performance X Pack che porta il motore 5.3 litri V8 dell’auto a 432 CV.

Aston Martin V8 Vantage Volante ex-Beckham - Immagine Aston Martin Works
Aston Martin V8 Vantage Volante ex-Beckham – Immagine Aston Martin Works

In verità la linea di queste vetture appartenenti all’ultima serie delle V8 è spesso criticata per l’estetica. La carrozzeria è stata caricata di minigonne e alettoni rendendo la linea piuttosto pesante, ma, considerando l’eccentrico ex-proprietario, perfettamente in linea con il personaggio

Quotazione e vendita

Quest’auto, color granata con interni in pelle color crema è stata utilizzata dal calciatore sia ai tempi della permanenza a Manchester, sia in seguito nelle stagioni passate a Madrid.

Aston Martin V8 Vantage Volante ex-Beckham - Immagine Aston Martin Works
Aston Martin V8 Vantage Volante ex-Beckham – Immagine Aston Martin Works

Esposta all’edizione 2020 del London Classic Car Show (appena prima del lockdown per la pandemia Covid), viene offerta in vendita a 445.000 sterline, pari a quasi mezzo milione di Euro.

Quotazione senza dubbio alta: troverà qualche sognatore fan? O qualche commerciante alla ricerca di affari?

 

<b>Automotoretrò 2020 – Weekend di adrenalina</b>

Automotoretrò 2020 – Weekend di adrenalina

In archivio l’edizione numero 38, Automotoretrò si conferma e rilancia con l’edizione 2020, una vocazione di salone dell’auto “globale”.

Le direzioni: giovani e spettacolo

Da appassionato di storiche, quest’anno più di altri mi è risultata evidente l’intenzione di attrarre un pubblico eterogeneo, strizzando l’occhio ai giovani, spesso fruitori marginali delle classiche, in un mondo sempre più veloce ed immediato.

Mi sono chiesto se questa direzione sia stata dettata dalla necessità di supplire allo scippo da parte di Milano del Salone al Parco Valentino.

Questa mia sensazione non ha comunque reso meno interessante la parte “storica” con vetture affascinanti e presentate in spazi adeguati (con beneficio degli scatti dalla fiera).

Cisitalia 202 Berlinetta - Automotoretrò 2020
Cisitalia 202 Berlinetta – Automotoretrò 2020

A rimarcare la vocazione “giovane” del salone, Catawiki, sponsor ormai storico di AMR ha puntato sulle youngtimer più sportive degli anni 80-90 presentando tra le altre Fiat Uno Turbo, Renault Supercinque Turbo, Opel Corsa GSi e Peugeot 205 GTI.

I siti istituzionali facevano sognare con vetture spettacolari,  a partire dalla Cisitalia 202 presente allo stand ASI, che da sola poteva valere il prezzo del biglietto

Giovanni Michelotti: designer a mano libera

La presentazione del volume “Giovanni Michelotti, a mano libera” è stata una formidabile occasione per un focus sul grande designer, con uno stand che presentava, oltre ad una Lancia Flavia Convertibile e a una DAF 66 Coupé Marathon, una curiosa one-off realizzata su meccanica Fiat 500, la Minnie.

Fiat 500 Minnie Vignale - Michelotti - Automotoretrò 2020
Fiat 500 Minnie Vignale – Michelotti – Automotoretrò 2020

Un’altra delle vetture più interessanti dell’evento porta la firma di Michelotti. In una parte della sezione commercianti era presente una rara Shellette (o Spiaggetta), una beach car realizzata in appena 80 esemplari su meccanica Fiat 850.

Si tratta di una vettura rara e famosa, in possesso di numerosi personaggi noti, tra cui il designer Philippe Starck e Jacqueline Kennedy Onassis con una versione realizzata su meccanica DAF 55 utilizzata prevalentemente su Skorpios, l’isola privata di proprietà dell’armatore greco.

Michelotti Shellette/spiaggetta - Automotoretro-2020
Michelotti Shellette/spiaggetta – Automotoretro-2020

FCA e Registro Fiat: padrone di casa

Da buone “padrone” di casa, FCA e Registro italiano Fiat hanno portato pezzi interessanti. Nello stand ufficiale, con al centro una Alfa Romeo 6c 1500 SS in splendide condizioni, venivano onorati i 40 anni della Fiat Panda con una prima serie di color rosso praticamente immacolata.

