<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso</b>

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso

La mobilità di massa in Italia ha avuto alcune vetture cardine. La Fiat 600 è una di queste. Aveva senso pensare a una versione lusso partendo da un’auto popolare? Per Vignale decisamente si. Nacque così la Rendez-vous.

Se la 600 non basta

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous
Fiat 600 Vignale Rendez-Vous

Prodotta dal 1955 al 1959, sfruttando la base meccanica della Fiat 600, la Rendez-Vous è stata un modello realmente esclusivo. Non ci sono dati certi sul numero di vetture prodotte, si parla di meno di 200 e se ne stimano solo 20 ancora esistenti.

L’estetica delle vetture, disegnata da Michelotti, si ispirava alle stupende Lancia anni ’50 con un’incredibile trasformazione rispetto all’estetica della vettura d’origine. Facile ritrovare nelle linee dell’auto riminiscenze della Lancia Aurelia, sia all’anteriore (con la grande bocca frontale) sia al posteriore con i fanali verticali e la coda che si prolunga sul terzo volume con linea curvilinea.

La vettura poteva essere impreziosita con eleganti cerchi a raggi, mentre per molti esemplari veniva scelta la livrea bicolore in particolare la finitura argento della parte alta della vettura.

Sostanza oltre l’estetica

Rendez-vous - Vista posteriore
Rendez-vous – Vista posteriore

Oltre alla evidente trasformazione estetica, anche sotto al cofano posteriore c’erano sostanziosa novità. Infatti il motore della 600 veniva dotato del kit Abarth con cilindrata maggiorata a 747cc e una potenza superiore ai 40CV che donavano alla vettura un discreto spunto.

L’interno, presente in configurazioni differenti, poteva ospitare, a discrezione del cliente la strumentazione della 600 base (presente in gran parte dei modelli incontrati) o adottare elementi personalizzati. Allo stesso modo era prevista la personalizzazione degli interni. Lo spazio interno disponibile è più da 2+2 che da berlina 4 posti, con la possibilità di ribaltare la seduta posteriore per aumentare la capacità di carico disponibile all’interno del cofano anteriore.

Valori in salita

Dettaglio del posteriore - Rendez-Vous
Dettaglio del posteriore – Rendez-Vous

Ma quanto vale una vettura simile? Se i prezzi di un esemplare da restaurare sono relativamente bassi, si assiste a quotazioni dell’ordine dei 50.000 euro per esemplari già ricondizionati. Non deve sorprendere un valore del genere considerando l’esiguo numero di modelli ancora disponibili e le caratteristiche di esclusività dell’auto.

 

 

<b>Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante</b>

Milano Autoclassica 2018: Crescita Costante

Con la chiusura di Milano Autoclassica si è concluso l’ultimo salone italiano di rilevanza internazionale dell’auto classica per il 2018. Ecco le nostre impressioni

Accoglienza Porsche

Porsche 550 RS Spyder
Porsche 550 RS Spyder

Quando ad accoglierti ci sono 3 icone Porsche, non si può che sorridere. Le tre vetture d’apertura, scelte dal curatore, hanno rappresentato appieno Porsche e la sua immagine. L’eleganza: Porsche 356 A Carrera GT/GS; Le gare: Porsche 906; La sportività: Porsche 550 RS Spyder.

Tre vetture non comuni a fare da apripista allo stand Porsche che da solo valeva il prezzo del biglietto (peraltro, sempre piuttosto salato, in biglietteria a 25 euro).

Non da meno lo stand di Rossocorsa, forse meno emozionale rispetto all’ingresso Porsche ma con pezzi di gran calibro come la particolare Ferrari 166 S. Peccato che lo spazio dedicato alle 3 punte di diamante fosse un po’ costretto.

 

La prima volta di Aste Cambi

Opel Kadett GT/E Rally - Asta Cambi
Opel Kadett GT/E Rally – Asta Cambi

La prima volta di Aste Cambi ha risentito della natura stessa delle vetture offerte. Le auto, in gran parte ex-racer della collezione di Gianni Giudici, avevano un range di possibili interessati limitato. E’ quindi mancato l’effetto WOW e la possibile lotta tra bidder, vista la particolarità dei lotti.

Ci risultano non assegnati i top lot, ma si rimane in attesa delle comunicazioni ufficiali di Cambi.

In ogni caso, la casa d’aste era al corrente del fatto che sarebbe comunque stata una “cold start”, prima volta di un percorso di cui, quest’asta di Milano è stato solo il primo atto.

