Lancia Flavia Convertibile Vignale (1964)

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Lulling Converbile #Ciclootto 🏁 Classic cars ❤️ Lancia Flavia Convertibile Vignale 〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️ A seductive Convertible, that gives credit to a model, the Flavia, that has been a love/hate thing when it came out. This Cabriolet version, presented in 1962 in Turin (along with the peculiar Sport Zagato) is designed by Giovanni Michelotti for Vignale. Not that lucky when new, it has been made in only 1600 pieces and spots at the front the same elements of the sedan, with the exception of the central grille, a bit outstretched to the front and an easy backside, maybe less harmonized if matched with the Pininfarina's designed coupé. Unlike the coupé, it ended its career in 1967 without any major restyling. Not a real fast spider, but a quite convertible to enjoy the fresh air while strollin' the Tuscany coast. A pleasure, meeting this white car, proposed on sale by @autostar_nik at the last #toscanaautocollection event in Pistoia, Italy. 〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️ #lancia #lanciaflavia #flavia #vignale #cabriolet #savelancia #makelanciagreatagain #fuoriserie #italy #italianstyle #michelotti #classiccar #classiccars #vintage #design #petrolheads #classiccarlover #retrocars #classiccaroftheday #autodepoca #classiccardaily #rarecars #italia #dolcevita #clasico #1960s #1960sstyle

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Results – 03.07.2020

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Fiat 1100 TV Coupé Pininfarina (1954)

The Classic Car Challenge (#tccchallenge) results for the Fiat 1100 TV Coupé Pininfarina (1954) game!
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Dolce Vita "Fuoriserie" #Ciclootto 🏁 Classic cars 📍Own photos. Share with care. 〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️ In the long list of the 1950s Italian "Dolce Vita" fuoriserie made from Fiat basis, this Fiat 1100 TV Coupé has its own spot as being one of the most famous version, crafted by Pininfarina. A great match between style and performance (these were good performers in races) for a group of cars clearly influenced by the US cars' style with lots of chrome parts that, after all, on this body don't look too showy. This 1954 car mount a standard back window while in later productions these car has been equipped with a panoramic window similar to the one seen on the Alfa Romeo 1900 CSS. Needless to say that this one looks fantastic with the silver opaque color. On my notes of these shots (from @autoemotodepocapadova fair), I've written a price request up to 160k euros. Huge for a Fiat 1100, but quite justified by the quality, the style and the rarity of these cars, produced (in two series) in only 127 pieces. 〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️〰️ #fiat #fiat1100 #pininfarina #pininfarina #turismo #fuoriserie #oneoff #italy #italianstyle #ciclootto #classiccar #classiccars #vintage #petrolhead #petrolheads #classiccarlover #retrocars #classiccaroftheday #autodepoca #classiccardaily #rarecars #luxurycars #chrome #millemiglia #dolcevita #clasico #1950s #1950sfashion

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Results – 01.07.2020

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Ford Mustang Zagato

Ford Mustang Zagato

Particolare e diversa. Ed ovviamente fuori dagli schemi come Zagato ha sempre saputo essere.
La Ford Mustang realizzata dalla casa Milanese è una one-off spiazzante e sorprendente.

Scopriamola dal racconto di Fabio Di Pasquale

Sogno Ford Mustang, la prima “pony car”

Ford Mustang GT Fastback_1966 - Immagine Sicnag/Wikipedia
La base: Ford Mustang GT Fastback 1966 – Immagine Sicnag/Wikipedia

E’ il 1966, quando un industriale abruzzese, Silvio Bucco, che lavora e vive tra Pescara e Milano, decide di acquistare l’oggetto del desiderio del momento, una macchina di cui si fa un gran parlare, un vero e proprio “boom” in America.  Si chiama Ford Mustang.

Ad un suo collaboratore, Vincenzo Giunta viene affidata la missione di partire subito, direzione Piemonte, antica terra dei Savoia e patria dell’automobile, dove in quei giorni questa nuova coupè, in mostra al salone di Torino, attira le attenzioni di tutti gli appassionati,

A missione compiuta, il catalogo della nuova Pony Car americana finisce tra le mani di Silvio Bucco. L’uomo d’affari abruzzese non perde tempo e tramite la Eura S.p.a. di Milano, importatore di auto americane in Italia, perfeziona l’ordine: la Ford Mustang è ormai sua.