Il registro italiano presentava 2 anime con un paio di Fiat 512-514 anni 30 con eleganti carrozzerie in stile US e due splendide realizzazioni Abarth, tra cui una 1000 TCR su base Fiat 600 veramente molto bella.

Alfa Romeo 6c 1500 SS - Stand FCA - Automotoretro 2020
Alfa Romeo 6c 1500 SS – Stand FCA – Automotoretro 2020

Le auto in vendita: grandi auto, qualche assenza

L’esposizione dei commercianti, sempre molto attesa, quest’anno ha portato poche novità di spicco. Come sempre la parte del leone è rappresentata dalla produzione nostrana, con una moltitudine di interessantissime vetture Alfa e Fiat in vendita.

Tra le varie vetture presenti, segnalo una Alfa Romeo Spider IV serie, presente in una singolare versione in edizione limitata per il mercato francese, la Beauté (bellezza) in bi colore bianco-blu con interni in pelle bianca e sempre per il “biscione” una singolare Alfa Romeo 2000 Berlina, vettura molto rara anche perché prodotta in soli 2140 esemplari.

Alfa Romeo Spider IV serie Beauté - Automotoretro 2020
Alfa Romeo Spider IV serie Beauté – Automotoretro 2020

Di rilievo inoltre lo stand di Officine Guidi Torino che ha presentato in fiera una line-up straordinaria di vetture, in un parallelo tra versioni stradali e versione corsa con Lancia Stratos, 037 e Delta S4 per la sezione racing e Peugeot 205 T16, Lancia 037 Stradale e Lancia Delta S4 Stradale dall’altra, in quello che con tutta probabilità era uno degli stand più belli di tutta la manifestazione.

 

<b>Arezzo Classic Motors 2020 – Un ritorno coi fiocchi</b>

Arezzo Classic Motors 2020 – Un ritorno coi fiocchi

Quando meno te l’aspetti

Arezzo Classic Motors edizione numero 22 si è rivelato un evento godibile e in crescita, cosa che non avevo personalmente percepito nelle precedenti edizioni.

Bello lo sforzo di creare coinvolgimento attraverso un’esposizione non banale. Grande merito sicuramente all’importante compleanno festeggiato in fiera, che si è rivelato il fulcro di un’esposizione che, nonostante le ridotte dimensioni, aveva molto da offrire.

La festa Alfa: un tripudio di Biscioni

L’attesa esposizione per i 110 anni di Alfa, intitolata “Sport e Stile” è andata decisamente oltre le aspettative, con 6 vetture notevoli, ed in particolare l’Alfa 1750 SS “originale” della collezione Righini (vista anche a Padova lo scorso anno) e le due splendide 6C in esposizione.

Alfa Romeo 6C 2500 Sport Freccia d'Oro - Arezzo Classic Motors
Alfa Romeo 6C 2500 Sport Freccia d’Oro – Arezzo Classic Motors

Una 6c 2300 Corto Gran Turismo carrozzata dalla svizzera Worblaufen, strepitosa e una stupenda 6c 2500 Sport Freccia d’Oro in uno straordinario Verde Smeraldo. Solo queste 3 vetture rendevono giustizia al costo d’ingresso. Nello stesso stand, a completare il sestetto di Arese, GTA Junior 1300, Giulietta Sprint e una fantastica Montreal dorata.

La storia della 124

Fiat 124 Sport Coupé Prima Serie - Arezzo Classic Motors
Fiat 124 Sport Coupé Prima Serie – Arezzo Classic Motors

Splendida l’esposizione del Registro Italiano Fiat, ad onorare la Fiat 124. Presenti praticamente tutte le versioni, dalla berlina alla familiare, dalla 124 Sport Coupé alla Abarth. A voler essere pignoli mancava una 124 Coupè terza serie, ma davvero era difficile chiedere di più.