 

I live show: il confronto tra ASI e i Car Shows

Stand ASI - Conferenza Jaguar XJ
Stand ASI – Conferenza Jaguar XJ

Curiosa la situazione delle zone conferenze, che definisce anche il possibile diverso target di riferimento dell’evento, soprattutto confrontando Milano con Auto e Moto d’Epoca a Padova. In momenti diversi della giornata abbiamo assistito , presso lo stand ASI ad una interessante conferenza sui 50 anni della Jaguar XJ, e più tardi, nella zona conferenze più grande, allo show di “Perché Comprarla Classic” di Motor1.com.

Perché Comprarla Classic - Andrea Farina
Perché Comprarla Classic – Andrea Farina

Evidente la differenza tra le due proposte ed altrettanto marcata la differenza di pubblico. Persone over 40 ad ASI (in verità non moltissime), ragazzi e giovani (con tanto di selfie e autografi) per lo stand del “perché comprarla”.

Due facce di una stessa proposta, con audience diversa che potrebbe sancire un’importante differenziazione  tra le varie fiere di settore negli anni a venire

Le costanti: i commercianti e i prezzi

Lancia Delta S4 Stradale
Lancia Delta S4 Stradale

Se nei live show, qualcosa di diverso si è visto, per quanto riguarda le vetture esposte dai commercianti, in realtà lo scenario è stato lo stesso delle altre fiere, considerando che gran parte dei player erano esattamente gli stessi.

Anche sul fronte prezzi e vendite, i commenti sono sempre li stessi. Prezzi cari e vendite ridotte.  Come sempre non sono mancate le chicche, come la bella Delta S4 stradale, in vendita a 455.000 euro, la singolare Citroen 2CV 4×4 (in fase di restauro) o la faraonica Ferrari 330 GT Speciale (one-off di Scaglietti).

Premio eccentricità (e prezzo), la Panda 4×4 ex- Gianni Agnelli rivestita da Garage Italia acquistabile a 50.000 euro. Unica considerazione positiva, in media, il maggior spazio a disposizione per le vetture esposte cosa che ha fatto il piacere di spotter e fotografi.

Conclusioni

Milano Autoclassica è la cenerentola dei saloni d’epoca (almeno per numero di edizioni) tra il blasone storico del Lingotto di Automotoretrò a Torino e la megadimensione di Auto e Moto d’Epoca a Padova. Con queste premesse, non sarebbe facile proporsi come terza forza. Milano, da capitale economica d’Italia dimostra di crescere con idee e innovazioni, cercando di creare strade anche diverse per attrarre pubblico eterogeneo per un evento glamour che ha come filo conduttore l’auto classica, ma che si dipana con sfaccettature nuove, cercando una dimensione e un pubblico che non potrà che crescere. Volendo sottolineare qualche aspetto su cui puntare, visti gli ampi spazi della fiera di Rho, sarebbe stata gradita qualche attività dinamica all’aperto, eventi a cui gli altri saloni ci hanno negli anni abituato. All’anno prossimo Milano!

La fotogallery

Qui i nostri scatti dalle belle giornate di Milano Autoclassica

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<b>Anteprima Milano Autoclassica 2018</b>

Anteprima Milano Autoclassica 2018

Weekend importante per il capoluogo lombardo e l’auto classica con l’ultima fiera di rilevanza nazionale del 2018. Milano Autoclassica. Vediamo cosa promette quest’anno la kermesse meneghina

Le auto: Porsche racing, Ferrari Rossocorsa

Porsche Carrera 906
Porsche Carrera 906

Una raccolta d’eccezione di vetture Porsche accoglierà i visitatori per chiudere idealmente i festeggiamenti per i 70 anni del marchio. Se ogni salone di auto classiche ha celebrato a suo modo questo evento, Milano ha voluto fare del compleanno l’evento centrale della fiera con l’esposizione di 10 iconiche vetture, selezionate dal Classic Car Advisor Paolo Olivieri. Sarà possibile ammirare ad esempio una Porsche 906,  una Porsche 550 RS Spyder vera (una volta tanto non una REPLICA) e Porsche 356 A Carrera GS/GT Speedster.

A contorno di questo compleanno speciale,  le esposizioni di team e rivenditori, tra cui spicca lo stand di Ferrari Rossocorsa che esporrà un trittico “rosso” di primo piano con Ferrari 750 Monza ex-Alberto Ascari, una 166 S, classe 1948,  ed una più recente Ferrari 365 GTC. A contorno, per gli appassionati di F1, sarà presente una Ferrari 126 CK Formula 1, che è stata la prima vettura turbo portata al successo in gara dal compianto Gilles Villenueve.

