Jaguar E-Type

Jaguar E-Type

Difficile pensare ad un’auto più riconoscibile della Jaguar E-Type. Un’auto che ha attraversato i limiti della cultura automobilistica per diventare un modello di stile, una protagonista al cinema e in televisione, un’icona dei fumetti  e perfino star del matrimonio del secolo.

La cosa che più affascina di tutto questo è che a fronte di una irresistibile bellezza, la E-Type era ed è una vettura dei grandi contenuti. Un mito completo, che a distanza di quasi 60 anni non accenna a spegnersi.

Le origini: le cavalcate verso Ginevra

Sono gli inizi degli anni 60 quando dalla matita di Sir Malcom Sayer nasce un’ambiziosa vettura derivata dalla racer D-Type, con il difficile compito di sostituire la serie XK sul mercato. Unica concessione alla novità, il collaudato e performante 6 cilindri da 3.8 litri della XK150S.
La presentazione avviene al salone di Ginevra 1961, dove nasce il curioso aneddoto delle cavalcate: la nuova E-Type arrivò allo stand Jaguar in clamoroso ritardo, guidata a tavoletta da Coventry a Ginevra, appena 20 minuti prima dell’inaugurazione (con gran sollievo di Sir William Lyons)

Jaguar E-Type - Posteriore
Jaguar E-Type – Posteriore

Vista l’enorme mole di richieste per testare la vettura, una seconda E-Type (in questo caso una roadster) arrivò a Ginevra il giorno dopo, guidata anche in questo caso direttamente da Coventry durante la notte da uno dei test-driver del Giaguaro a cui venne detto”Hey, molla tutto e vieni subito qui!”. Due corse mozzafiato per un modello che avrebbe ampiamente ripagato gli sforzi della casa.

Emozione “economica”

Prodotta fin da subito nelle due varianti OTS (Open Two Seater) o FHC (Fixed Head Coupé) fece scalpore per la linea audace, affusolata e decisamente affascinante. Presentata a New York qualche mese dopo, spopolò  anche negli States, con gli americani stregati dalla versione aperta.

Jaguar E-Type - Ruote a Raggi
Jaguar E-Type – Ruote a Raggi

E’ interessante notare che spesso si parla della linea aerodinamica della XK-E ma Malcom Sayer non studia la vettura nella galleria del vento. Gli accorgimenti per migliorare la resistenza all’aria sono frutto di puri calcoli matematici. Bello pensare che da fredde cifre possa uscire qualcosa di emozionante.

Un vantaggio, spesso poco noto, a cui la E-Type deve parte della sua fortuna è l’aver unito contenuti di eccellenza quali i 4 freni a disco, il sofisticato sistema di sospensioni e il potente motore da 265 CV ad un prezzo di vendita “economico”. A parità di prezzo, un cliente poteva preferirgli una Porsche 356, ma si parla di una vettura spinta da un 4 cilindri boxer da 90CV. Qui la faccenda era un po’ diversa.

 

L’evoluzione “infelice”

Jaguar E-Type - Interni

Progredita nel tempo, prima con l’evoluzione del motore a 4.2 litri e la sostituzione del cambio automatico Moss (1964) poi con la nascita della versione 2+2 (con passo aumentato di 9 centimetri), come spesso accade a vetture particolarmente riuscite, il design delle successive 2 serie non è riuscito ad aggiungere o rinnovare la linea disegnata da Sayer.

Jaguar E-Type - Dashboard
Jaguar E-Type – Dashboard

Oltre a questo, la necessità di ottemperare alle normative americane (il 75% dell’intera produzione è stato venduto negli USA) appesantì la linea obbligando a rinunciare alla carenatura dei fari, all’adozione di paraurti maggiorati e a una serie di aggiornamenti che sporcarono un capolavoro che in un mondo perfetto sarebbe dovuto rimanere intatto.

La chiusura nel 1974 con la versione V12 (spesso appellata come “the fat E-Type”) chiuse l’epopea di un’auto speciale e unica.

Meraviglia Opalescente

La vista di questo meraviglioso esemplare di E-Type OTS è stata emozione pura. Prima serie (1965) abbiamo di fronte una vettura che è la virtuale gemella di quella utilizzata nel Royal Wedding di Meghan and Harry, ma (Thank God!) qui abbiamo lo spettacolare 6 cilindri 4.200 cc a spingere l’auto.

Jaguar E-Type - Frontale
Jaguar E-Type – Frontale

Impeccabilmente mantenuta nello splendido Opalescent Silver Blue, il proprietario si è concesso un servosterzo per agevolarsi nelle manovre.

Una modifica reversibile, perché, come certi miti di auto insegnano, alcune auto nascono “perfette”.

