Matra-Simca Bagheera

Matra-Simca Bagheera

Matra, brand che nella sua storia ha saputo coniugare l’eccellenza sportiva con l’innovazione su strada, realizza nel 1973 la Matra-Simca Bagheera, una sportiva “popolare” dal prezzo relativamente contenuto, dotata di soluzioni tecnologiche superiori unite a componentistica di larga scala (e quindi economica)

Due esigenze, un risultato: l’unione tra Matra e Simca

Il marchio Matra vanta un invidiabile palmarés sportivo, con un trionfo nel Campionato Mondiale Costruttori di Formula 1 (1966) e un mondiale Piloti (1969) con Jackie Stewart, oltre a 3 vittorie nella 24 ore di Le Mans.

Nata come azienda del settore aeronautico (Matra è  l’acronimo di Mécanique Aviation TRAction) si è affacciata alla produzione di vetture stradali nel 1964 creando in collaborazione con l’ex pilota René Bonnet, la Djet, interessante vettura con carrozzeria in vetroresina, una particolarità che divenne negli anni una delle caratteristiche dei prodotti made in Matra.

Matra 530 LX - 1972 - Automotoretrò Torino 2018
L’eccentrica Matra 530 LX – 1972 – Automotoretrò Torino – 2018 (c) Ciclootto

In verità, nonostante le indubbie qualità delle vetture realizzate fino a quel momento (la Djet e l’eccentrica 530 con motore Ford), le vetture Matra non riscontravano il successo sperato.

Necessario quindi, per la sopravvivenza del marchio, produrre vetture a costo ridotto, usando una meccanica di larga produzione.

Decisivo in questo l’intervento di Simca (al tempo con maggioranza azionaria della divisione europea del marchio Chrysler) che avviò la collaborazione con Matra per la creazione del nuovo modello. Simca doveva sostituire l’ormai anziana Coupè 1000-1200 (splendida realizzazione di Bertone) e fornì a Matra la meccanica delle proprie berline di fascia media, 1100 prima e 1307-8 dopo.

Matra-Simca Bagheera: eccentrica, sportiva, abbordabile

Il progetto, nato dopo aver tentato inizialmente una rivisitazione della precedente Matra 530, segue le impostazioni indicate da Jean-Luc Lagardère, direttore generale di Matra.

Matra-Simca Bagheera S - Serie I - 1976 - Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto
Matra-Simca Bagheera S – Serie I – 1976 – Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto

Uno degli aspetti più controversi è la necessità di coniugare la sportività della disposizione meccanica con l’abitabilità, un problema già presente nella realizzazione della 530 e il suo abitacolo 2+2.

In quell’occasione il motore longitudinale in posizione centrale posteriore aveva portato ad un vettura con grande equilibrio di pesi ma con forme particolari e relativamente disarmoniche.

Mantenendo l’impostazione a motore centrale, per migliorare l’abitabilità, sulla Bagheera il motore è posto in posizione trasversale permettendo la costruzione di una vettura più compatta con un maggior volume disponibile all’interno.

La ricerca dello spazio e la possibilità di ospitare più di due persone (uno dei punti fermi di Lagardère) è risolta con l’originale disposizione a tre posti su una singola fila.

Matra-Simca Bagheera - Schema meccanico - Immagine Autocar.co.uk
Matra-Simca Bagheera – Schema meccanico – Immagine Autocar.co.uk

E’ bene notare che non si tratta di un divano per tre persone, soluzione abbastanza comune, soprattutto sulle berline anni 60, ma di una configurazione che prevede il un sedile dedicato al pilota e un divanetto a due posti, una configurazione che raramente è stata proposta su vetture di serie.

Più convenzionale il resto della meccanica (segreto della relativa economicità dell’auto) mutuato dalla produzione Simca. Particolare l’ampiezza del lunotto che in assenza di un portellone apribile rappresenta l’unico accesso al vano bagagli posteriore.

In particolare, avantreno, sterzo e motore hanno origine dalla Simca 1100 TI. Il motore è un 1.3 litri da 82CV, complessivamente adeguato per la classe della vettura. Le qualità telaistiche del mezzo avrebbero potuto ospitare un motore più potente ma al tempo questo propulsore (sigla 3G4) era il più potente disponibile sull’intera gamma Simca. Interessante inoltre il gruppo frenante, anche in questo caso mutuato dalla 1100, ma dotato sulla Bagheera di 4 freni a disco, soluzione solitamente destinata a vetture di classe (e prezzo) superiori.