 

 

L’asta Cambi: Milano-Racing & Sport Cars

Porsche 356 pre-A 1952
Porsche 356 pre-A 1952

Come avviene con Bonhams per Padova, Cambi, partner di Milano Autoclassica, offre all’incanto presso la fiera un’interessantissima selezione di vetture, pricipalmente sportive, con alcune chicche meritevoli di attenzione.

Asta, (inizio alle ore 15 del 24 novembre) vede come top bidder prevista una splendida Porsche 356 Pre A Coupé 1952 perfettamente restaurata, mentre per quanto riguarda le racer c’é veramente di tutto, da una bellisisma Jaguar E-Type 3.8 per finire ad un Dragster da corse sul quarto di miglio e perfino un motore ufficiale della famosa Alfa Romeo 164 Procar (in realtà prodotto in origine per la Ligier di F1)

La lista delle vetture offerte qui.

Conferenze e live show: spazio a youngtimers e star del web

Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi
Alfa Romeo 75 recuperata da Davide Cironi

Interessante lo spazio conferenze, che sembra strizzare l’occhio ad un pubblico più giovane ospitando due star del motorismo online: Davide Cironi, che porterà la su “Drive Experience” alla fiera, presentando il proprio libro “1999 – Insert Coin to Continue”, mostrando il recupero di un’Alfa Romeo 75 ripresa da un pollaio (!!) e Andrea Farina di Motor1.com che porterà alla fiera il suo “perché Comprarla Classic” con la Delorean DMC-12 e il Maggiolino VW.

<b>BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni</b>

BMW 320 TC1 Baur: la Karroserie dei sogni

Un pretesto. Alla fiera di Padova, asta di Bonhams era offerta una splendida BMW 320 TC1 Baur. Vale la pensa ripercorrere sulle ali della E21, le origini di un’azienda con quasi 100 anni di storia

La nascita della Karrosserie

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

La Karroserie Baur  è (o meglio è stata) un’istituzione tedesca. Nata nel 1910, si è occupata per molti anni di realizzare versioni speciali per vetture di alta gamma, lavorando prima della guerra a molte versioni cabrio di vetture Horch e DKW e una volta terminata la guerra (e ricostruita la sede di Stoccarda, distrutta nel conflitto) con DKW. Negli anni ’50 inizia la proficua collaborazione con BMW che darà luogo alle vetture che hanno reso famosa l’azienda.

Per la casa dell’elica, Baur realizza versioni limousine della berlina 501,  le rinomate versioni cabrio delle 501-502 (splendide) e in seguito le le 700 LS coupé e convertibili.

La fama: le Baur TC

BMW 320 Baur TC-1 - 1978
BMW 320 Baur TC-1 – 1978

Il principale successo della Karrosserie Baur è legato alle serie 02 BMW e ancor di più alle serie 3 E21 ed E36. Queste vetture scoperte, venivano realizzate in piccola serie partendo da scocche fornite direttamente da BMW. Non erano vetture speciali (i numeri di telaio sono indistinguibili da quelli delle vetture in vendita) ma semplici scocche su cui in Baur agiva modificando il tetto e rinforzando la vettura, lasciando le vetture con una configurazione “targa”, con il rollbar centrale come elemento strutturale di sicurezza.

BMW non aveva interesse a costruire una linea di produzione per vetture con limitata diffusione e queste vetture sono state prodotte in numeri molto ridotti. La serie E21, probabilmente la più carismatica, è stata prodotta in appena 4596 esemplari. Una di queste è quella ritratta in foto dall’asta di Bonhams. Particolarmente apprezzata, rispetto alle vetture di serie, questa vettura (denominata TC1) rimane l’unica versione della E21 aperta. La seguente E30, realizzata sempre da Baur (denominata TC2) ebbe la concorrenza interna di BMW che decise di creare la propria versione cabriolet (in questo caso una vera cabrio senza rollbar centrale)

Non solo BMW

Porsche 959 - Auto e Moto Epoca a Padova
Porsche 959 alla Fiera di Padova

Se BMW ha dato la fama a Baur, la collaborazione storicamente più importante di Baur non è con la casa di Monaco, ma con i vicini di casa: Porsche. In Baur sono state realizzate le carrozzerie di tutte le Porsche 959 prodotte. Con la supervisione diretta dei tecnici di Zuffenhausen la linea della Karrosserie ha realizzato tutti i 345 esemplari della super car tedesca.