Simca 1000 e l’esposizione Youngtimers

Esposizione Simca 1000 - Arezzo Classic Motors
Esposizione Simca 1000 – Arezzo Classic Motors

Un po’ deludente l’esposizione Simca 1000. Intendiamoci, era un meraviglia per gli occhi, ma le vetture erano parcheggiate così vicine l’un l’altra da non permettere una visione ottimale. Avrei preferito più spazio per poterle dedicare l’attenzione che meritano. Comunque presente tutto il range modello, dalla Simca 1000 GL prima serie fino alla Rallye 3 con i caratteristici fari quadrati.

Il Club Saracino, patrocinatore dell’evento ha presentato un’esposizione molto interessante di youngtimers con il chiaro obiettivo, un mantra per ogni club storico, di attirare i giovani verso il motorismo d’epoca.

In definitiva, sono tornato a casa estremamente soddisfatto, una sensazione che spesso manca anche in fiere di più grandi dimensioni. Grazie Arezzo e pronti per il 2021!

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<b>Ferrari F50. All’asta il primo prototipo</b>

Ferrari F50. All’asta il primo prototipo

Telaio #99999

La prima realizzata. Test car prima, show-car poi. Infine riassemblata per la vendita.

La Ferrari F50 telaio #99999 è con tutta probabilità la più significativa delle 349 berlinette prodotte da Ferrari per celebrare il suo 50esimo compleanno.

Il modello dei modelli

Ferrari F50 Prototipo - Immagini da Wordwide Auctioneers
Ferrari F50 Prototipo – Immagini da Wordwide Auctioneers

Utilizzata come vettura di test, #99999 è divenuta la prima delle F50 di produzione dopo aver vissuto da globetrotter in giro per il mondo, avendo posato come riferimento per i modellini Burago, Maisto, Tamiya e Revell.

Presente ai principali eventi mondiali Ferrari del periodo, tra cui il Salone di Ginevra 1995, Ferrari Days 1995 a Spa, Belgio ed a “Tutte le Ferrari in Pista” 1995 all’autodromo del Mugello, nel 1997 la Rossa è tornata a casa per essere controllata e preparata per la vendita. Destinatario l’ex pilota belga Jacques Swaters, fondatore del “Garage Francorchamps” e amico personale di Enzo Ferrari

Il viaggio negli States e la vendita all’incanto a Scottsdale

Ferrari F50 Prototipo - Parte della documentazione - Immagine da Wordwide Auctioneers
Ferrari F50 Prototipo – Parte della documentazione – Immagine da Wordwide Auctioneers

Venduta a un facoltoso collezionista americano dalla collezione Swaters nel 2007, la rossa è rimasta negli States fin’ora, presenziando ad innumerevoli eventi collezionando in tutti questi anni appena 2.300 km.

Splendidamente mantenuta con ovvia certificazione Ferrari Classiche verrà offerta come lotto 49 all’asta di Scottsdale (Arizona) mercoledi’ 15 Gennaio da Worldwide Auctioneers.

La casa d’asta non si pronuncia sulla stima di vendita, vista l’esclusività del pezzo in offerta.

<b>Anteprima Arezzo Classic Motors 2020</b>

Anteprima Arezzo Classic Motors 2020

Il 2020 dell’auto classica

Come da tradizione, ritorna Arezzo Classic Motors nei locali della fiera di Arezzo. L’evento, arrivato all’edizione numero 22, apre il 2020 dell’auto d’epoca con appuntamenti importanti

Vetture Abarth della Collezione Fantini - Arezzo 2019
Vetture Abarth della Collezione Fantini – Arezzo 2019

110 anni di Alfa Romeo

L’anniversario della nascita del marchio Milanese verrà festeggiata in tutta la fiera con l’esposizione “110 anni Alfa Romeo – tra Sport e Stile”. Per esaltare l’eccellenza sportiva Alfa saranno presenti 6 vetture anteguerra, affiancate da modelli anni ’50-’60, un periodo iconico per la qualità e lo stile del mondo Alfa Romeo.

