“Il Sorpasso” e la Lancia Aurelia B24

“Il Sorpasso” e la Lancia Aurelia B24

Nel 2020 la Lancia Aurelia compie 70 anni ed Il Museo dell’automobile di Torino festeggia il compleanno con una mostra a lei dedicata “Lancia Aurelia 1950-2020. Mito senza tempo“.

Lancia Aurelia B24s
Lancia Aurelia B24

L’Aurelia fu prodotta in soli 18.200 esemplari (in tutte le sue versioni), auto sofisticatissima, apprezzata anche all’estero, con motore anteriore e cambio posteriore, una soluzione mutuata dalle corse che garantisce un ottimo bilanciamento dei pesi.

Monta il primo propulsore sei cilindri a V di 60°, una configurazione che l’industria tedesca e quella americana invidiavano a Lancia. Persino Ferrari, per realizzare il propulsore della Dino, si ispirò a questo motore.

L’Aurelia è un simbolo dell’eccellenza meccanica e stilistica raggiunta dall’industria italiana negli Anni 50, ed è la protagonista del celebre film “Il sorpasso” di Dino Risi, con Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant.

E’ proprio lei?

Lancia Aurelia B24S
Lancia Aurelia B24 al Museo dell’Automobile – Torino

La nostra storia, invece, nasce circa 20 anni fa, quando conobbi in un raduno di auto storiche in Sicilia, Adalberto Beribè un imprenditore marchigiano dall’animo nobile. Un signore d’altri tempi che mi disse (assolutamente senza farsene un vanto, riconoscendo di fronte a sé un vero appassionato), “si è lei quella del film”.

Uscito nel 1962, “il Sorpasso” è considerato come il capolavoro del regista e costituisce uno delle opere cinematografiche più rappresentative dell’Italia del benessere e del miracolo economico di quegli anni.

Lancia Aurelia B24
Lancia Aurelia B24

All’inizio ebbi una reazione incredula come tutti quelli che la vedono per la prima volta.

Può essere lei? Proprio lei? Da dove la riconosci? Ma come hai fatto a trovarla?

La vettura è una Lancia Aurelia B24S Convertibile, una seconda serie del 1956, stupendamente disegnata da Pininfarinadi colore celeste (e non bianca come pensano in molti, dato che il film era in bianco e nero) spinta dal motore V6 Lancia da 2.5 litri (110 CV). Ma come riconoscerla tra le altre?

Niente di più facile, basta fare un estratto cronologico della targa che si legge nel film e si arriva all’attuale proprietario.

Tanti, troppi, dichiarano che la propria Aurelia è quella del film, ma la macchina è solo una, la nostra “piccolina”.

I 50 anni dall’uscita del film

Per festeggiare i 50 anni (2012) dall’uscita del film, la località di Castiglioncello, frazione di Rosignano Marittimo (Livorno), aspettava impaziente la macchina. Il paese vive ancora “Il Sorpasso” e ognuno ha un aneddoto da raccontare legato al film.

Se si pensa all’Aurelia si pensa a “Il Sorpasso” e viceversa, perché la macchina è la vera protagonista della pellicola..

Lancia Aurelia B24S
Lancia Aurelia B24

Oltre alle varie comparse, nell’occasione, Adalberto incontra anche il direttore della fotografia Alfio Contini (scomparso recentemente) che quando vide l’Aurelia non è riuscì a trattenere le lacrime.

La protagonista è lei, più di Catherine Spaak che, finalmente, riesce a farsi un giro con la bella spider perché all’epoca, la giovane attrice francese, non girò neanche una scena sulla Lancia Aurelia.

In alcune scene del film si vede sulla fiancata destra la lavorazione di un’officina di carrozzeria con le riparazioni non ancora riverniciate. Fu lo stesso Dino Risi a non volerla far riparare per rappresentare meglio la sciatteria di Bruno Cortona, il protagonista, interpretato da Gassman.