Non è una storia a lieto fine quella del carrozziere di Stoccarda. La società, per tutta la sua storia un’azienda familiare. ha dichiarato bancarotta nel 1998 è stata smembrata in numerose aziende, con gran parte dei dipendenti confluiti in In2p, azienda che continua la tradizione della Baur. ll glorioso marchio continua la sua storia sulla fiancata delle iconiche targa made in BMW.

<b>De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro</b>

De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro

Tante cose si possono dire di Alejandro De Tomaso, ma sicuramente il coraggio e la spregiudicatezza non gli sono mai mancati. La De Tomaso Deauville è figlia di questo impeto, del sogno De Tomaso

La nicchia, il lusso nello stile italiano

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville – 1976

Il contesto che portò alla nascita della Deauville è sostanzialmente quello di riempire un vuoto. Sfruttando lo spazio tra l’assenza di nuovi modelli Maserati, l’assenza dello stile Lancia su una berlina di alto rango, De Tomaso penso di inserirsi con una vettura di pregio, dall’allestimento lussuoso, per rivaleggiare con Jaguar e Mercedes, un sogno in verità carezzato da molti costruttori (ad esempio ISO Rivolta), in quello che nel tempo sarebbe diventato il mercato “premium”.

L’occasione per una tale realizzazione venne da Ford e Ghia. La Ford si era interessata allo studio di una lussuosa berlina con meccanica US e stile europeo. Siamo alla fine degli anni ’60 e  Tom Tjaarda per Ghia realizzò bozzetti e prototipi per una vettura Ford. De Tomaso subentrò nel progetto quando Ford non diede seguito allo sviluppo, riprendendo i bozzetti di Tjaarda.

Ma è una XJ?

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville

Presentata al salone di Torino 1970 (e in produzione dal ’71) la Deauville raccoglieva l’esperienza dei motori Ford, montando il V8 Ford Cleveland che già equipaggiava la Pantera, rendendola una delle berline più veloci del mercato. De Tomaso stesso dichiarò alla stampa di aver percorso la tratta Roma-Milano in 2 ore, esibendo le multe della stradale come prova.

Interni lussuosi e rifiniti con materiali di pregio, come si confà a una vettura di tal rango e come su quasi tutte le realizzazioni delle case sotto la regia di Alejandro.

L’unica reale critica si poteva attribuire al design. La vettura, anteriormente somigliava in maniera notevole alla coeva Jaguar XJ. Interpellato in merito, Tjaarda affermava che il suo disegno era stato precedente a quello della XJ, ma ciò non smentiva l’oggettiva somiglianza del design.

De Tomaso vs. De Tomaso: decollo Maserati e crollo Deauville

La Deauville si dovette scontrare con una serie di situazioni avverse, che portarono ad un insuccesso commerciale. Il primo fattore negativo era la scarsa immagine di De Tomaso rispetto ai brand più conosciuti. Chi era disposto a dare fiducia alla Deauville, soprattutto con le cifre richieste per l’acquisto, mediamente pari a circa il 30% in più rispetto alle concorrenti Mercedes S-Class e Jaguar a parità di dotazioni? Parallelamente, il disimpegno ufficiale di Ford dal progetto cosa che potrebbe aver ingenerato la mancata omologazione della Deauville sul mercato USA, sbocco d’elezione per vetture di questo rango.

A chiudere il capitolo Deauville ci pensò un insospettabile: lo stesso Alejandro De Tomaso.

Sul finire degli anni ’70, De Tomaso, che aveva acquisito il controllo di Maserati, creò la terza generazione della Quattroporte, sfruttando il pianale (e l’esperienza) maturata con la Deauville, avvolgendola nella linea squadrata disegnata da Giugiaro.  Le vendite della neonata auto del tridente, vuoi per il blasone del marchio, vuoi per la freschezza di un modello nuovo (1979) affossarono definitivamente la “povera” Deauville

Lusso e rarità: un unicorno

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville alla Fiera di Padova

Alla fine della lunga carriera della Deauville (1971-1988 con 3 versioni differenti con affinamenti meccanici che poi verranno riportati direttamente sulla Quattroporte) la Deauville totalizzerà appena 244 vetture. Davvero difficile incontrarne una. La vettura delle nostre immagini è stata ripresa alla Modena Motor Gallery e alla Fiera di Padova 2018.