Alla ricerca della one-off

Ford Mustang Zagato presso lo stabilimento Zagato (1967) - Immagini di Fabio Di Pasquale
Ford Mustang Zagato presso lo stabilimento Zagato  – Immagine di Fabio Di Pasquale

Era abitudine in quel tempo, almeno per chi poteva permetterselo,  farsi personalizzare la vettura da qualche carrozziere ed il dott. Bucco inizialmente decide di puntare su Pininfarina, ma poi, tramite la sua compagna che era stata sposata con un alto dirigente Pirelli, riesce a farsi accreditare dalla più quotata carrozzeria Milanese: Zagato.

L’idea piace sin da subito a Gianni Zagato (che parlava inglese, mentre Ugo parlava francese) che prende contatti direttamente con l’importatore in modo da far arrivare la vettura direttamente nella sua azienda a Rho vicino a Milano.

La macchina viene prodotta presso la Edison Assembly, fabbrica Ford di Metuchen (New Jersey) il 21 Febbraio 1967 con carrozzeria fastback, e monta un motore Ford 289 Windsor A-Code (4.736 cc) di 225 cv, carrozzeria color bianco ed interni in sky nero. Il cambio è un manuale 4 marce come previsto per il mercato italiano.

Zagato: il frontale e la scelta del colore

Ford Mustang Zagato - Immagine di Fabio Di Pasquale
Ford Mustang Zagato – Immagine di Fabio Di Pasquale

Arrivata in Italia a fine 1967,  viene modificata nel suo frontale con fari quadrati Carello, vengono montate delle frecce sul paraurti, viene fatta una presa d’aria sul cofano e vengono modificati i sedili anteriori, ricoprendo i laterali di sky bianco. Il colore è l’autentica scommessa ed è chiaro che in Zagato si è subito pensato di farla verde, ispirandosi a Bullitt, il film appena uscito nelle sale cinematografiche con protagonista Steve McQueen ed una fiammante Ford Mustang.

Da qui, con ogni probabilità, le viene attribuito (dal Vice Presidente FIVA che nel 2018, in occasione dei 50 anni del film, ha fatto diventare la macchina di Steve McQueen patrimonio nazionale negli U.S.A.) il “soprannome” di Bullitt Italiana.

Ford Mustang Zagato - Interni - Immagine di Fabio Di Pasquale
Ford Mustang Zagato – Interni – Immagine di Fabio Di Pasquale

Terminata l’opera, la Mustang arriva in Abruzzo e viene usata da Silvio Bucco solo per viaggiare da Pescara a Milano, fino al 1983 quando l’auto, con 46.000 km viene radiata; i costi di bollo e benzina sono troppi elevati.

Salvataggio e recupero

La favola prosegue con l’auto che rimane chiusa in un capannone anche dopo la morte del proprietario (salvata da un operaio che una volta l’anno provvedeva ad accenderla).

Nel 1995 un imprenditore edile, Donato Di Pasquale, la vede, ne rimane affascinato e decide di farla sua. Il mediatore nella trattativa tra lui ed il nipote di Silvio Bucco fu proprio Vincenzo Giunta, la stessa persona che molti anni prima aveva assistito alla presentazione della Mustang al Salone di Torino.

Ford Mustang Zagato in Bianco Wimbledon - Immagine di Fabio Di Pasquale
Ford Mustang Zagato in Bianco Wimbledon (1996) – Immagine di Fabio Di Pasquale

Donato riesce ad acquistare la Ford Mustang che diventa uno splendido regalo per i 21 anni di suo figlio Fabio.

L’auto necessita però di un restauro completo dopo anni di polvere in un capannone.  Il primo dilemma su cui padre e figlio sono chiamati a ragionare è il colore dell’auto. La vettura è stata infatti ridipinta in Bianco Wimbledon, colore d’origine dell’auto.

La macchina, dopo un periodo di duro lavoro, torna finalmente su strada,  guidata da Fabio Di Pasquale. Ammirata in diversi raduni di auto storiche, partecipa al Giro della Sicilia ed a quello della Grecia.