Elogi, critiche e l’evoluzione verso la seconda serie

Il prezzo ridotto e la particolare struttura del telaio convinsero pubblico e critica. La Bagheera divenne un piccolo caso, e sostanzialmente un successo per il binomio Matra-Simca.

Matra-Simca - Bagheera s - I series (1976) - Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto
Matra-Simca – Bagheera S – I series (1976) – Arezzo Classic Motors 2020 (c) Ciclootto

Qualche grattacapo venne dai problemi di corrosione (un problema piuttosto serio anche sulle Simca di serie) che in questo caso, vista la costruzione della carrozzeria con pannelli in vetroresina, affliggevano direttamente il telaio scatolato che faceva da base meccanica dell’auto.

Come già indicato, la pregevole impostazione meccanica avrebbe permesso l’adozione di un propulsore più performante. L’attesa di una Bagheera più performante dura fino al 1975 con la presentazione della versione “S”, dotata del neonato motore 6Y2, il 1.400cc della Simca 1308 GT, che sulla Bagheera S venne portato a 90CV.

Matra-Simca Bagheera s - II series - Arezzo Classic Motors 2020
Matra-Simca Bagheera s – II series – Arezzo Classic Motors 2020

Un anno dopo (1976) viene presentata la seconda serie della sportiva francese.

Oltre ad affinamenti degli interni e una diversa conformazione della finestrature laterali posteriori, sempre al posteriore vengono modificati i gruppi ottici (ripresi dalla Simca 1307) con una fascia catarinfrangente arancio ad unire le luci posteriori con impressa la dicitura Matra-Simca.

L’arrivo di Chrysler e la fine della Bagheera

Matra-Simca Bagheera - Firenze-Siena 2019 (c) Ciclootto
Matra-Simca Bagheera – Firenze-Siena 2019 (c) Ciclootto

Il motore 1.4 rimarrà il più potente tra quelli disponibili sulla Bagheera, che negli anni subirà variazioni di allestimento e meccaniche volte al miglioramento della qualità complessiva, senza stravolgere le caratteristiche di un’auto rimasta inalterata nella linea fino all’uscita di produzione, avvenuta nel 1980 in concomitanza con l’acquisto di Simca da parte del gruppo PSA.

Come risultato, le ultime Bagheera prodotte non ebbero più la storica dicitura Simca-Matra, bensì il marchio Talbot-Matra, vista la decisione di PSA di abbandonare lo storico marchio della Rondine.

 

Matra-Simca Bagheera S (1976) – The Classic Car Challenge results – 09.04.2020

The Classic Car Challenge (#tccchallenge) results for the Matra-Simca Bagheera S

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This is the best first series Bagheera I've met in a loong time. This family of uncommon cars is just awesome and peculiar, a real the Matra trademark. Named as Matra-Simca Bagheera, this sportcar owns some high-spec tech solution provided at an affordable price. Based on the Simca's engine placed in mid-back position (allowing the best mass centrality) this fiberglass bodied sportscar opening the eccentric 3 seats on one line configuration that will be retained in all the subsequent releases. This one here pictured is a 1976 pre-restyling Matra-Simca Bagheera S, the upgraded version of the car (easily recognizable for the fake airvent on the hood) housing the Simca 1308GT 1.4 liters, 90 HP engine instead of the original Simca 1.1 engine made available under people pression for a more powerful engine to take advanced of the great handling provided by the technical structure. Wonderful and shining in this brown-bronze metallic. —————– 🏁 Classic cars #contentcreator ❤️ Follow @ciclootto —————– #matra #simca #sportscars #sportcars #matrasimca #simca1308 #simca1100 #matrabagheera #drivetastefully #classiccars #bagheera #matraclassic #midengined #fiberglass #frenchcars #oldcars #frenchclassic #oldcar #sportcars #carspotting #carsofinstagram #carsyoulove #carstagram

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Results – 09.04.2020

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<b>Matra Rancho</b>

Matra Rancho

La madre di tutte le SUV

Un piccolo precursore. Un mezzo nato da un’idea semplice che, presentato quasi 40 anni fa, non sfigurerebbe per linee e impostazioni neanche oggi. Il Matra Rancho, un mezzo stupefacente frutto del genio del poco conosciuto marchio Matra, dal glorioso passato sportivo e dalla creatività fuori dal comune.