A Padova il prezzo richiesto era 76.000 euro. Forse il passato si ripete: prezzo troppo alto? D’altra parte l’esclusività ha un valore, ma solo fino a quando c’è chi è disposto a pagarlo.

<b>Innocenti 950 Spider – L’evoluzione della specie</b>

Innocenti 950 Spider – L’evoluzione della specie

Innocenti 950 Spider
Innocenti 950 Spider

L’azienda meccanica Innocenti deve la sua grande fama alla produzione di elementi in ferro per ponteggi (i famosi “tubi innocenti”), alla Lambretta, lo scooter-mito degli anni ’60 e alla produzione della Mini, realizzata in Italia grazie all’accordo con la British Motor Company (in seguito British Leyland). I primi timidi passi di Innocenti nella produzione di vetture a quattro ruote sono precedenti a quel periodo e fanno capo al forte legame dell’azienda con la stessa società inglese.

 

 

Dalla Austin A40 alla prima vettura “originale”: la 950

L’azienda della Lambretta si lanciò nella produzione di vetture avviando l’assemblaggio a Lambrate della Austin A40 attraverso un acordo di licenza. Nella naturale evoluzione dell’attività, si passò alla creazione di una vettura con un proprio stile.

Utilizzando lo chassis della Austin-Healey Sprite venne affidata la creazione della carrozzeria della spider made in Innocenti alla carrozzeria Ghia e al designer Tom Tjaarda.

Il risultato fu la Innocenti 950 spider.

Come le inglesi, meglio delle inglesi

Innocenti 950 Spider
Innocenti 950 Spider

Una costante della produzione Innocenti su meccanica inglese, tradizione mantenuta sia per la 950 che per le seguenti J4, J5, IM3 e soprattutto le Mini, era l’importante attenzione al dettaglio e alle finiture, visto il particolare gusto italiano, diverso dalla relativa spartanità delle finiture inglesi.

La 950 spider, mantenendo le prestazioni della Sprite, offriva uno stile con un gusto italiano, finiture migliori (a partire dalla capote a doppio strato) e uno stile profondamente diverso da quello della sorella inglese, evidentemente influenzato dallo stile americano, come spesso accadeva ad inizio anni ’60 in molta produzione europea, come evidenzia la coda con un accenno di pinna che si estende fino alle luci posteriori.

La concorrenza Fiat e la fine, senza eredi

La 950 si poneva in diretta concorrenza con la Fiat 850 spider a cui pagava lo scotto del minor blasone storico del marchio, pur proponendo contenuti di egual se non miglior caratura. La sua evoluzione, prima con il rinnovato chassis della Sprite MKII e poi con l’aumento della cilindrata a 1100 (con cambio di denominazione) non risollevarono le vendite di una vettura che finì la sua vita produttiva dopo 9 anni e un numero ridotto di vetture prodotte.

Innocenti non creò più un proprio modello almeno fino all’acquisizione del settore auto da parte della British Leyland (1974) e seguente cessione alla De Tomaso (1974). Ma questa è un’altra storia.

<b>Maserati Mistral – L’ultimo canto del 6 cilindri</b>

Maserati Mistral – L’ultimo canto del 6 cilindri

Ripetere un successo è in genere ancora più complicato che ottenerne uno. La storia della “seconda” volta del tridente: dalla Maserati 3500 GT alla Maserati Mistral

…del sostituire una macchina vincente

Per un marchio “commercialmente” giovane come Maserati negli anni ’60, la sostituzione del primo modello di successo, la 3500 GT, rappresentava un rompicapo difficile da risolvere.
La nascita della 3500 GT era stata, per Maserati, l’apertura al mondo della produzione di “massa” con il suo 6 cilindri in linea derivato dalle competizioni. Una scommessa, passare da 2/3 auto costruite al mese a 2/3 al giorno sostanzialmente vinta, favorita dagli anni del boom economico e della rinascita italiana dopo la guerra.

L’arrivo del vento

Due Maserati Mistral (e sullo sfondo una scocca nuda) ad Auto e Moto d'Epoca Padova 2017
Due Maserati Mistral Coupé (e sullo sfondo una scocca nuda) ad Auto e Moto d’Epoca Padova – 2017

Dopo 7 anni e oltre 2000 vetture prodotte, arrivò la necessità di dare un’erede alla 3500 GT.  Se al tempo, il design venne deciso con una sorta di concorso (la scelta cadde sulla proposta della carrozzeria Touring), per l’erede, venne assegnato l’incarico a Pietro Frua.