Il ritorno della “Bullitt italiana”

La grande passione per le auto storiche ha portato in seguito Fabio a ricoprire la carica di  Presidente della Prima Commissione Giovani dell’ASI, ruolo che lo porta a conoscere Paolo Di Taranto, Responsabile Marketing & Branding della Zagato che, in azienda, riesce a ritrovare una vecchia foto della vettura ed insieme scoprono che la macchina, appena modificata, era stata verniciata di colore verde.

Ford Mustang Zagato - La "Bullit" Italiana - Immagine di Fabio Di Pasquale
Ford Mustang Zagato – La “Bullitt” Italiana – Immagine di Fabio Di Pasquale

A questo punto la decisione di Fabio è scontata; nell’estate del 2019, proprio nell’anno del centenario dell’atelier Milanese (1919-2019) la sua Mustang Zagato torna alle origini.
Grazie all’intervento dell’italo-canadese Tonino Cornelio, esperto in vetture Porsche e in storiche USA, la one-off Italo-Americana recupera il suo colore verde.

E come tutte le favole arriva il lieto fine. Recentemente  la macchina è stata riconosciuta dalla prestigiosa carrozzeria con tanto di attestato a firma di Andrea Zagato.

Una storia questa che a breve tornerà alla ribalta su Octane Magazine per celebrare i 100 anni della Zagato e, per l’occasione, non potrà mancare un ampio riferimento ad una favola che rappresenta un tassello importante nella storia dell’azienda lombarda.

<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso</b>

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous: il lusso dal basso

La mobilità di massa in Italia ha avuto alcune vetture cardine. La Fiat 600 è una di queste. Aveva senso pensare a una versione lusso partendo da un’auto popolare? Per Vignale decisamente si. Nacque così la Rendez-vous.

Se la 600 non basta

Fiat 600 Vignale Rendez-Vous
Fiat 600 Vignale Rendez-Vous

Prodotta dal 1955 al 1959, sfruttando la base meccanica della Fiat 600, la Rendez-Vous è stata un modello realmente esclusivo. Non ci sono dati certi sul numero di vetture prodotte, si parla di meno di 200 e se ne stimano solo 20 ancora esistenti.

L’estetica delle vetture, disegnata da Michelotti, si ispirava alle stupende Lancia anni ’50 con un’incredibile trasformazione rispetto all’estetica della vettura d’origine. Facile ritrovare nelle linee dell’auto riminiscenze della Lancia Aurelia, sia all’anteriore (con la grande bocca frontale) sia al posteriore con i fanali verticali e la coda che si prolunga sul terzo volume con linea curvilinea.

La vettura poteva essere impreziosita con eleganti cerchi a raggi, mentre per molti esemplari veniva scelta la livrea bicolore in particolare la finitura argento della parte alta della vettura.

Sostanza oltre l’estetica

Rendez-vous - Vista posteriore
Rendez-vous – Vista posteriore

Oltre alla evidente trasformazione estetica, anche sotto al cofano posteriore c’erano sostanziosa novità. Infatti il motore della 600 veniva dotato del kit Abarth con cilindrata maggiorata a 747cc e una potenza superiore ai 40CV che donavano alla vettura un discreto spunto.

L’interno, presente in configurazioni differenti, poteva ospitare, a discrezione del cliente la strumentazione della 600 base (presente in gran parte dei modelli incontrati) o adottare elementi personalizzati. Allo stesso modo era prevista la personalizzazione degli interni. Lo spazio interno disponibile è più da 2+2 che da berlina 4 posti, con la possibilità di ribaltare la seduta posteriore per aumentare la capacità di carico disponibile all’interno del cofano anteriore.

Valori in salita

Dettaglio del posteriore - Rendez-Vous
Dettaglio del posteriore – Rendez-Vous

Ma quanto vale una vettura simile? Se i prezzi di un esemplare da restaurare sono relativamente bassi, si assiste a quotazioni dell’ordine dei 50.000 euro per esemplari già ricondizionati. Non deve sorprendere un valore del genere considerando l’esiguo numero di modelli ancora disponibili e le caratteristiche di esclusività dell’auto.