<b>Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino</b>

Maserati Mexico – Il Sudamerica nel destino

Coincidenze. In Maserati probabilmente non erano immuni dal fascino e dai segnali del destino, quando è nata (e hanno battezzato) la Mexico, interpretazione di un elegante coupé 2+2 in puro stile Maserati

Vignale e la 5000 GT incidentata

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico  Milano Autoclassica 2018

La genesi di un modello non sempre è lineare. E la Mexico ne è un caso lampante. Maserati, sulla scia della fortunata realizzazione della 5000 GT per lo Scià di Persia, aveva costruito su ordinazione oltre 30 telai per la produzione della filante 2+2, richiesti da facoltosi collezionisti e compratori. La carrozzeria delle 5000 GT era stata curata dai più importanti carrozzieri italiani, tra cui Touring Superleggera (autori della prima 5000 GT), Frua, Allemano ecc. Una delle vetture, (telaio 103.022) carrozzata da Allemano era stata commissionata e venduta al presidente della Repubblica Messicana Lopez Mateos.

Questa vettura fu vittima di un grave incidente a seguito del quale si decise di ricarrozzare l’auto l’intervento di Vignale e la nuova linea disegnata da Michelotti. Questa vettura, una prestigiosa ricostruzione di una vettura incidentata, venne esposta al salone di Torino 1965 come prototipo Maserati 5000 GT Vignale.

L’estetica della vettura ebbe subito un grande riscontro di pubblico, tanto da convincere i fratelli Orsi a produrre la vettura in serie.

Viva el Mexico!

Maserati Mexico Asta Pananti 2017
Maserati Mexico Asta Pananti 2017

Al momento di decidere il nome della nuova coupé, in Maserati avranno considerato i segnali del destino. Il prototipo della vettura apparteneva al presidente messicano, e nello stesso periodo (1966) John Surtees su una Cooper T81 motorizzata Maserati vinceva il Gran Premio del Messico di Formula 1. Il nome era presto deciso: Mexico!

La vettura di serie, presentata nel 1966, viene equipaggiata con il V8 4.700 da 290CV in luogo del 4.9 litri della 5000 GT. Caso abbastanza curioso per Maserati, nel 1969 viene proposto un motore più piccolo, un V8 4.200cc capace comunque di 260CV .

Poco da dire sul sontuoso allestimento che caratterizza la vettura. Interni in pelle aria condizionata, un meraviglioso cruscotto in legno. La Mexico è la prima Maserati equipaggiata di serie con freni a disco ventilati.

I numeri

Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018
Maserati Mexico a Milano Autoclassica 2018

Prodotta dal 1966 al 1972 in 485 unità di cui 175 con motore 4.7 litri e 305 con il più piccolo 4.2 litri, la Mexico è considerata tra le più eleganti coupé costruite da Maserati ed è una delle ultime realizzazioni prima dell’era Citroen e della pesante crisi finanziari che segnò la storia del marchio a partire dagli anni ’70.  I valori della vettura sono in buon rialzo con quotazioni (2018) che si attestano generalmente in un forbice tra i 100.000 e 150.000 euro.

 

 

<b>De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro</b>

De Tomaso Deauville – La scommessa di Alejandro

Tante cose si possono dire di Alejandro De Tomaso, ma sicuramente il coraggio e la spregiudicatezza non gli sono mai mancati. La De Tomaso Deauville è figlia di questo impeto, del sogno De Tomaso

La nicchia, il lusso nello stile italiano

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville – 1976

Il contesto che portò alla nascita della Deauville è sostanzialmente quello di riempire un vuoto. Sfruttando lo spazio tra l’assenza di nuovi modelli Maserati, l’assenza dello stile Lancia su una berlina di alto rango, De Tomaso penso di inserirsi con una vettura di pregio, dall’allestimento lussuoso, per rivaleggiare con Jaguar e Mercedes, un sogno in verità carezzato da molti costruttori (ad esempio ISO Rivolta), in quello che nel tempo sarebbe diventato il mercato “premium”.

L’occasione per una tale realizzazione venne da Ford e Ghia. La Ford si era interessata allo studio di una lussuosa berlina con meccanica US e stile europeo. Siamo alla fine degli anni ’60 e  Tom Tjaarda per Ghia realizzò bozzetti e prototipi per una vettura Ford. De Tomaso subentrò nel progetto quando Ford non diede seguito allo sviluppo, riprendendo i bozzetti di Tjaarda.

Ma è una XJ?

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville

Presentata al salone di Torino 1970 (e in produzione dal ’71) la Deauville raccoglieva l’esperienza dei motori Ford, montando il V8 Ford Cleveland che già equipaggiava la Pantera, rendendola una delle berline più veloci del mercato. De Tomaso stesso dichiarò alla stampa di aver percorso la tratta Roma-Milano in 2 ore, esibendo le multe della stradale come prova.

Interni lussuosi e rifiniti con materiali di pregio, come si confà a una vettura di tal rango e come su quasi tutte le realizzazioni delle case sotto la regia di Alejandro.

L’unica reale critica si poteva attribuire al design. La vettura, anteriormente somigliava in maniera notevole alla coeva Jaguar XJ. Interpellato in merito, Tjaarda affermava che il suo disegno era stato precedente a quello della XJ, ma ciò non smentiva l’oggettiva somiglianza del design.

De Tomaso vs. De Tomaso: decollo Maserati e crollo Deauville

La Deauville si dovette scontrare con una serie di situazioni avverse, che portarono ad un insuccesso commerciale. Il primo fattore negativo era la scarsa immagine di De Tomaso rispetto ai brand più conosciuti. Chi era disposto a dare fiducia alla Deauville, soprattutto con le cifre richieste per l’acquisto, mediamente pari a circa il 30% in più rispetto alle concorrenti Mercedes S-Class e Jaguar a parità di dotazioni? Parallelamente, il disimpegno ufficiale di Ford dal progetto cosa che potrebbe aver ingenerato la mancata omologazione della Deauville sul mercato USA, sbocco d’elezione per vetture di questo rango.

A chiudere il capitolo Deauville ci pensò un insospettabile: lo stesso Alejandro De Tomaso.

Sul finire degli anni ’70, De Tomaso, che aveva acquisito il controllo di Maserati, creò la terza generazione della Quattroporte, sfruttando il pianale (e l’esperienza) maturata con la Deauville, avvolgendola nella linea squadrata disegnata da Giugiaro.  Le vendite della neonata auto del tridente, vuoi per il blasone del marchio, vuoi per la freschezza di un modello nuovo (1979) affossarono definitivamente la “povera” Deauville

Lusso e rarità: un unicorno

De Tomaso Deauville
De Tomaso Deauville alla Fiera di Padova

Alla fine della lunga carriera della Deauville (1971-1988 con 3 versioni differenti con affinamenti meccanici che poi verranno riportati direttamente sulla Quattroporte) la Deauville totalizzerà appena 244 vetture. Davvero difficile incontrarne una. La vettura delle nostre immagini è stata ripresa alla Modena Motor Gallery e alla Fiera di Padova 2018.

A Padova il prezzo richiesto era 76.000 euro. Forse il passato si ripete: prezzo troppo alto? D’altra parte l’esclusività ha un valore, ma solo fino a quando c’è chi è disposto a pagarlo.