Dettaglio del lunotto posteriore. Mistral Coupé 1965
Lunotto posteriore. Mistral Coupé 1965 – RM Sotheby’s 2016 – Parigi

Nacque una vettura dalla linea molto innovativa, con l’introduzione di elementi quali il  posteriore con l’originale lunotto esteso a tutta l’area del portellone e il paraurti anteriore con presa d’aria incorporata, elementi che diverranno patrimonio comune della produzione automobilistica di molte case. Definita la linea, conservando parte della meccanica e il motore della 3500 GT, alla nuova vettura serviva un nome. Alla presentazione (Salone di Torino, novembre 1963, in contemporanea con la Quattroporte), il nuovo modello venne denominato 3500 GT 2 posti, a sottolineare la differenza di impostazione con il vecchio modello coupé 2+2 (il passo era ridotto di circa 20 cm rispetto alla precedente 3500 GT).

Su suggerimento di John Horace Simone, importatore Maserati in Francia (nonché ex-pilota del Tridente) venne deciso, quasi un anno dopo la presentazione  dell’auto, di dare la più accattivante denominazione Mistral, il vento di maestrale tipico del sud della Francia. L’aver definito il nome della nuova Maserati non portò fortuna a Simone, che nell’estate del 1967 rimase ucciso in un incidente stradale proprio a bordo della Mistral. Suo però l’onore di aver introdotto la consuetudine di assegnare nomi di venti alle vetture del Tridente, tradizione rispettata anche negli anni a venire.

Crescita continua

Maserati Mistral Spider 3.7 - 1967 - Terre di Canossa 2017
Maserati Mistral Spider 3.7 – 1967 – Terre di Canossa 2017

Alla presentazione la vettura adottava lo storico motore 3500cc 6 cilindri in linea della 3500 GT, derivato da quello utilizzato sulla 350S da corsa proseguendo la tradizione del 6 in linea della 250S campione del mondo F1 1957 con Juan Manuel Fangio. E’ stata l’unica vittoria nel campionato mondiale F1 della casa del tridente e la Mistral sarà l’ultima Maserati a dotarsi di questo motore.

Le coupé di produzione adottarono immediatamente l’evoluzione del 3500cc, con cubatura portata a 3700 attraverso un aumento della corsa dei cilindri. L’incremento di potenza nel passaggio fu alquanto modesta (da 235 a 245) e lo stesso incremento di potenza fu disponibile con la seguente versione di 4 litri (offerta in opzione dal 1967) che produceva 255 CV.

A differenza della coupé, la Mistral spider venne inizialmente proposta commercialmente con il 3500cc, salvo poi ricevere come le coupé il 3700 e 4000cc.

Alluminio, acciaio e l’iniezione Lucas

Alcune caratteristiche della Maserati Mistral meritano una menzione a parte. Venne prodotta inizialmente con carrozzeria in alluminio con l’obbiettivo di ridurre il peso rispetto alla 3500 GT. Grazie all’interasse ridotto e al materiale più leggero, la Mistral 3.7 pesava ben 200kg meno della 3500 GT. In verità la produzione della Mistral venne eseguita nel tempo sia in alluminio che acciaio, e dal 1967, esclusivamente il cofano motore, le portiere e il portellone posteriore risultano prodotte in lega. Non si sa con certezza quante siano costruite in alluminio e quante in acciaio/alluminio. Sulla spider (presentata nel 1964) per ottenere una maggior rigidità, si utilizzò immediatamente acciaio al retrotreno.

Maserati Mistral Coupé - Padova 2017
Maserati Mistral Coupé – Padova 2017

Come per la 3500 GT, anche la Mistral mantenne la particolare iniezione meccanica Lucas, croce e delizia del 6 cilindri in linea Maserati. Richiedendo motoristi di esperienza per la sua calibrazione, molti clienti si lamentavano dei problemi generati dal motore. In verità gran parte dei problemi derivavano proprio dalla difficoltà di messa a punto, procedura non all’altezza di molti meccanici. Il problema era particolarmente sentito negli Stati Uniti, in cui la ridotta capillarità della rete assistenza e la scarsa conoscenza del sistema di iniezione da parte dei meccanici portò diversi proprietari alla radicale sostituzione dell’impianto con una più tradizionale (e meno raffinata) alimentazione a carburatori Weber.

Maserati Mistral: scommessa vinta?

Difficile dire se Mistral per Maserati fu una scommessa vinta o meno. Il successo della 3500 GT fu fondamentale, dato che alla presentazione della 3500 la società era sull’orlo del crack finanziario.