Omaggio a Fiat 124 e Simca

Registro Fiat Italiano - Le Fiat Ritmo dell'edizione 2019
Registro Fiat Italiano – Le Fiat Ritmo dell’edizione 2019

Il registro storico Fiat, sempre presente ad Arezzo, omaggia la Fiat 124 nelle sue diverse declinazioni, comprese le Coupè, Spider e le versioni Abarth. Grande attesa qui a Ciclo Otto per la mostra dedicata Simca organizzata dal Simca Club Italia, che esporrà le più significative vetture del marchio Francese, comprese le versioni dal pedigree sportivo (in primo luogo, le Simca 1000).

In occasione dell’uscita della nuova Defender, in fiera verrà realizzata una particolare rassegna dedicata al fuoristrada inglese, ripercorrendone le versioni più significative

Club saracino e l’esposizione Youngtimers

Il Club Saracino, patrocinatore dell’evento preparerà un’interessante esposizione di youngtimers intitolata “Instant Classic”, comprendente alcune delle vetture più significative della produzione moderna, destinate a diventare delle classiche negli anni a venire

Informazioni e accessi

La fiera si svolgerà questo weekend, 11-12 gennaio 2020 con i seguenti orari

Sabato 11 gennaio 2020: 8,30 – 19,00
Domenica 12 gennaio 2020: 8,30 – 18,00

Ingresso 12 euro

Per maggiori informazioni: Arezzo Classic Motors

 

 

 

 

 

<b>Siata-Ford 208 SL Cabriolet – Stabilimenti Farina</b>

Siata-Ford 208 SL Cabriolet – Stabilimenti Farina

Ibrido Italo-Statunitense

Associare l’estro Italiano con la meccanica delle vetture americane. Un connubio non nuovo soprattutto negli anni 60 e 70. Per la storia di questa Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale andiamo un po’ più indietro, fino agli anni 50 dove Jimmy Mulgrew proprietario del grande concessionario Ford di Euclid, Ohio decide di creare una coupé sportiva esclusiva che fosse al tempo stesso un modello promozionale per la sua attività che una valida stradista. Il facoltoso imprenditore si accordò con Siata per vestire con il suo abito d’alluminio una Ford Tudor Sedan del 1951.

Da coupé a cabriolet e l’addio degli Stabilimenti Farina

Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale - Auto e Moto d'Epoca - Padova 2019
Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale – Auto e Moto d’Epoca – Padova 2019

La vettura con tutta probabilità venne smontata prima dell’invio in Italia. Mantenendo il motore v8 – 3.9 litri Ford viene montata la carrozzeria Siata mentre riutilizzando gran parte degli interni e la strumentazione originale. In questa fase si consuma l’errore, il piccolo “giallo”, in quanto negli accordi di Mulgrew la vettura doveva essere una coupé sportiva, mentre Siata operò una conversione in una cabriolet. L’assemblaggio della vettura avvenne infine presso gli Stabilimenti Farina. L’auto completa ritorna negli States a fine 1952 e viene considerata come una delle ultime “opere” realizzate dalla carrozzeria torinese prima della chiusura per fallimento nel 1953.

Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale - Auto e Moto d'Epoca - Padova 2019
Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale – Auto e Moto d’Epoca – Padova 2019

La carrozzeria, realizzata completamente in alluminio mantiene alcuni stilemi tipici di Siata, pur mantenendo l’imponenza dei modelli americani anni 50. All’arrivo a Euclid, grande fu la sorpresa di Mulgrew nel trovarsi davanti vettura scoperta. L’indubbia bellezza dell’auto unità alle prestazioni dinamiche fecero accettare la sorpresa al facoltoso americano. La vettura rimase presso la Ford di Euclid per 3 anni quando venne venduta, iniziando un lungo percorso fatto di molteplici cambi di proprietario.