Jaguar E-Type OTS II Series (1968)

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British beauty landmark ➖➖➖➖➖➖➖➖➖➖➖➖ With the second series of the outstanding E-Type, Jaguar has the obvious problem of all the brands when it comes the time to change an original masterpiece: don't make a complete mess. Here in my opinion, things could get worse and the identity of this icon remained quite intact. This wonderful 1968 OTS 2nd series powered by the 6-in-line 4.2 liters engine (265 HP) was on display at the @milanoautoclassica fair in Milan and spots the classic Primrose yellow color (thanks @marcomakaus 😉) that looks great on the open top body. Great car! ➖➖➖➖➖➖➖➖➖➖ 🏁 Classic cars #contentcreator ❤️ Follow @ciclootto ➖➖➖➖➖➖ #ciclootto #jaguar #jaguarclassic #classiccars #classic #classiccar #oldies #classicjagua #etype #jaguaretype #jaguarxke #drivetastefully #oldcars #oldcar #carspotting #carsofinstagram #classicjag #carstagram #voitureancienne #cars #etypeots #jaguaitalia #jaguarclub #cabrio #cabriolet #icon #elegance #1960s #milanoautoclassica

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<b>Gran Premio Nuvolari 2019</b>

Gran Premio Nuvolari 2019

Le emozioni si rinnovano

E tre. E’ il terzo anno che Ciclo Otto segue il Gran Premio Nuvolari e dopo Siena e Arezzo, quest’anno ho deciso per qualcosa di diverso. Seguire la corsa nella sua tratta sull’appennino toscano. E devo dire che è stata un’esperienza fantastica

CT e l’appostamento

Alfa Romeo 6C 1750 SS - #28 - Gran Premio Nuvolari
Alfa Romeo 6C 1750 SS – #28 – Gran Premio Nuvolari

Approfittando del CT (controllo tempo) in località Panna, in un tratto in cui le vetture devono affrontare un insidiosa zona di curve in salita, la visuale delle vetture si è rivelata mozzafiato. Le prime vetture ad affrontare il tratto, le prewar, non hanno avuto alcun problema ad affrontare la salita, con qualche intoppo unicamente per una Bugatti arrestatasi in cima alla prima asperità del percorso..

E mentre il sole baciava i partecipanti con un’alternarsi di vetture da sogno, prime tra tutte la pattuglia delle Alfa con alcune splendide Alfa Romeo 6C 1750 , una discreta pattuglia di Bugatti e una splendida parata di vetture Porsche 356.

Gli imprevisti delle dee

Ferrari 275 GTB - #281 - Gran Premio Nuvolari 2019
Ferrari 275 GTB – #281 – Gran Premio Nuvolari 2019

E mentre per quasi tutti, il passaggio dall’appennino sembrava tranquillo, qualche problema in più si è rivelato per un paio di equipaggi. In particolar modo, la meravigliosa Ferrari 275 GTB dell’equipaggio argentino Kovalikver-Gallo si è dovuta fermare pochi metri dopo il controllo a tempo per la probabile rottura di un manicotto. Sfortuna per l’equipaggio argentino, ma un’occasione in più per noi per gustare la meravigliosa creatura di Maranello.

Jaguar E-type - #261 - Gran Premio Nuvolari 2019
Jaguar E-type – #261 – Gran Premio Nuvolari 2019

Curioso anche il dialogo con l’equipaggio della meravigliosa Jaguar E-Type FHC 4.2 numero 286 (Heger/Heger) che si fermano davanti a noi chiedendo di un benzinaio. Alla risposta “ci vorranno 20 km”, il pilota ci risponde dicendo:”io non ho 20 Km!!!”

 

Classifica che parla Italiano

Per chiudere, uno sguardo alla classifica finale. Al traguardo di Mantova, successo per PASSANANTE / DE ALESSANDRINI su FIAT 508 C, che precedono la vettura gemella di MOCERI / BOTTINI. Terzo posto per l’Alfa Romeo 6C 1750 SS di VESCO/TANGHETTINI

Come per ogni occasione speciale, ecco la super- photogallery di Ciclo Otto dal Gran Premio Nuvolari 2019

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<b>Terre di Canossa 2017</b>

Terre di Canossa 2017

Nel weekend scorso si è tenuta la settima edizione del Terre di Canossa 2017, manifestazione per auto storiche che si snoda tra Emilia, Liguria e Toscana.

Terre di Canossa 2017 - Jaguar E-Type - 1962
Jaguar E-Type – 1962

Oltre 100 gli equipaggi presenti con le loro splendide vetture.
Foltissima la rappresentanza di vetture inglesi. Un tripudio di cerchi a raggi nelle splendide berline e spider Jaguar, Austin-Healey e Triumph.

Grande, come sempre anche la presenza di Lancia e Alfa, con bellissimi esemplari di Lancia Aurelia B20, Fulvia Coupé, Alfa Giulia e Giulietta Sprint, Giulia TI Super e per le pre war, una splendida Lancia Aprilia. Di particolare pregio il gruppo delle Porsche 356 presenti nelle varie versioni e meritevole di segnalazione una bellissima BMW 507 datata 1959.

Terre di Canossa 2017 - Bugatti T 37A - 1925
Bugatti T 37A – 1925

Proprio la categoria delle pre-war ha destato l’ammirazione dei molti appassionati presenti data la presenza di straordinari modelli sia di produzione italiana che estera: Fiat 508 Balilla, una Bugatti T37 A, Delahaye 135 S, Lagonda Sports, BMW 328. Un eccezionale parco di auto classiche radunate assieme in un meraviglioso contesto.

A contorno di tutte queste splendide youngtimers e oldtimers, una nutrita pattuglia di meraviglie Ferrari contemporanee, tra cui una 488 Spider in edizione 70esimo.

Per tutte le informazioni, classifiche e note sugli equipaggi potete collegarvi al sito ufficiale del Terre di Canossa 2017: http://www.granpremioterredicanossa.it

Qua sotto potete visionare la fotogallery delle magnifiche vetture partecipanti, immortalate da Ciclo Otto nella splendida cornice delle mura della città di Lucca.

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