La seguente Mistral non ripeteva l’appeal della 3500 e la presentazione concomitante con la straordinaria Quattroporte (sempre disegnata da Frua) la porse in secondo piano. Nel tempo si è però ricavata un ruolo speciale nel cuore degli appassionati del marchio. Ultima discendente del trionfo in F1, nei 7 anni di produzione fu realizzata in 953 esemplari, divisi in 828 coupé e appena 125 spider (di cui 12  3500cc,  76  3700cc e 37 4000cc). E’ una testimone importante del periodo d’oro Maserati, destinato purtroppo a dissolversi con l’avvento dell’era Citroen e della crisi petrolifera e le sue quotazioni sono in costante ascesa.

In particolare le versioni spider della Maserati Mistral dotate del motore 4 litri risultano particolarmente appetite. All’asta RM Sotheby’s – Retromobile Week 2018 a Parigi una spider è stata assegnata per €736.250 euro.

<b>Retromobile Week – Aste d’epoca in altalena</b>

Retromobile Week – Aste d’epoca in altalena

La settimana di Retromobile a Parigi è stata contrassegnata dalle tre aste di vetture d’epoca organizzate da RM Sotheby’s, Bonhams e Artcurial. I risultati delle aste sono stati però molto diversi per le tre famose case d’asta. . Male Rm Sotheby’s (stime sbagliate?), bene Bonhams che ha puntato molto sulle prewar e bene anche Artcurial, che nonostante avesse perso il proprio top lot (Ferrari 275 P) ha portato a casa ottimi risultati.

RM Sotheby’s

Iso Griso A3/C
Iso Griso A3/C – Immagine RM Sotheby’s

Primo dei tre eventi, l’asta di RM Sotheby’s è stata sicuramente la più travagliata. Le top cars, su cui molto si era dibattuto e su cui RM Sotheby’s aveva puntato, non hanno scaldato il pubblico parigino. La bellissima Iso Grifo A3/C appartenuta al compianto Johnny Hallyday (come abbiamo ricostruito dalla storia della vettura, in verità il cantante l’ha avuta in possesso 2 anni e utilizzata pochissimo) veniva stimata davvero ottimisticamente a 2,5 – 3 milioni di euro. L’asta ha avuto come massima offerta 1,975 milioni di euro e l’offerta non è stata accettata. Un sotto stima di oltre 500.000 è davvero un valore inusuale. Stima sbagliata in casa RM Sotheby’s?

Purtroppo anche gli altri top lots non hanno trovato un acquirente, per un’asta che negli highlights è stata davvero un flop. La Ferrari 166MM Spider concorrente alla Mille Miglia e protagonista nel film The Racer con Kirk Douglas ha raggiunto un’offerta di 3,45 milioni, anche qui lontana 250.000 euro dalla stima minima. Stessa sorte per il terzo top lot, Ferrari 275 GTB Alluminio, anch’esso invenduto.

Bugatti EB 110 SS - RM Sotheby's
Bugatti EB 110 SS – RM Sotheby’s

In casa Rm Sotheby’s si possono consolare con le auto moderne e con i pochi oltre stima ottenuti. Le buone notizie vengono da Bugatti, con la Chiron all’incanto venduta per 2,950 milioni di euro e, per noi molto più interessante il nuovo record per modello della Bugatti EB 110 SS, assegnata a 1,02 milioni di euro.

Per le nostre “preferite” da evidenziare Maserati MC 12 venduta a prezzo di stima (era offerta senza riserve), Ferrari F40 a 825.000 €. La BMW 633 ex-Abba a 30.000 €, la bellissima Maserati Mistral Spyder a 650.000 €. Exploit per Lancia Delta Evoluzione II Dealers Editon, con offerta da 142.500 euro.

Bonhams

Per le aste francesi, Bonhams ha puntato molto su vetture prewar. Una scommessa che possiamo considerare vinta visto l’alto numero di lotti assegnati.

Mercedes 300 SL - Bonhams
Mercedes 300 SL – Bonhams

Le delusioni vengono principalmente dall’attesa Mercedes 300SL trasformata in SLS. Passata di mano per 550.000 euro, aveva una stima di base di 900.000. Il dubbio sul gradimento delle vetture “non originali” confermato in pieno. Sempre sotto soglia (620.000 euro) la Bugatti Type 57, racer del 1935 quasi completamente originale e la Fiat 24/32 del 1904, perfetta concorrente della London-Brighton, venduta per 620.000.