Abbiamo ritrovato con una certa commozione queste ammaccature in fase di restauro e con la stessa emozione abbiamo incontrato in paese il carrozziere che riparò la vettura, insieme al bambino che viaggiava sull’Ape Piaggio.

Al volante di un mito

Fabio Di Pasquale e Adalberto Beribé - Lancia Aurelia B24
Fabio Di Pasquale e Adalberto Beribè – Lancia Aurelia B24

Se il sorpasso vive di spunti di accelerazione e delle battute memorabili di Vittorio Gassman nei tanti siparietti che compongono la pellicola, anche per me ed Adalberto ogni incontro è effimero, breve tappa di un viaggio senza meta che spinge i protagonisti a risalire sempre in macchina.

Uno strumento di deriva e di fuga da una realtà che oggi è completamente diversa ma che, saliti in macchina, ci fa dimenticare tutto tornando indietro a quegli anni al grido di “Vai CAVALLINA!!!”.

<b>Aste Bolaffi: L’Italia non è paese per aste</b>

Aste Bolaffi: L’Italia non è paese per aste

Iniziata ieri la nuova era di Aste Bolaffi con la propria prima Asta di auto Classiche.
Purtroppo non si può dire sia stato un inizio col botto. Per alcuni il periodo scelto sembra non essere dei migliori (a seguito della Mille Miglia che ha catalizzato molti appassionati), ma più in generale sembra manifestarsi lo stesso trend dello scorso anno, in cui solo il mezzo singolare ed eccezionale sembra poter raccogliere consensi, mentre la miriade di bellissime storiche dall’appeal “normale” languono in un attesa di un compratore, lasciando lotti non assegnati e vetture invendute.

Sull’asta pesa inoltre l’intervento delle Belle Arti che ha condizionato pesantemente lo svolgimento. Vedi l’articolo di Ruote Classiche

Lancia Aurelia senza compratori, 70% dei lotti non assegnati

Lancia Aurelia B24S Spider America
Lancia Aurelia B24S Spider America

Solo 16 vetture delle 53 splendide proposte sono state assegnate (circa il 30%) anche a causa della non chiara situazione venutasi a creare per l’intervento del Ministero dei Beni Culturali. Attesissima, la Lancia Aurelia B24S Spider America del 1955 regina di quest’asta non ha trovato il compratore disposto a raggiungere il valore di stima dell’ordine del milione di euro.

Stessa sorte per 911 RS 2.7 Touring “Coda d’anatra” 1973 e Maserati Barchetta.

Higher bid ed exploit assoluto dell’asta per la splendida Alfa Romeo Pandion Bertone assegnata a 500.000 euro, ben oltre la stima di 250.000 euro. In verità è sempre difficile definire la stima di queste fuoriserie. Assegnata anche l’altra concept Bertone, la “Nuccio”, bellissima, leggermente sottostima a 240.000 euro.

Senza compratori tutte le altre vetture di prima classe eccetto la Porsche 911/930 Turbo USA import (56.000 euro, sottostima anche in questo caso) e l’Alfa Romeo 1900 Primavera Boano, a 75.000 euro.

Prossima settimana sarà il turno di Pandolfini con la sua seconda asta di auto classiche. Vedremo se la tendenza verrà invertita.

 

 

 

 

 

<b>Aste Bolaffi – La prima asta di auto classiche</b>

Aste Bolaffi – La prima asta di auto classiche

23 maggio 2018, si apre per Aste Bolaffi una nuova era con la prima asta di auto classiche.