La riscoperta e l’asta Rm Sotheby’s

Le ultime tracce dell’auto risalgono al 1988 quando l’auto viene messa a riposo dall’allora proprietario e sparisce dalla circolazione fino a metà degli anni 2000,  quando viene un primo parziale restauro, completato poi a fine 2014. Da notare che la vettura era inizialmente completamente rossa, mentre in uno dei passaggi di proprietà è stata dipinta nell’attuale livrea bicolore. Nel 2017 viene offerta all’asta a Monterey (California) dove viene assegnata per 209.000 dollari

Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale - Auto e Moto d'Epoca - Padova 2019
Siata-Ford 208 SL Cabriolet Speciale – Auto e Moto d’Epoca – Padova 2019

Splendida nelle sue forme e nell’intatta eleganza degli interni, a sorprendere è principalmente la lunghezza di questa Cabriolet, studiata in primo luogo per le grandi highways americane più che per le strette strade italiane. Curioso ritrovarla in terra italiana, in vendita presso uno stand olandese ad Auto e Moto d’Epoca a Padova lo scorso ottobre

 

 

<b>Milano Autoclassica 2019</b>

Milano Autoclassica 2019

Distinguersi

Scegliere come improntare una fiera di auto classiche non è semplice. Milano Autoclassica in queste ultime edizioni ha scelto, a mio avviso, di proporre un’immagine votata all’eleganza. Una scelta azzeccata?

I pro di Milano Autoclassica: effetto vetrina

Come ultima fiera di auto classiche dell’anno, Milano Autoclassica, ospitata negli amplissimi spazi di Rho-fiera sfoggia sempre una apertura da salotto, una sorta di porta sulla bellezza. Obiettivo in questo caso raggiunto con le due meravigliose Ferrari 250 GT Berlinetta SWB e 125 S. La “furbizia” di aggiungere al centro la F2002 di Michael Schumacher ha permesse di accontentare anche l’appassionato occasionale, trasformando l’ingresso della fiera in un elogio al Cavallino.

Dino 246 GTS - Milano Autoclassica 2019
Dino 246 GTS – Milano Autoclassica 2019

Spostando lo sguardo poco più in là, le rosse di Rosso Corsa continuano l’effetto di apertura, con una F40 e F50. A sorprendere è la presenza contemporanea di ben 3 Dino 246 GTS tra cui una sfavillante in verde metallizzato e soprattutto la Ferrarti 342 America che è stata di proprietà del Drake.

Asta Wannenes: confort zone

Le auto presenti all’asta di Wannenes, come da anticipazioni, erano un variegato gruppo di auto appetibili. Splendida la Jaguar XK 120 SE offerta, ma in definitiva mancava l’effetto wow, la vettura (o auspicabilmente le vetture) che facessero sognare. Una “confort zone” dell’auto con proposte interessanti ma tutto sommato tranquillizzanti.

Lancia Aprilia e Ardea - Asta Wannenes - Milano Autoclassica 2019
Lancia Aprilia e Ardea – Asta Wannenes – Milano Autoclassica 2019

Bella la selezione di Lancia tra Aurelia B10, Aprilia e Ardea. Purtroppo non si riescono a trovare i risultati d’asta, sia dal sito d’aste sia su siti specializzati (ho visitato la fiera nella giornata di venerdì). Sarebbe stato interessante approfondire il gradimento del pubblico (se volete aggiungere info, scrivetele nei commenti!).

I contro: crescita?

Nonostante il grande afflusso di pubblico (quasi in 77.000 in Fiera nell’arco dei 3 giorni), rimango dell’idea che Milano possa fare ancora di più. La piazza meneghina è troppo importante per non crescere esponenzialmente con la sua manifestazione e se devo confrontare questo evento con Padova (quasi bulimica per offerta e dimensioni e con quasi il doppio delle presenze in 4 giorni) o Torino (che si porta dietro il fascino della storia dell’automobile) trovo che Milano abbia intrapreso una strada, quella che ho chiamato del “salotto buono”, che rappresenta una vetrina patinata che può avvicinare un pubblico più ampio e meno specializzato al mondo dell’auto classica.

Lancia Aurelia B24S - Stand Kessel Classic - Milano Autoclassica 2019
Lancia Aurelia B24S – Stand Kessel Classic – Milano Autoclassica 2019

La vicinanza temporale con Auto e Moto d’Epoca a Padova probabilmente è un punto a sfavore dell’evento Milanese, che personalmente avrei preferito in ulteriore sviluppo per presenze e offerta. Non dico di essere tornato a casa scontento (non mi accade quasi mai in questi eventi) ma su Milano Autoclassica nutro sempre delle aspettative grandi, che spero vengano ancor più soddisfatte nell’edizione 2020.

Ecco la fotogallery dalla fiera

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