Tanta Italia per Bonhams, ma con alterni successi. Invendute le due Lancia Delta rally, (Integrale ed S4), mentre le delle due Lamborghini, solo la Countach periscopica ha cambiato proprietario, mente la bella Miura color giallo Fly non ha raggiunto un’offerta soddisfacente per il proprietario.

Per le nostre preferite, la Facel Vega ex-Tony Franciosa a 152.000  (perfettamente in stima) e il bus granturismo ex- Scuderia Ferrari, venduto a 90.000 €.

Artcurial

L’evento Artcurial era molto atteso, visti gli splendidi risultati del 2017 (73% dei lotti venduti) e l’asta non ha deluso. Doveva essere l’evento assoluto della settimana, ma l’improvviso dietrofront degli eredi Bardinot sulla Ferrari 275P ha privato l’asta del suo oggetto simbolo.

Bugatti Type 57 C Atalante - Artcurial
Bugatti Type 57 C Atalante – Artcurial

Nonostante questo, Artcurial dichiara un incredibile 86% di lotti venduti con una percentuale altissima di lotti venduti oltre soglia. Molte prewar in vendita assegnate e tante splendide vetture più moderne hanno trovato un compratore. Una splendida Bugatti Type 57 Atalante ha rappresentato il top lot con una vendita a 2,5 milioni di euro. Splendida la Maserati A6 GCS/53 da oltre 2 milioni di euro, e il nuovo record modello per Porsche 904 GTS, con un’assegnazione soprastima di 1,625 milioni di euro. E ancora Mercedes 300 SL (in condizioni originali a differenza di quella di Bonhams) a 1,1 milioni e Porsche 911 RS  2.7 a oltre 500.000 euro.

Più in generale, forse per il “giocare in casa”, proprio l’apprezzamento dei compratori è stato maggiore.

Maserati A6G/2000 - Artcurial
Maserati A6G/2000 – Artcurial

Aste vivaci per la Mustang Cabrio ex-Henry Ford II (160.000 €), Maserati Mistral 3.7 Coupé (150.000 €) e la Iso Grifo GL arancione (260.000 €). Invenduta invece la splendida Maserati A6G/2000 berlinetta Allemano/Zagato (stimata a 2 milioni) e la Porsche 962 (stimata 1,3 milioni). Stupisce inoltre che le tante Citroen DS decapottable by Chapron (addirittura 3 all’asta, provenienti dalla collezione Reinders) non abbiano trovato un compratore. In questo caso i buyers si sono fatti spaventare dai 300.000-500.000 euro di stima.

 

 

 

 

 

<b>Retromobile Paris tra Karl Abarth e compleanni illustri</b>

Retromobile Paris tra Karl Abarth e compleanni illustri

Neanche il tempo di riprendersi dal weekend di Automotoretrò che siamo già nel pieno di uno dei principali eventi europei per l’auto classica. Retromobìle – Parigi.

Il grande salone francese apre le porte domani, 7 febbraio, con un gran numero di eventi da non perdere che culmineranno nella asta di vetture curata da Artcurial (su cui faremo un focus a parte).

Abarth 2000 SE 010
Abarth 2000 SE 010

Evento molto atteso al salone, l’omaggio al lavoro di Karl Abarth. Per festeggiare il preparatore austriaco verranno esposti molti pezzi pregiati della collezione di Engelbert Möll, collezionista svizzero proprietario di oltre 30 pezzi pregiati tra cui Fiat-Abarth 1000 TCR Radiale, la 750 Bialbero Record Monza carrozzata Zagato e la 2000 Sport SE010.

Grande risalto ai compleanni di 2CV e Mehari (rispettivamente 70 e 50 anni). Citroen farà le cose in grande stile con l’esposizione del prototipo TPV  (1939) antesignano della 2CV uscita nel 1948 e uno stand allestito come una scatola di montaggio per bimbi in cui tutte le parti della 2CV sono smontate su un piano.

Renault Type A 1898 - Retromobile 2013
Renault Type A 1898 – Retromobile 2013

Renault festeggia i 120 anni del marchio con l’esposizione di ben 20 vetture che ripercorrono la storia del marchio dal primo modello Type A 1898 (spesso presente a Retromobìle) alla 4CV del 1947, alle più recenti Espace e Twingo.

Evento da non perdere

Retromobìle 2018 – Parc des expositions de la Porte de Versailles – Place de la Porte de Versailles 75015 Parigi

7-11 Febbraio – Ingresso 20 € (in prevendita 18 €)