Per un evento d’eccezione una cornice d’eccezione come la Pista della fabbrica Alfa di Arese. Appuntamento per le 15.30 per l’incanto dei 90 lotti: 13 moto, 22 splendidi disegni e modelli di stile del centro Stile Bertone (tra cui i bozzetti di Iso Rivolta e Alfa Montreal) e infine le splendide vetture selezionate. Qui la nostra analisi

La dolce vita va’. Lancia Aurelia B24 Spider America, la 911 più desiderata e la rarissima Barchetta Maserati

 

Lancia Aurelia B24S Spider America
Lancia Aurelia B24S Spider America

Dulcis in fundo. Mai frase è risultata più azzeccata per descrivere l’asta Bolaffi. L’ultima vettura all’asta (lotto 90 – Telaio 1061) è la higher-bid e protagonista dell’evento, una spettacolare Lancia Aurelia B24S Spider America del 1955. Questa regina del jet-set, prodotta in 240 esemplari non ha bisogno di troppe presentazioni ed è stimata tra i 900 mila e 1,1 milioni di euro.

Questa Lancia non è ovviamente l’unica protagonista. Per la gioia dei fan di Porsche, sono all’asta due 356 (tra cui una Speedster A) e ben sei 911 tra cui la più desiderata di tutte, una 911 RS 2.7 Touring “Coda d’anatra” 1973 (Lotto 88 – Telaio 91133601226). Nella classica colorazione arancione, è stata utilizzata intensamente come race-car, ma correttamente, il proprietario che la pilotava ha avuto l’accortezza di preservare il motore originale. Stima attorno ai 700.000 euro.

Maserati Barchetta '92
Maserati Barchetta ’92

Tra le rarità d’asta segnaliamo inoltre una delle 17 Maserati Barchetta, vettura concepita per il monomarca Maserati. La vettura proposta (lotto 87 – telaio THBCNU*LAG*)  è un 1992 ed è l’ultima prodotta e non ha, in realtà, mai gareggiato. Viene stimata a 400.000 euro.

 

 

Le altre: Concept Bertone, Alfa Romeo 6C Freccia d’Oro e una rara Isotta Fraschini

Bertone Nuccio
Bertone Nuccio

Oltre ai disegni e sketch del centro Stile Bertone, sono proposte all’incanto anche due Concept: Alfa Romeo Pandion Bertone 2010 su meccanica Alfa 8C Competizione (lotto 64 – telaio TO-S0916) con i caratteristici sportelli a coltello incernierati al posteriore e la più nota Bertone Nuccio (lotto 65 – telaio ZFFEZ588000139932) creata per i 100 anni di Bertone su meccanica Ferrari F430 F1 . Per la prima si stimano circa 250.000 euro, mentre per la Nuccio si prevedono circa 300.000 euro di offerta.

Alfa Romeo 6C 25000 ss Freccia d'oro
Alfa Romeo 6C 25000 ss Freccia d’oro

Tra le proposte più interessanti una Alfa Romeo 6C 2500 SS Freccia d’Oro con il telaio numero 3 tra le 680 prodotte (lotto 77 – telaio 916003) ed è probabilmente quella con il n. telaio più basso esistente. Stima di 200.000 euro e vettura davvero sensazionale.

Per le pre-war, spicca una sensazionale Isotta Fraschini 8B Imperial Laundalette della carrozzeria Castagna, vettura unica nel suo genere anno 1931, (lotto 75 – Telaio 1714) stimata circa 800.000 euro

 

Per concludere citiamo, tra le complessive 53 vetture, una Autobianchi Stellina bianca (lotto 43 – telaio 100BB000201), una Siata Daina Cabriolet 1952 (lotto 78 – telaio SO194 ), un quadriciclo Lion Peugeot del 1903 (lotto 46 – telaio T17) e l’unica Ferrari offerta, una 512 BBi 1982 (lotto 85 – telaio ZFFJA09B00004041).

Piccola chicca, (lotto 58 – telaio ZLA831AB000310132)  una Lancia Delta HF Turbo 1985 che fu regalata ad Andrea Zagato ai tempi dell’università, su cui il giovane Andrea fece modificare esterni e interni (con alterni risultati invero). Stimata 35-40.000 euro.