Matra e il ping pong tra le case

Logo Matra
Logo Matra

Il produttore francese Matra nasce come società specializzata nell’industria aeronautica, divenendo negli anni ’60 un produttore di automobili. La sua storia è piuttosto singolare. Il marchio Matra era molto noto in ambito sportivo per le sue vittore nelle competizioni, ma in ambito commerciale non riusciva ad avere l’appeal per attirare clientela. Per questo motivo, nella sua produzione si è sempre appoggiato a grandi gruppi principalmente francesi cercando di avere sempre un certo grado di autonomia con le case madri che nel tempo hanno avuto il controllo del marchio.
Matra inizialmente collabora con Renault, usando la meccanica dei modelli della casa. Quindi, dopo un fallimentare tentativo di produrre su meccanica Ford (M530), il marchio inizia la collaborazione con il gruppo Simca.
A seguire, dopo l’acquisiszione di Simca da parte di gruppo PSA, Matra divenne Talbot-Matra e infine, a metà anni ’80, Matra tornò a lavorare con Renault.

Inseguendo la Land Rover

Matra Rancho
Matra Rancho
Immagine di Julien Florent / Wikipedia

Metà anni ’70. Matra è reduce da un buon successo commerciale della sua piccola sportiva, la Bagheera, creata su meccanica Simca. L’azienda, nota per i successi nelle gare automobilistiche però pensa ad altro. Come la Bagheera voleva essere una vettura sportiva a buon mercato, in Matra si pensò a una soluzione simile nell’ambito dei fuoristrada. E’ il periodo di nascita e sviluppo di quelli che nel tempo diventeranno i SUV. Mezzi fuoristrada ma non spartani come auto da montagna, con una discreta cura degli interni e con un comportamento stradale sincero, adatti sia per il lavoro che per il tempo libero. Il punto di riferimento è Range Rover e Matra vi si ispira, scegliendo un approccio forzatamente più economico con una scelta che ai tempi eta decisamente controcorrente: la rinuncia alla trazione integrale.
Si delinea quindi un mezzo economico, realizzato sfruttando la meccanica Simca 1100 furgone (VF2) e il motore della 1301. Una vettura dall’aspetto importante, dato dalla carrozzeria Matra realizzata in buona parte in plastica. E’ un mezzo economico da costruire ma con una sua personalità.

La presentazione: il mezzo che non sapevi di volere

Presentata al salone di Ginevra 1977, la vettura è un lampo nel buio. Sorprende considerando che Matra è un marchio sportivo. Sorprende perchè il mezzo è valido e pratico. Chi lo guarda scopre lo spazio, l’altezza da terra e la praticità di uno abitacolo rialzato. Nasce un nuovo concetto di automobile.
A guardar bene il Rancho, si osservavano due anime. Una dettata dalla necessità di ridurre i costi (la presenza di sole 2 porte come sui furgoncini di derivazione Simca, gli interni ripresi dalla 1100 GLS). L’altra figlia dell’estro Matra e dalla destinazione d’uso del mezzo (divano posteriore ribaltabile che diventava un vero e proprio letto, portellone posteriore apribile in 2 pezzi con una ribaltina su cui sedersi, seconda fila di sedili rialzata). Insomma, idee e praticità.

Il cambio di nome e fine carriera

Talbot-Matra Ranch
Talbot-Matra Ranch
Immagine di Jambox998

La Rancho piace e vende piuttosto bene. E’ stata una scommessa vinta da Matra, con un mezzo che sostanzialmente non aveva alcun concorrente sul mercato. A fine anni ’70, nell’ennesimo cambio di casacca, Simca (e Matra) vennero acquisite dal gruppo PSA. Peugeot decise di abbandonare il nome Simca riesumando il marchio Talbot e assegnando alla Rancho una nuova denominazione: Talbot-Matra Rancho.

Mentre Matra già pensava al successore del Rancho, le incertezze di Peugeot sul rientro economico del progetto ne fermarono lo sviluppo. Matra non si perse d’animo e si rivolse, cambiando ancora bandiera, a Renault. Matra, si trovò davanti a un bivio. Continuare sul Rancho o lasciar campo a una nuova idea, un mezzo spazioso dalle grandi dimensioni. La scelta cadde sulla nuova idea. Fu la fine di Rancho (1985) e la nascita di quello che diverrà l’Espace, la prima monovolume. Ma questa è già un’altra storia….

Dati:
Modello: Simca-Matra Rancho / Talbot-Matra Ranch
Periodo di produzione: 1977-85
Motore: 4 cilindri 1442cc
Potenza: 80CV
Unità prodotte: 55.000 ca.
Valore stimato: 3000 €

Fonti:

Wikipedia

Ruoteclassiche

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